Bastano solo i reparti di rianimazione per fronteggiare l’annunciato aumento da contagio da coronavirus, visto il ritorno di corregionali parte dei quali è sconosciuto alle autorità Sanitarie della Basilicata? Risposta scontata… Percorsi protetti, tende. E’ altro quello che ci serve, quanto a spazi e attrezzature, auspicando che medici, infermieri e personale tecnico stiano in salute sempre. Ma il covid 19 non guarda in faccia a nessuno. Per cui occorre attivarsi per tempo. In Basilicata, e non senza polemiche, si è guardato all’ospedale di Venosa. Per il resto? Le riflessioni ta cittadino, tecnico e da ex amministratore comunale ”lungimirante” Francesco Saverio Acito invitano a darsi una mossa, citando quanto si sta facendo a Roma, in Puglia o in Lombardia. Siamo in tempo e mettiamo da parte sogni compensativi, trentennali, e sprechi di risorse per la facoltà di medicina. Siamo seri. Con il coronavirus non si scherza.

L’INTERVENTO DI FRANCESCO SAVERIO ACITO

Mi permetto di dire la mia sulla situazione della attuale diffusione del virus Covid 19 in Basilicata e sulle problematiche connesse. I numeri sono essenziali: ad oggi abbiamo 20 (rectius, 21..) casi conclamati di positivi (16 in prov di potenza e 4 in prov di matera), 2 sono i ricoveri in terapia intensiva, non abbiamo il dato aggiornato dei ricoveri nei reparti malattie infettive, la maggior parte di questi positivi sono in isolamento domiciliare. Ora, tenuto conto che i posti in terapia intensiva in tutta la regione sono 46, risulta evidente a tutti che il vero problema da affrontare è quello di potenziare il numero dei posti di terapia intensiva! Come? Gli ospedali dei quali si chiede la riapertura (es. Tinchi, Stigliano, Chiaromonte etc) dovrebbero funzionare, seguendo l’esempio della Puglia, solo ed esclusivamente cone STRUTTURE COVID, vale a dire si dovrebbero attrezzare le sale rianimazione e basta!!!! Ciò ha dei costi, ma sono sopportabili e comunque ogni regione si sta muovendo cosi! La carenza di personale medico non vale solo per la Basilicata, ma è un problema nazionale!!! Tanto che si fa ricorso perfino ai medici militari…orbene, a Milano si sta attrezzando un mega ospedale nei locali della Fiera da oltre 600 posti letto..a Roma è nato il Columbus Covid hospital…in Puglia stanno facendo ricorso perfino alle strutture sanitarie convenzionate, tipo Villa Luca a Conversano e Anthea hospital a Bari!!!

La Basilicata non può andare come al solito per conto suo…deve uniformarsi a ciò che fanno, con provvedimenti sensati, le altre regioni. Non ci vuole molto!!! Occorre dividere, come ha fatto Emiliano in Puglia, le strutture Covid da quelle Non Covid e tenere aperti in ogni struttura Covid i soli reparti di malattie infettive e pneumologia (che dunque provvisoriamente non funzioneranno nelle strutture non Covid) e a diretto contatto con pneumologia attrezzare una sala rianimazione, per i casi di desaturazione, in modo che il trasferimento sia quanto più rapido è possibile. Tutto qui, non ci vuole molto! Lo hanno fatto gli altri perché non possiamo farlo noi? Affidarsi solo alla buona volontà di chi autodenuncia la propria provenienza dal nord non ha senso! Il Presidente Bardi adesso si occupi di gestire l’emergenza e non rimetta tutto solo al buon Dio!! In Puglia sono rientrate dalle regioni del nord ufficialmente circa 19.000 persone…se ne stima che una buona altra metà non l’abbia dichiarato…questi sono i numeri, che potrebbero causare una onda lunga di contagi, alla quale la regione Puglia si sta preparando…noi qui in Basilicata che facciamo?? Stiamo a guardare come ci travolgera’???????? Guardate che saremmo ancora in tempo……