A volte ritornano….persino le tasse abolite. E’ quanto sta accadendo a Matera per la TASI. Una tassa abolita dal 2016 (per abitazioni principali e pertinenze) e che in questa città nell’ultimo anno della sua applicazione ha avuto una storia un po’ accidentata e con diverse puntate che sta sferrando un brutto colpo di coda in questi ultimi giorni di fine 2020 (a conferma ulteriore del suo essere anno menagramo), con una salassata nelle tasche di non pochi contribuenti.

E’ , infatti, arrivata per molti (per altri è in arrivo) una pioggia di avvisi di accertamento per omesso o parziale pagamento della TASI 2015…. carica, carica, di interessi e sanzione del 30%.

La tempistica è dettata dallo scadere al 31 dicembre di quest’anno del quinquennio, trascorso il quale, queste somme sarebbero andate in prescrizione. Gli uffici hanno fatto il loro dovere e tantomeno chi amministra ora poteva fare qualcosa per evitarlo. Di pagare, bisogna pagare e farsene una ragione.

Ma com’è che si è arrivati a questo punto? La storia è questa.

Le aliquote dei tributi comunali vanno approvati entro i termini di approvazione del bilancio di previsione relativo all’anno a cui si riferiscono, altrimenti scatta l’aliquota fissata per l’anno precedente.

Nel maggio 2015 il bilancio non era ancora stato approvato e il funzionario responsabile nella nota informativa rivolta ai contribuenti in relazione al tributo in questione scriveva per l’appunto che il versamento della prima rata andava effettuata applicando le aliquote e le detrazioni in vigore nel 2014 e cioè lo 0,10% (ovvero l’1 x 1000), salvo poi procedere in sede di saldo ad eventuale conguaglio nel caso di variazione delle stesse aliquote e detrazioni.

Gli atti del Bilancio 2015 e le relative delibere sui tributi comunali con cui si aumentava la TASI all’1,80% furono approvati dalla prima amministrazione De Ruggieri ad agosto 2016, oltre il termine ultimo del 30 luglio fissato dalla legge, per cui gli atti furono oggetto di impugnazione dinanzi al TAR di Basilicata.

TAR che, con propria sentenza numero 767 del 7 luglio 2016, annullò tale delibera e si paventò un rimborso di massa in favore di chi aveva pagato in più del dovuto applicando la nuova aliquota e persino un buco di bilancio conseguente.

A fronte di questo quadro di incertezza che c’era stata sin dall’inizio, molti cittadini prudenzialmente pagarono la TASI 2015 applicando anche per il saldo l’aliquota dell’1 x mille, scegliendo la strada del: meglio pagare meno prima che chiedere il rimborso poi.

Ma, successivamente (nel 2018), il Comune ebbe ragione dinanzi al Consiglio di Stato che ribaltò la decisione del TAR e dunque fu stabilito definitivamente che l’aliquota TASI 2015 da pagare doveva essere quella dell’1,80 x mille.

Pertanto, chi aveva pagato in base a tale aliquota non doveva nulla, chi aveva -invece- pagato l’1 x mille  doveva pagare la differenza.

Il Comune con delibera della Giunta comunale 462 del  5-12-2018 prese atto della nuova sentenza e, con successivo avviso a firma di De Ruggieri, consentì a chi aveva pagato meno del dovuto (ma non a chi aveva omesso completamente il pagamento) di poter regolarizzare la differenza entro il 31 marzo 2019, senza l’aggravio delle sanzioni.

Dunque gli avvisi di accertamento che arrivano ora riguardano o coloro che hanno omesso completamente, oppure chi aveva pagato l’1 x mille (sia in acconto che a saldo) e che non avendo seguito tutto l’evolversi della vicenda, si è distratto e non ha colto l’occasione della finestra offerta allora per saldare la differenza di quanto dovuto senza quell’odioso 30% di sanzione.

E così per tanti materani, dulcis in fundo a questo anno horribilis, tocca anche questa ulteriore e sgradevole sorpresa. Non ci facciamo mancare nulla.