HomeCronacaDUE “INNI’’ NEL CUORE DI MATERA E POLONIA

DUE “INNI’’ NEL CUORE DI MATERA E POLONIA

Una pagina del passato, la presenza delle truppe polacche a Matera dal 1944 al 1946, per cementare l’amicizia tra due popoli uniti dalle note di due inni scritti e composti sul suolo italiano: quello di Goffredo Mameli noto come ‘’Il canto degli italiani’’ e la ‘’Mazurka di Dabrowski’’di Jozef Wybicki che scrisse nel 1797 a Reggio Emilia e noto come il ‘’ Canto delle legioni polacche in Italia’’.

E quelle note di patriottismo, eseguite dalla banda dell’esercito polacco davanti all’edificio scolastico ‘’ Padre Giovanni Minozzi, e fatto rivivere per un attimo i tanti volti degli allievi delle scuole logistiche che per due anni vissero e lavorarono nella Città dei Sassi. Nomi ripetuti per un attimo dalla solenne voce dello speaker, quasi radiofonico, alle autorità istituzionali e locali, ai reduci e ai giovanissimi in divisa e con le bandierine tricolori e biancorosse che hanno assistito alla cerimonia.

Narebelski DSC_0043cerimonia polonia

Tra di loro il vitale e ottuagenario professor Wojciech Narebski, ex allievo delle scuole Militari polacche di Matera, professore emerito dell’Accademia Polacca delle Scienze, Presidente della Sezione Cracoviana dell’Associazione dei Veterani di Guerra nei Paesi Occidentali, che ha ricordato l’intenso rapporto con la gente di Matera fino. Un rapporto che portò alcuni soldati a mettere su famiglia come confermano alcuni cognomi, come Lapoczyck e altri.

E poi l’intensa e consolidata collaborazione con la famiglia Ambrico, il capostipite Mario che nel 1991 presentò a papa Giovanni Paolo II una mostra di fotografia sulla presenza dei soldati polacchi a Matera. E poi con il figlio Francesco che ne ha continuato opera e intuizione intensificando l’attività di ricerca a valle degli studi sul XXI Settembre 1943 e portando avanti con Francesca Lopane, l’attività della fondazione “Elisa Springer A-24020. Un impegno che l’ambasciatore di Polonia in Italia Tomasz Orlowski ha valorizzato con l’attribuzione all’ottantenne Mario Ambrico, visibilmente commosso, l’onorificenza di commendatore della Repubblica polacca e a Francesco quella di cavaliere.

cerimonia polonia padre minozzipolonia, inaugurazione mostra

‘’Oggi –ha detto l’ambasciatore-dimostriamo che i nostri popoli hanno memoria storica. Così il mio popolo ha potuto resistere ai regimi oppressivi che hanno guidato il nostro Paese nei 5° anni della seconda metà dell’ultimo secolo. Tutto questo ci mostra l’importanza della solidarietà e per questo pensando all’orribile vicenda che ha colpito Parigi, credo che il nostro contributo sta proprio in questo sentimento”. Il resto lo hanno fatto le parole degli ospiti ( tra questi Anna Maria Anders, figlia della seconda moglie del Gen. Anders e del il ministro Jan Stanislaw Ciechanowski, capo dell’ufficio per i Reduci e le Vittime delle Repressioni)che si sono avvicendati nei saluti e del sindaco Raffaello De Ruggieri, che ha salutato il sottosegretario Wojciech Kolarski, sottosegretario di Stato della Repubblica di Polonia parlando di storia comune fra i due popoli.

‘’ Il Corpo d’armata polacco a Matera ha detto De Ruggierinon fu esercito d’occupazione, ma soggetto di solidarietà civile. Uomini e donne polacchi e materani vissero momenti di assoluta fratellanza e questa testimonianza d’unione, il racconto che oggi riproponiamo a Matera, rappresenta il rapporto in cui ci si ritrovò uniti per costruire il bene comune che all’epoca era la libertà costruita insieme anche con il martirio e il sacrificio. Nel cimitero di Montecassino c’è una lapide che riporta una frase che non si può dimenticare e che è scritta col sangue: Per la nostra e vostra libertà noi, soldati polacchi abbiamo dato la nostra anima a Dio, la nostra vita alla terra italiana, i nostri cuori alla Polonia. Credo – ha concluso il sindaco – che sia importante il senso di questa straordinaria riunione a Matera: il recupero della memoria di quei fatti, utile a rafforzare insieme il senso di una visione comune, di un futuro comune migliore per tutti”.

sindaco e ambasciatore Orlowski

Le corone di fiori delle istituzioni e dei reduci polacchi (una tricolore avrebbe rafforzato il significato dell’evento) hanno reso ancora più solenne la cerimonia in memoria di una presenza che cementerà l’amicizia tra le due comunità e l’entusiasmo di bambini italiani e polacchi lo ha confermato. Un evento celebrato in strada che avrebbe meritato un migliore allestimento sul piano illuminotecnico e forse un riconoscimento da parte materana agli ospiti. Una medaglia,una targa che dovrebbero essere prassi se si decidesse una buona volta a organizzarsi al meglio e a dotare l’Amministrazione di un ufficio del cerimoniale per preparare le cose per tempo.

Le autorità polacche hanno apprezzato l’operato della famiglia Ambrico per ricordare quanto hanno fatto per valorizzare l’operato del loro esercito in Italia. Altrettano si potrebbe fare per il professor Wojciech Narebski . Il sindaco ha detto che ci penserà. Cittadinanza onoraria? Non spetta a noi, ma non va escluso. Ma ci attendiamo, e su questo tema il sindaco ha manifestato in conferenza stampa tutta la sua disponibilità, che si faccia qualcosa anche per onorare la memoria della cittadina onoraria e scrittrice ebrea Elisa Springer.

Nel frattempo e fino al 25 novembre sarà possibile visitare la mostra “Il 2° Corpo d’armata polacco a Matera 1944-1946”, presso il Museo archeologico Domenico Ridola di 50 foto in bianco e nero, fornite da Mario Ambrico e della Fondazione Springer, provenienti dagli archivi del “Polish Institute & Sikorski Museum” di Londra. Furono realizzate da militari dell’unità cinefotografica dell’esercito polacco.

Alla loro memoria, ricordiamo il sacrificio e dell’innegabile contributo dato dai soldati polacchi per la libertà del nostro Paese con l’apposizione nell’ottobre del 2005, sulla facciata della scuola elementare “Padre Giovanni Minozzi”, che fu sede delle scuole di Artiglieria e Fanteria, di una lapide,il cui testo, in italiano e in polacco, recita così: QUESTO EDIFICIO OSPITÒ FRA IL 1944 E IL 1946 LE SCUOLE PER ALLIEVI UFFICIALI DEL II CORPO D’ARMATA POLACCO A RICORDO DEL SACRIFICIO DI QUEI VALOSI SOLDATI CHE COMBATTERONO
E MORIRONO PER IL TRIONFO DELLA GIUSTIZIA, DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTÀ DELLE NOSTRE DUE FRATERNE NAZIONI IL COMUNE DI MATERA E LA CITTADINANZA’’.

Frasi che resteranno a perenne ricordo di quell’impegno come le musiche della banda dell’esercito, eseguite in piazzetta Pascoli, e a seguire dai piccoli soldati in divisa che sono il futuro- si spera- di un’ Europa di pace.

RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti