Era un giovane sacerdote, don Pino Caiazzo, quando scrisse alcuni versi per ricordare l’Altar della Storia, in occasione di un pellegrinaggio organizzato nel 2005, con la Parrocchia di San Paolo di Crotone, nei campi dello sterminio e della barbarie nazista. E quindici anni dopo, don Pino ora Arcivescovo di Matera, ripropone quelle sensazioni, consapevole come tanti che il far finta di niente, esssere indifferenti o sottavalutare piccoli o grandi segni di discriminazione o intolleranza può riportare – magari con forme subdole- a riproporre pagine buie della storia. E dietro il filo spinato elettrificato dei campi di sterminio si sono infranti tanti sogni di libertà e di tolleranza, tra loro anche tanti religiosi di diverse confessioni- come ha ricordato papa Giovanni Paolo II nel 1998 incontrando i superstiti di Mauthausen . Un ricordo e una frase su tutte. Quella di padre Massimiliano Kolbe: ” Uomini di ieri e di oggi… diteci, abbiamo forse noi dimenticato con troppa fretta il vostro inferno?”. Risposta scontata. Non si puo’, non si deve dimenticare. Ma occorre essere coerenti nel tracciare cammini di pace, rispetto, tolleranza e di libertà.

ALTAR DELLA STORIA

Binari d’acciaio
ai bordi della via
memoria
di carri affollati
da vite come bestie
fissati da occhi lucenti
bagnati da lacrime
da mente atterrita
da rabbia soffocata
nei battiti
frenetici.
Solcando la porta
tra fili spinati
limite senza più vita
lo sguardo impietrito
scorge
toccando con mano
Storia che grida
sempre
il suo dolore
tra echi di voci
bimbi ancor…vivi
donne spogliate
dignità calpestata
uomini impotenti
insultati
stremati
scherniti
uccisi…:
Fumo nell’aria
concime sulla terra
Altar della storia!
Sacrificio cruento!
Segno del…Cristo!
L’acre odor
della bestia umana
lascia il posto
all’unico grido
oltre il credo
di chi ancor spera:
Dio mio…Perché?

​Auschwitz – Birkenau 05.07.2005

Sac. Antonio Pino Caiazzo