Altro che… Le ” Dita di Dama” di Chiara Ingrao e il monologo andato in scena a Matera,a Palazzo Lanfranchi, sull’onda dei ricordi e delle parole di Maria e Francesca, sono state come un pugno battuto sul tavolo di una vertenza tra discriminazione e pari opportunità (non quelle retoriche da 8 marzo) che cattedratici, soloni, salottieri e teorici delle teorie liberatorie e flessibili del lavoro dovrebbero ascoltare. E così l’ironico racconto della brava Laura Pozone, che tenuto incollati anche i bimbi seduti per terra nella Sala Levi, ha passato in rassegna la sequenza delle illusioni, delusioni, auspici e successi(pochi) di donne in trincea che per campare non si tiravano indietro. E per raccontare e denunciare il passato serve eccome, passando per la testimonianza di due donne di estrazione ed esperienza diversa che raccolsero la fresca eredità della protesta studentesca nelle piazze e nelle Università del 1968 per impegnarsi sui luoghi di lavoro. Sono passati 50 anni da quel 1969 che segnò una svolta provocatoria, di testimonianza,emancipazione nel mondo del lavoro del BelPaese e certe storie in bianco e nero, urlate,conquistate con sudore, sangue e sacrifici tornano di stretta attualità, per quello che si è perso, è stato sottratto con gli attacchi allo Statuto dei Lavoratori, con la flessibilità compromissoria di governi tecnici e di pseudo centrosinistra che hanno venduto e svenduto tutto per calcolo personale o con la vuota prospettiva di cambiare le cose. Il risultato, crollato con il riformismo(?) renziano e proseguito nelle ambiguità del tira e molla del governo gialloverde è sotto gli occhi di tutti: Paese invecchiato, calo demografico, generazione dei tablet e dei trolley in fuga all’estero, fasce deboli (disabilil, donne) sulla corda o discriminati, licenziati, come è accaduto una cassiera di una nota catena della grande distribuzione, assente per curarsi. La Filcams Cgil di Matera, e la sua battagliera segretaria Marcella Conese, che di recente ha attivato una battaglia sul salario giusto nel settore dei servizi ,evidenziando quanto di ”discriminatorio” sta accadendo con Matera 2019, con ”Dita di dama” hanno teso la mano a quante vorrebbero o non hanno la forza per sollevare una mano per dire ” Ci sono. Basta!”.

COMUNICATO STAMPA

La FILCAMS CGIL di Matera presenta il 10 luglio prossimo alle ore 21, presso la terrazza del Palazzo Lanfranchi, il monologo DITA DI DAMA, tratto dall’omonimo libro di Chiara Ingrao, in collaborazione con il Polo Museale della Basilicata e la Fondazione Matera Basilicata 2019.
Lo spettacolo ha già fatto tappa in decine di città italiane.

Di seguito una scheda dell’evento:

coproduzione Teatro della Cooperativa e Aparte soc. coop.
monologo tratto da Dita di Dama di Chiara Ingrao
con Laura Pozone
adattamento e regia Laura Pozone e Massimiliano Loizzi

“Operaia. Era bastata quella parola a farle crollare il mondo addosso.”
La storia di Francesca e Maria, due amiche, cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana. Una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma a diciotto anni si ritrovano, costrette dai padri una a studiare legge, l’altra a lavorare in fabbrica.
Siamo nel 1969, l’autunno caldo. Attraverso gli occhi di Maria scopriamo la nuova vita sua e delle altre operaie, sempre in bilico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante. Il cottimo, la bolla, la paletta, i marcatempo. E poi gli scioperi, la stira, il consiglio di fabbrica. E ancora sullo sfondo l’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, lo Statuto dei lavoratori, le ribellioni in famiglia.
Maria, da timida e impacciata ragazzina in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta calda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, “una con le palle”, sguardo fisso e faccia decisa quando parla alle assemblee; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.
Gli anni delle lotte operaie, raccontati non attraverso lo “stereotipo” della violenza, della tensione e del piombo, ma con una storia di formazione d’amore e amicizia, tutta al femminile, che indaga percorsi di libertà e dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente.
Un piccolo spaccato dell’ Italia operaia negli anni che vanno dal 1969 ai moti di Reggio Calabria del 1972.

Si tratta di un appuntamento importante, in un momento storico in cui le condizioni della donna lavoratrice stanno progressivamente peggiorando e vengono vanificate molte delle importanti lotte che hanno caratterizzato gli anni Settanta e che hanno portato alla conquista di diritti che dovrebbero essere intoccabili.

Il link dell’evento su facebook:
https://www.facebook.com/events/377303396248867/

Nel corso della serata, potranno essere acquistate copie del romanzo di Chiara Ingrao ed il ricavato sarà devoluto alla Casa Internazionale delle Donne di Roma (http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home), che continua ad essere un luogo simbolo dell’emancipazione femminile, e che continua a sostenere donne vittime di violenza domestica e sul lavoro, e che possiede e preserva un centro di documentazione sulla storia del movimento femminista.

Certa della Vostra collaborazione nella diffusione massima dell’iniziativa, vi porgo cordiali saluti.

Marcella Conese
SEGRETARIA GENERALE
FILCAMS CGIL MATERA