A protestare, come riporta la nota di Peppino Coniglio, sono gli imprenditori agricoli del Tavolo Verde, a causa degli effetti negativi procurati dai lavori di messa in sicurezza lungo la fondovalle Basentana tra lo scalo di Pisticci e Torre Accio, che stanno eliminando tanti accessi interpoderali. Una volta chiusi? Le complanari , i cavalcavia dove sono? Chi paga i danni e i disagi? Interrogativi che restano sul tavolo e vengono rivolti all’Anas che finora non ha risposto. Bella gatta da pelare. E qui è necessario il coinvolgimento della Regione Basilicata. Giusta la sicurezza della strada, ma occorre mettere in sicurezza anche l’economia locale…

TAVOLO VERDE SULLE SORTI DELL’AGRICOLTURA BASENTANA
Sale la protesta degli operatori agricoli.
In mancanza di certezze e garanzie per le sorti dell’agricoltura, Tavolo Verde di Basilicata e Puglia alza il livello di attenzione e chiama alla mobilitazione quanti sono interessati alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio. Le aziende agricole ricadenti nella valle basentana esprimono ancora di più le loro legittime preoccupazioni per le conseguenze dei lavori in corso tra lo Scalo di Pisticci e Torre Accio, finalizzati alla realizzazione dello spartitraffico che non garantire la sicurezza stradale nè quella ai frontisti delle contrade. Per Tavolo Verde, inoltre, tali opere dell’Anas di fatto restringono sensibilmente le carreggiate e chiudono alcuni accessi poderali con conseguente negative e danni all’economia delle aziende agricole del vasto territorio. L’Associazione ambientalista peraltro si domanda se i lavori sono a norma e quali iniziative il comune intenda assumere per scongiurare il pericolo dell’isolamento. Certo è che per ristabilire la circolazione delle pesanti macchine agricole e assicurare il trasporto di produzioni agroalimentare dalle aziende alle arterie principali è necessario realizzare le complanari e i collegamenti con la Basentana cosi come è avvenuto con la 106 e strade pugliesi. Tavolo Verde aggiunge in un comunicato che l’Anas di fronte alla legittima richiesta degli interessati non ha ancora reso pubblico il progetto esecutivo che comprende le modifiche richieste dai produttori ma soprattutto non offre garanzie reali in ordine ai tempi di realizzazione contestuale dello spartitraffico delle complanari e cavalcavie. Infatti ai frontisti non soni state notificate comunicazioni o avvisi sui terreni interessati da eventuali complanari giammai quelli su cui realizzare sottopassi o soprapassi. La cosa più sorprendente è che il comune che si era impegnato a seguire proposte di eventuali varianti al progetto originario non ha coinvolto tutte le associazioni di categoria sui lavori in corso. Nè è stato coinvolto il consiglio comunale oggi più che mai poichè la compartecipata Anas è stata travolta da uno scandalo a carattere nazionale i cui riflessi potrebbero coinvolgere anche la Basilicata.
GIUSEPPE CONIGLIO
