“Troppo tardi cantasti…” commentò il mietitore pugliese che, al termine di una lunga giornata nei campi di grano, di sera, nel mentre masticava una abbondante forchettata di pasta tanto agognata, senti il lamento di una cicala finita nelle sue fauci. Non disdegnando per nulla quelle proteine che si aggiungevano al suo pasto. Similmente cruente per il territorio materano sempre più spoliato da presidi di servizi vari è la vicenda che, dal 1° ottobre 2026, vedrà l’accorpamento della Direzione di Filiale di Matera con quella di Potenza, con conseguente trasferimento delle funzioni dirigenziali. Inequivocabilmente tardiva la levata di scudi di diversi esponenti della politica regionale e locale, con una manifestazione di contrarietà che -al di là delle buone intenzioni che nessuno mette in dubbio- appare essere una sorta di riflesso condizionato per una mera testimonianza della propria opinione da mettere agli atti. Ma che nel contempo fa emergere l’impotenza della politica di incidere sulle decisioni, oltre che una colpevole disattenzione ai processi che nel tempo maturano a loro manifesta insaputa. Nella fattispecie, infatti, trattasi della applicazione del Piano Industriale Strategico “The Connecting Platform”, approvato il 20 marzo 2024 dall’azienda e validato da un accordo sindacale del 20 luglio scorso. Una vicenda che è figlia di una questione di sistema che si evita di ricordare. Ovvero l’ideologia liberista che dagli ultimi decenni del secolo scorso ha permeato anche la società italiana e che ha spinto verso una privatizzazione selvaggia anche quei servizi (sanità, scuola, trasporti, servizi come poste e telecomunicazioni, sportelli bancari…) così essenziali per la qualità della vita e che dovrebbero essere garantiti sia che si abiti a Milano che in un piccolo comune dell’entroterra lucano. Bisogna essere chiari se si è parte di questo “sistema di potere” che mette nelle mani di aziende (non più condizionabili dagli eletti nelle istituzioni dai cittadini) o si vuole contrastarlo ed essere conseguenziali. Proponendosi di cambiarlo in nome, non del bolscevismo, ma della nostra preziosa Costituzione che all’articolo 4, in cui si parla in modo specifico delle attività produttive e d’impresa, è stato scritto che “l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, la salute, l’ambiente e la dignità umana”. Disposizione che, come per l’art.11 (ripudio della guerra), è ampiamente disattesa, con le conseguenze sempre più deleterie per il popolo italiano che tocchiamo con mano. Per il 2027 ci saranno le nuove elezioni politiche con tanto di accapigliamento sul totoleader e alquanto poco sui programmi. Per questi ultimi, in verità, non ci si dovrebbe sforzare troppo perchè un programma già bello e pronto su cui impegnarsi ci sarebbe già: l’applicazione piena della Costituzione. A volerlo, sarebbe una bella gara. Ma è alquanto improbabile che accada considerato che l’economia ha preso il sopravvento da tempo e sono i potentati economici a dettare l’agenda ai politici. Con gli elettori che se ne sono accorti e sono sempre meno coloro che ritengono che andare votare serva ancora davvero a cambiare qualcosa. Smentirli sarebbe urgente. Ma servirebbe una politica che vada ben oltre la pratica dei comunicati stampa atti a certificare la mera esitenza in vita. A seguire i comunicati stampa da noi ricevuti sulla vicenda:
Presidente, intervenga su Poste. No a disagi per cittadini e personale
Poste Italiane, il Presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini critica la decisione di accorpare la Direzione di filiale di Matera a Potenza: “Indebolisce la nostra realtà: avviare confronto con l’azienda”
Il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, esprime forte preoccupazione per la decisione di Poste Italiane di sopprimere, dal 1° ottobre 2026, la Direzione di Filiale di Matera, trasferendo le funzioni dirigenziali a Potenza. Una scelta che, secondo il Presidente, rischia di indebolire un presidio istituzionale ed economico di primaria importanza per il territorio. “La presenza di una direzione locale – sottolinea Mancini – non rappresenta soltanto un elemento organizzativo interno all’azienda, ma incide in modo diretto sulla qualità e sulla prossimità dei servizi postali e finanziari offerti a cittadini e imprese, oltre che sui livelli occupazionali. A questo si aggiunge il valore simbolico della sede materana, ospitata in uno storico palazzo di via del Corso, edificio di rilevante pregio architettonico e tra i luoghi identitari della città, la cui funzione non può essere ridimensionata senza un’attenta valutazione degli effetti sulla comunità”. Il Presidente annuncia che avvierà “interlocuzioni con i vertici territoriali e nazionali di Poste Italiane per acquisire ogni elemento utile a comprendere le motivazioni del provvedimento e per rappresentare, con fermezza e spirito costruttivo, le ragioni del territorio materano”. Mancini si farà inoltre promotore di un “momento di condivisione con il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, e con le altre istituzioni interessate, per definire una linea comune e individuare le iniziative più opportune a tutela della continuità dei servizi. La Provincia – conclude il Presidente -. segue la vicenda con la massima attenzione, consapevole del ruolo strategico che Poste Italiane svolge per cittadini, imprese e lavoratori. Il nostro impegno è volto a salvaguardare un presidio essenziale per la vita economica e sociale della comunità materana”.
Poste Italiane, UGL Basilicata: “Nessun allarmismo, ma massima vigilanza. Difendere occupazione, servizi e presidi territoriali”
“Sul nuovo assetto organizzativo di Mercato Privati di Poste Italiane, il segretario regionale FNC UGL Comunicazioni Basilicata Giuseppe Di Giuseppe e il segretario provinciale UGL Matera, Pino Giordano ritengono necessario fare chiarezza, senza creare allarmismi, ma mantenendo alta la vigilanza sugli effetti della riorganizzazione in Basilicata e, in particolare, nel Materano. L’accordo nazionale, raggiunto dopo un confronto avviato il 16 luglio e culminato il 22 luglio con una trattativa a oltranza, ha permesso di ridurre gli effetti della proposta iniziale dell’Azienda e di confermare il valore della presenza capillare degli Uffici Postali. “Non vogliamo creare allarmismi, ma è nostro dovere vigilare. Un punto per noi è chiaro: nessuna riorganizzazione dovrà tradursi in tagli occupazionali. Anzi, l’accordo prevede un importante rafforzamento degli organici, che dovrà trovare concreta applicazione anche in Basilicata”, dichiarano Di Giuseppe e Giordano. Tra i principali risultati dell’intesa: – 800 risorse aggiuntive nel 2027 e altre 500 nel 2028, attraverso il dimensionamento degli organici per zona; – 6.300 FTE complessivi nel biennio 2027-2028, attraverso assunzioni di OSP e Consulenti, trasformazioni da part-time a full-time e sportellizzazioni; – attivazione della mobilità provinciale, regionale e nazionale; – respinta la proposta iniziale di declassare circa 3.500 Uffici Postali e di efficientare 42 Filiali; – dal 1° ottobre 2026 nuova organizzazione della rete: superamento dei 680 UP Centrale e introduzione di 1.102 UP Zona, con 422 Uffici in più destinatari di indennità di posizione; – riduzione di circa 1.000 declassamenti degli Uffici Postali; – riduzione delle razionalizzazioni delle Filiali da 42 a 22; – introduzione di 1.102 Referenti Gestione Operativa e 942 Responsabili Commerciali Zona (RCZ); – nuova indennità di 6.000 euro lordi annui per gli UP Zona Top e 4.500 euro lordi annui per gli UP Zona Medium; – il personale delle Filiali interessate dagli accorpamenti continuerà a svolgere le stesse mansioni presso la sede attuale, con criteri di tutela per le eventuali ricollocazioni; – entro dicembre 2026 incontro nazionale per regolamentare i distacchi extrazona, con l’obiettivo di limitarne il ricorso.
Per la Basilicata, come già previsto nell’allegato all’accordo del 23 luglio 2026, la nuova organizzazione prevede l’accorpamento della Filiale Potenza-Matera, con sede a Potenza. “È una scelta già contenuta nell’accordo nazionale e non una decisione arrivata oggi. Per questo riteniamo importante informare correttamente lavoratori e cittadini, senza alimentare preoccupazioni. Ma conoscere l’accordo non significa abbassare la guardia: la nostra attenzione sulla Basilicata e soprattutto sul Materano resta massima”, sottolineano i due dirigenti UGL. Prima dell’avvio del nuovo assetto sono previsti incontri a livello regionale. Per l’UGL sarà quello il passaggio decisivo per verificare organici, ricollocazioni, organizzazione del lavoro e ricadute concrete sui lavoratori lucani. “I numeri nazionali sono importanti, ma adesso dobbiamo verificare che il rafforzamento previsto si traduca realmente in occupazione, stabilità, servizi efficienti e presenza sul territorio anche nella nostra Regione. L’UGL – aggiungono Di Giuseppe Segretario regionale FNC UGL Comunicazioni Basilicata e Giordano, Segretario provinciale UGL Matera – guarda con attenzione anche alle preoccupazioni espresse dal presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini per la soppressione, dal 1° ottobre 2026, della Direzione di Filiale di Matera e il trasferimento delle funzioni dirigenziali a Potenza. Mancini ha evidenziato l’importanza della Direzione materana per i servizi, per il territorio e per l’occupazione, richiamando anche il valore storico della sede di via del Corso. Il presidente ha inoltre annunciato interlocuzioni con Poste Italiane e un confronto con il sindaco di Matera Antonio Nicoletti e con le altre istituzioni. “Al presidente Mancini ricordiamo che l’accorpamento Potenza-Matera è già previsto nell’accordo nazionale del 23 luglio. Riteniamo comunque positivo ogni confronto istituzionale che abbia come obiettivo la tutela del territorio e dei lavoratori. Bisogna però partire dai dati e dagli accordi realmente sottoscritti”, affermano Di Giuseppe e Giordano. L’UGL Basilicata è pronta a confrontarsi con istituzioni locali, Provincia e Regione qualora vi sia la volontà di costruire un percorso comune. “Se le istituzioni vogliono fare fronte comune per chiedere chiarezza, vigilare sull’applicazione dell’accordo e difendere occupazione, servizi e presidi territoriali, noi siamo disponibili. Non ci interessano contrapposizioni o polemiche: ci interessa un unico obiettivo, la salvaguardia dei lavoratori, dell’occupazione e della presenza di Poste nei nostri territori”. “La nostra linea è sindacale e politica, ma soprattutto costruttiva e responsabile. Siamo pronti a collaborare con chiunque voglia lavorare nell’interesse della Basilicata e del Materano, nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali”. L’accordo prevede inoltre due Commissioni Nazionali Paritetiche, dedicate alle nuove figure professionali e alle tematiche immobiliari, oltre a incontri nazionali per incrementare l’indennità di relazione per OFE-SCF-SCM, rivedere i rimborsi chilometrici e definire gli strumenti necessari all’attuazione dell’accordo. “Vigileremo sugli organici, sulle ricollocazioni, sui distacchi, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi. Lo faremo senza allarmismi, ma con la massima attenzione e determinazione. Oggi i numeri dell’accordo non parlano di tagli occupazionali, ma di un rafforzamento degli organici. Il nostro compito sarà verificare che questo rafforzamento arrivi davvero nei territori. L’UGL Basilicata sarà presente e, con particolare attenzione al Materano, seguirà ogni passaggio della riorganizzazione. L’obiettivo è chiaro: tutelare l’occupazione, garantire i diritti dei lavoratori, mantenere i presidi e assicurare servizi efficienti e vicini ai cittadini. Su questo siamo pronti a confrontarci con Poste Italiane e, se lo vorranno – concludono i Segretari Giordano e Di Giuseppe -, con tutte le istituzioni del territorio. Uniti e con responsabilità possiamo difendere meglio la Basilicata e il suo futuro occupazionale”.
Consiglieri comunali Bigherati e Lisurici – Futuro Nazionale: Matera privata anche della Direzione di Poste, non accetteremo l’ennesimo fatto compiuto.
“Dal prossimo 1° ottobre la Direzione di Filiale di Poste Italiane di Matera sarà accorpata a quella di Potenza. La città manterrà gli uffici postali e, secondo quanto comunicato dall’azienda e dalle organizzazioni sindacali, non sono previsti licenziamenti né riduzioni degli orari. Resta però un dato preciso dove Matera perderà una sede direzionale e le scelte riguardanti la rete provinciale saranno trasferite altrove. I consiglieri comunali di Matera ed esponenti di Futuro Nazionale, Marco Bigherati e Francesco Lisurici, chiedono che la vicenda venga affrontata subito e con la necessaria fermezza. Le rassicurazioni sui posti di lavoro e sulla continuità degli sportelli sono certamente importanti, ma non rispondono a tutte le domande. Quali attività resteranno nella sede di via del Corso? Quali responsabilità avrà il personale che continuerà a lavorare a Matera? Sono previsti trasferimenti o ricollocazioni? Quante delle nuove assunzioni e delle trasformazioni da part-time a full-time riguarderanno la provincia materana? La preoccupazione nasce anche da quanto già accaduto in passato. Matera ha perso progressivamente sedi, uffici e responsabilità in diversi settori, da Telecom, Camera di Commercio alla Banca d’Italia, fino al ridimensionamento di altri servizi pubblici e privati. Ogni decisione, presa singolarmente, può sembrare limitata. Il risultato finale, però, è una città con sempre meno luoghi nei quali si programma, si organizza e si decide.
Matera viene celebrata per il turismo, la cultura e la sua visibilità internazionale, ma non può vivere soltanto della propria immagine. Deve essere una città di servizi, lavoro qualificato, strutture direzionali e opportunità, capace di diventare sempre più un punto di riferimento per l’intera Basilicata. Per costruire questa prospettiva bisogna portare nuove competenze e funzioni sul territorio, non trasferire altrove quelle già presenti.
Futuro Nazionale, come forza politica di destra, considera la difesa del lavoro e delle comunità locali una priorità. Difendere la Nazione significa anche tutelare i territori, impedirne il progressivo svuotamento e offrire alle nuove generazioni occasioni concrete per restare e costruire qui il proprio futuro. Per questo Bigherati e Lisurici non intendono limitarsi a manifestare preoccupazione attraverso un comunicato.
Nei prossimi giorni sarà inviata una nota formale al Prefetto di Matera, al sindaco Antonio Nicoletti e al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi. Sarà chiesto loro di promuovere un confronto urgente con i vertici di Poste Italiane e di verificare nel dettaglio gli effetti dell’accordo sottoscritto il 23 luglio.
Futuro Nazionale sosterrà ogni iniziativa istituzionale concreta finalizzata alla tutela dei lavoratori, dei servizi e del ruolo della città. Su una vicenda così importante servono atti, garanzie e risultati, non dichiarazioni destinate a esaurirsi nel giro di pochi giorni.
Le richieste sono chiare, mantenere a Matera funzioni reali e personale qualificato, escludere trasferimenti forzati e demansionamenti, salvaguardare la sede storica di via del Corso, individuare un referente territoriale con effettive responsabilità e destinare al Materano una parte definita del rafforzamento degli organici previsto a livello nazionale. A Poste Italiane chiediamo anche di spiegare quale beneficio concreto porterà questo accorpamento alla provincia di Matera. Sapere che gli sportelli resteranno aperti è importante, ma non chiarisce perché la città debba rinunciare alla propria Direzione e quali ricadute potrà avere questa scelta nel medio e lungo periodo. Il tema centrale riguarda il ruolo che Matera dovrà ricoprire nei prossimi anni, la città deve rafforzare la propria capacità di offrire servizi, attrarre professionalità e ospitare strutture direzionali. Non possiamo accontentarci di conservare ciò che resta, dobbiamo creare le condizioni per far crescere Matera e renderla sempre più centrale nello sviluppo della Basilicata.
Bigherati e Lisurici seguiranno direttamente ogni passaggio della riorganizzazione. Futuro Nazionale non resterà a guardare e non permetterà che questa decisione venga archiviata con rassicurazioni generiche. Matera merita risposte, garanzie scritte e impegni verificabili nel tempo.
Poste Italiane, Marrese: “No all’accorpamento a Potenza della direzione di Filiale di Matera. Si tutelino servizi, lavoratori e territorio”
“Esprimo la mia netta contrarietà alla decisione di Poste Italiane di procedere, a partire dal 1° ottobre 2026, all’accorpamento della Direzione di Filiale di Matera con quella di Potenza, con il conseguente trasferimento delle funzioni dirigenziali. Si tratta di una scelta che rischia di indebolire ulteriormente il territorio materano, privandolo di un importante presidio organizzativo, occupazionale e di rappresentanza istituzionale”.
Lo dichiara il consigliere regionale Piero Marrese, che invita l’azienda a riconsiderare il provvedimento e ad aprire un confronto con le istituzioni e le parti sociali.
“Non siamo di fronte a una semplice riorganizzazione interna. La presenza di una direzione locale garantisce un rapporto più diretto con cittadini, imprese e amministrazioni, favorendo una maggiore capacità di risposta alle esigenze del territorio e una più efficace gestione dei servizi postali e finanziari. L’allontanamento delle funzioni decisionali rischia inevitabilmente di aumentare le distanze e di ridurre quella prossimità che rappresenta uno dei valori fondamentali del servizio pubblico”.
“Preoccupano, inoltre, le possibili ricadute sui lavoratori e sull’intero sistema economico locale. In una fase storica segnata dallo spopolamento e dalla progressiva concentrazione di funzioni e servizi nei capoluoghi maggiori, la Basilicata e in particolare la provincia di Matera non possono permettersi di perdere ulteriori punti di riferimento strategici. È necessario, al contrario, rafforzare la presenza delle grandi aziende pubbliche sui territori, soprattutto in quelli che maggiormente necessitano di attenzione e investimenti”.
“Per queste ragioni chiedo a Poste Italiane di ripensare questa decisione e di valutare soluzioni alternative che consentano di salvaguardare l’autonomia e il ruolo della Direzione di Matera. Sarò al fianco degli amministratori locali, dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e di tutti coloro che vorranno contribuire a una mobilitazione responsabile e costruttiva affinché Poste Italiane receda da una scelta che consideriamo sbagliata e penalizzante per il territorio” . Matera, 13 agosto 2026
Direzione filiale da Matera a Potenza? Scompare autonomia Basilicata

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.