In questo momento Matera è la città che si trova più in difficoltà in merito alla raccolta differenziata, e questo comporta un costo spropositato per l’intera comunità, anche perché non c’è stata la riduzione promessa della TARI. A causa della cattiva gestione e dei conflitti tra le diverse amministrazioni locali, infatti, lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati ammonta a circa il 20%, a fronte del 65% fissato dal codice dell’ambiente per non pagare l’ecotassa. Per questo motivo ho interpellato il ministro dell’Ambiente affinché verifichi se le norme in materia ambientale per la gestione dei rifiuti siano state effettivamente rispettate sia dal Comune di Matera che dalla Regione Basilicata, visto che l’Italia subisce una procedura di infrazione per la discarica La Martella. Non è giusto che a causa delle inadempienze amministrative a rimetterci siano i cittadini, sia dal punto di vista tributario sia da quello ambientale”.

Lo ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis, membro della IX Commissione Agricoltura del Senato, il quale ha presentato una interrogazione al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in merito a eventuali violazioni del codice dell’ambiente (D.Lgs 152/2006) e alle misure per incrementare la raccolta differenziata.

Sulla questione – si legge nell’interrogazione – ci sono divergenze tra il Comune di Matera e la Regione Basilicata, dove si è svolto un tavolo tecnico per tentare di risolvere le problematiche del servizio di raccolta nell’area di Matera-Sub ambito 1 (di cui fanno parte Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico con Matera capofila), visto che i risparmi promessi sulla TARI non ci sono stati. Se non sarà trovata una soluzione al problema del conferimento c’è il rischio che il risparmio resti solo una promessa dell’amministrazione comunale poiché l’indifferenziato non può essere portato alla discarica di La Martella in quanto una delibera di Consiglio comunale del 2013 ha deciso la chiusura dell’impianto e anche perché pende una procedura di infrazione comunitaria”.

A Matera, “pare che la nuova gestione dovrebbe far abbassare i costi con un risparmio di 3 milioni di euro, da tradursi in una riduzione della TARI. Se, invece, questo risparmio dovesse venire stornato a copertura dei costi della fase gestionale e per il conferimento a discariche dei rifiuti, sicuramente non ci sarà alcun vantaggio per i cittadini materani”.