Ed ecco giungere un altro prestigioso riconoscimento al talento cinematografico made in Basilicata, in questa bella stagione in crescendo verso l’appuntamento di Matera 2019, Capitale europea della cultura.

Infatti, a vincere il David di Donatello 2015, nella categoria Cortometraggi è stato “THRILLER” del giovane regista bernaldese Giuseppe Marco Albano.

Gli altri “corti” della cinquina finale erano : DUE PIEDI SINISTRI  di Isabella Salvetti, L’ERRORE di Brando De Sica, LA VALIGIA di Pier Paolo Paganelli, SINUARIA di Roberto Carta.

Il film è stato girato a Taranto e rivela sin dalle prime inquadrature il talento di Albano che è cresciuto rapidamente da quando abbiamo visto il suo primo “Fuocarrubbat” del 2007, poi seguito da altri gioiellini come –l’anno successivo-  “Il Cappellino” (che avemmo il privilegio di presentare al Cinema Duni di Matera nella prima nazionale del 3 gennaio 2008), un’opera che vanta più di 100 finali in festival italiani ed internazionali (Albania, Polonia, Grecia, Portorico, Turchia, Marocco e Stati Uniti), quindi finalista al Giffoni Film Festival 2009 nella sezione 10+ Elements ed infine candidato ai Globi d’oro 2009 come Miglior Cortometraggio Italiano.

Nel 2010 Albano realizza “XIE ZI “ che è stato finalista sia al Giffoni Film Festival 2010 nella sezione 10+Elements come unico cortometraggio Italiano che ai Nastri d’Argento 2011. Nell’autunno dello stesso 2010 il giovane regista realizza il suo terzo surreale cortometraggio “Stand by me” interpretato da un grande Antonio Andrisani nelle vesti di un funereo imprenditore che invita a “venire a morire a Matera”, film anch’esso candidato nella cinquina dei David di Donatello. E’ poi del gennaio 2013 l’uscita del suo primo lungometraggio “Una domenica notte” che non ha avuto forse la fortuna che meritava.

Thriller lo abbiamo rivisto prima di scrivere questa nota ed in alcuni passaggi è persino commovente, come ce lo ricordavamo. Quando ad esempio il padre comunica al figlio quattordicenne Michele di non poterlo più accompagnare al tanto agognato provino di ballo a Roma. Il film, che si svolge in una Taranto provata dall’inquinamento dell’Italsider, dall’incertezza per il futuro occupazionale, dal dilemma lavoro/salute, racconta di questo ragazzo, della sua smisurata passione per Michael Jackson, della sua enorme delusione per il sogno che si infrange a causa di una lotta sindacale della inquinante fabbrica in cui lavora il padre.

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Ma è proprio quel suo sogno infranto a prenderlo per mano e a catapultarlo ad esibirsi in quella piazza operaia, dando così anche forza e risalto, sotto gli occhi commossi del padre, a quella dolorosa lotta. Altamente simbolico il balletto finale che rende così plastico l’orrore dell’avvelenamento di quella fabbrica maledetta, necessaria per mangiare ma assassina di tanti.

Il David di Donatello si aggiunge così ai tanti altri prestigiosi riconoscimenti che sono già giunti al lavoro fatto in tutti questi anni da Giuseppe Marco Albano e dal produttore Angelo Troiano di Basiliciak Associazione Culturale.

E dopo il Nastro d’Argento vinto da Nicola Ragone questo rappresenta una nuova conferma ed un incoraggiamento importante per la giovane cinematografia lucana.

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Giusto per ricordare, la storia dei David di Donatello è iniziata nel 1950, quando a Roma venne fondato l’Open Gate Club. Il 5 luglio del 1956 ebbe luogo la prima cerimonia di premiazione dei David di Donatello: la pellicola Racconti Romani fu considerata la migliore, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida furono i migliori attori protagonisti rispettivamente per le loro interpretazioni in Pane, amore e… e La donna più bella del mondo e Walt Disney il miglior produttore straniero per Lilli e il vagabondo.

Nel corso degli anni diverse sono state le sedi delle premiazioni: Roma, Taormina, Firenze, poi dal 1981 ancora Roma. Prestigiosi gli artisti premiati: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Manfredi e Giancarlo Giannini, Ugo Tognazzi, Roberto Benigni, Massimo Troisi,Sofia Loren, Monica Vitti, Mariangela Melato,  Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Anna Magnani e Claudia Cardinale.

Così come  i registi: Francesco Rosi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Ermanno Olmi, Federico Fellini, Giuseppe Tornatore, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani.

Insomma, un buon viatico per la carriera di Giuseppe Marco Albano.

Ecco il link per chi non avesse visto o volesse rivedere “Thriller”:

https://www.youtube.com/watch?v=wbnLlcLW60M