La petizione promossa dalla Cgil di Matera a difesa del Polo Museale di Basilicata perchè i ” Beni culturali” siano una risorsa ,e non vittime dalla ”riforma” Bonisoli, (sospesa dal ministro Dario Franceschini) che ne altera identità, autonomia territoriali e funzioni, ha raccolto oltre 1300 firme e tra una quindicina di giorni potrebbero essere di più. Poi toccherà al titolare di quel delicato Dicastero, che muove cultura e turismo, e quindi buona parte dell’economia del BelPaese dire cosa fare. E l’occasione per tastare il polso sull’evoluzione di quel problema è venuta nel corso dell’incontro promosso dalla Cgil -della quale riproponiamo il comunicato di presentazione- sul tema ” Oltre il 2019, il futuro delle istituzioni culturali del territorio”. Nessun resoconto della serata, a causa della concomitanza di altri eventi che non ci hanno permesso di restare, ma le considerazioni di Claudio Meloni, coordinatore Mibact Fp Cgil nazionale, offrono utili indicazioni sulle aspettative e sulle cose da fare. “Per quanto riguarda la riorganizzazione -ha detto Claudio Meloni, coordinatore Mibact Fp Cgil nazionale – il 2 dicembre avremo un incontro con il Ministro e ci dirà cosa intende fare , le modifiche di riorganizzazione previste dai provvedimenti dell’ex ministro Bonisoli,sospesi,e che avrebbero causato quello che era indicato. Da quanto ne sappiamo ci sarà una revisione di quel modello di riorganizzazione , quindi, probabilmente si ripristineranno le dimensioni regionali. Però noi, ancora, questo lo dobbiamo acquisire ufficialmente. I problemi rimangono e riguardano proprio la riorganizzazione complessiva e i servizi pubblici statali. C’è, e lo constatiamo, una riduzione dei servizi pubblici statali sul territorio. La stessa riforma Franceschini ha già comportato una riduzione dei servizi , per esempio sul sistema delle Soprintendenze, e quello che è stato attivato. Per cui siamo per una revisione. E poi c’è la situazione degli organici”. E qui Meloni tira fuori i numeri a livello nazionale e locale. ” Nel Ministero- aggiunge Meloni- ne mancherebbero 5000 rispetto a un organico di 19050, previsto teoricamente ce ne sono meno di 14500 presenze effettive. E con una tendenza alle uscite molto corposa, perchè l’età media è 55 anni , c’è la quota 100. Ci sono 1300 posti in uscita solo per quest’anno. Quindi c’è una situazione da esodo biblico .Il rischio è che nel tempo che faranno i concorsi ci troviamo gli uffici vuoti. E questo è un problema. Qui, invece, c’è una situazione particolare , perchè l’organico apparentemente è pieno e perchè ci sono degli insediimenti professionali che derivano da vecchie politiche di reclutamento: per esempio bibliotecari. Alcune figure professionali sono ridondanti, ma derivano dalle ex legge 285. Però ci sono carenze molto gravi nel settore tecnico scientifico, restauratori, vigilanza , assistenti tecnici. Tutto il ciclo di tutela è messo in discussione anche dalla scelta che hanno fatto. Perchè prima il nostro funzionario si occupava di tutela e valorizzazione. Con la riforma ha dovuto scegliere: chi è andato nel Polo museale ha fatto la valorizzazione e chi in altri settori di tutela. E abbiamo spaccato il capello in quattro, ma il personale è rimasto sempre quello. Se si fa una riforma occorrono risorse, in tutte i sensi, adeguate. Altrimenti si resta in mezzo al guado e ci si arrangia”. Più chiaro di così…

IL COMUNICATO DELLA CGIL SULL’INIZIATIVA

Comunicato stampa

La Cgil di Matera con la sua componente Funzione Pubblica ha fortemente voluto l’iniziativa pubblica di Venerdì 22 novembre 2019 alle ore 16 nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi a Matera, sul tema “Oltre il 2019, il futuro delle istituzioni culturali del territorio”, che vedrà la partecipazione della Segretaria Generale Nazionale della FP Cgil nazionale Serena Sorrentino, il Coordinatore del Mibact Cgil Claudio Meloni, il Consigliere del Ministro Franceschini Giampaolo D’Andrea, il Segretario Generale della Cgil Basilicata Angelo Summa.

Iniziativa che si colloca coerentemente con l’attività politico – sindacale espressa dalla Cgil di Matera in relazione al Dossier per la candiddatura di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” dal 17 ottobre 2014 a tutt’oggi.

Un percorso denominato “MARCIA per LA CULTURA ed il LAVORO” che ha visto CGIL – CISL – UIL di Matera, unitamente a circa 30 Associazioni datoriali, culturali, volontariato e sportive costruire iniziative tese ad avanzare proposte affinché si accelerassero gli interventi infrastrutturali materiali dei beni e contenitori culturali, dei collegamenti stradali e ferroviari finalizzati ad eliminare l’isolamento dalle grandi direttrici di comunicazione, piani di mobilità compatibile con l’organizzazione urbana della città di Matera e le infrastrutture immateriali come il radicamento del digitale 5G, il potenziamento della ricerca, il rilancio dell’Università degli studi e del Conservatorio di Musica, la salvaguardia del patrimonio artistico, archeologico, storico, architettonico, librario, archivistico del territorio, senza trascurare gli interventi sul WELFARE e per il lavoro specialmente per le nuove generazioni.

Con varie manifestazioni è stato denunciato lo scollamento tra i diversi livelli istituzionali (comune, provincia, regione e governo) per la realizzazione sia del programma previsto nei Dossier di candidatura, sia per le opere pubbliche per le quali i ritardi sono evidenti a tutt’oggi.

Questa situazione induce a forti preoccupazioni sul futuro, anche immediato, data la debolezza del mondo socio – economico e occupazionale del nostro territorio, nonostante l’esperienza fatidica legata 2019, che rischia di rivelarsi come una meteora, magari da ricordare ma che non avrà durature ed efficaci incidenze per il futuro della nostra Città.

Preoccupazioni avvallate dall’intervento del Ministro Bonisoli, ex Ministro del Mibact, di sopprimere con proprio decreto l’autonomia del Polo museale regionale della Basilicata – Sede Matera – mediante la sua aggregazione funzionale ed amministrativa alla omologa istituzione della Regione Puglia, intervento poi seguito dalla sospensione del DPCM da parte del neo-ministro Franceschini, che tuttavia si pone solo come un provvedimento solo interolcutorio.

Quella decisione mette in discussione non solo tutto il lavoro di programmazione e di gestione effettuata nei decenni scorsi – che ha avuto esiti molto lusinghieri per la promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico, architettonico, naturalistico e demoetnoantropologico del territorio provinciale in particolare e di quello regionale più in generale – ma, anche e soprattutto, finisce per ridimensionare e perfino svilire la valenza e il prestigio di tale patrimonio, sempre più e meglio conosciuto ed apprezzato nel mondo dagli studiosi, dai visitatori e dall’opinione pubblica più attenta.

Anche la paventata soppressione dell’autonomia funzionale ed amministrativa del Polo museale regionale della Basilicata inevitabilmente finirà per compromettere le aspettative di rilancio economico del territorio provinciale regionale, che sono strettamente collegate alla valorizzazione e promozione dei beni culturali ed ambientali.

Perciò nei mesi scorsi CGIL, CISL e UIL a livello locale hanno promosso una raccolta di firme tra i cittadini per lanciare un APPELLO PER LA CONSERVAZIONE DEL POLO MUSEALE REGIONALE DI BASILICATA da indirizzare, oltre che alle Istituzioni governative e regionali, soprattutto alle forze politiche rappresentate in Parlamento, affinché si ritiri definitivamente quel provvedimento.

Le risultanze della raccolta delle firme verranno comunicate nel corso dell’iniziativa di venerdì 22 novembre 2019 che si terrà a Palazzo Lanfranchi alle 16,30.

Matera, 19/11/2019

Eustachio Nicoletti

Segretario Provinciale CGIL di Matera