A bocce ferme e con il sole tornato a splendere sul cielo di Matera, dopo il nubifragio di durata limitato ma violento, che ha continuato ad accostare in maniera forzata (siamo onesti) la Città dei Sassi a Venezia che di danni (alcuni anche irreparabili al patrimonio artistico) ne ha subiti in maniera maggiore.

Matera, e la giunta comunale ha presentato di conseguenza richiesta di riconoscimento dello stato di calalmità. I soldi arriveranno non sappiamo quando e quanti, ma Matera ha presentato il conto come faranno -oltre a Venezia al Metapontino- anche altre realtà che oggi o nei giorni scorsi hanno subito danni dalle pioggie o dalla neve, che hanno procurato disagi e penalizzato attività pubbliche e private.

Bene. ll ragionamento non fa una grinza. Ma non vediamo in giro piani e iniziative pubbliche e private di prevenzione e di protezione civile, visto che il clima e le stagioni sono cambiate e che dobbiamo abituarci a vedere immagini (alimentate oltremisura dai social) con via Bruno Buozzi o via La Vista trasformati in fiumi in piena che hanno contributo ad alimentare disdette di prenotazioni alberghiere.

Per via Buozzi l’acqua, come già visto in altre situazioni) finisce nel torrente Gravina. Per altre zone della città c’è il problema di sempre e riguarda la inadeguatezza, vuoi per assenza o episodicità della manutenzione di griglie e caditoie, dei servizi di pulizia periodica.

Lo abbiamo visto fare dopo il danno. Ma durante l’estate nulla.

E che dire della progettazione di strade senza pendenza e senza griglie di raccolta delle acque, che creano ristagno, o in luogo simbolo di allagamenti quarantennali come via Manzoni o via Cererie o al sottopasso di via dei Bizantini per motivi ”tecnici” mai risolti.

Ma ci preoccupa sopratutto negli antichi rioni di tufo la situazione e degli ambienti ipogei in particolare dove, e in alcuni casi per esigenze di progettualità architettonica nei diversi usi, sono state ridimensionate le funzioni abituali di cisterne, nicchie e di quel sistema idraulico ”naturale” che ha consentito 26 anni fa di iscrivere i rioni Sassi e l’habitat rupestre nel patrimonio dei beni tutelati dall’ Unesco, con un dossier redatto dall’architetto Pietro Laureano.

Non generalizziamo, ma il problema non va sottovalutato.

Servono programmazione e prevenzione perchè la situazione ( ci auguriamo il contrario) potrebbe ripetersi. Anche perchè gli indennizzi arriveranno, ma non sappiamo quando e con quale entità. Provvedimento da inserire in una Finanziaria, visto il progressivo aumento di richieste di indennizzi, aldilà delle prese di posizione di esponenti di Governo, di quanti hanno un piede in due scarpe dentro e fuori il Parlamento e delle opposizioni.

Abbiamo apprezzato l’impegno di Comune e di privati per rimuovere i danni e per ricominciare. E questo è un segnale positivo di reazione e organizzazione.

Ma Matera capitale della cultura 2019, ormai ai titoli di coda, deve attivarsi a livello pubblico e privato per una cultura della prevenzione e della protezione civile della quale- e in concreto- ha bisogno.

LA RICHIESTA DEL COMUNE

Il Comune di Matera chiede il riconoscimento dello stato di emergenza e calamità naturale

 

La Giunta comunale di Matera ha approvato questa mattina la delibera di richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale a causa degli eccezionali eventi atmosferici dell’11 e del 12 novembre 2019.

Il provvedimento si è reso necessario per richiedere interventi straordinari per superare le criticità e riparare i danni subiti dal patrimonio comunale pubblico e privato.

Il territorio comunale di Matera è stato interessato il 12 novembre scorso da un’intensa e violenta perturbazione metereologica caratterizzata da nubifragi, rovesci di forte intensità e forti venti che hanno devastato il territorio.

Gli straordinari eventi atmosferici hanno danneggiato strutture pubbliche e private, infrastrutture a rete di pubblici servizi, impiantistica stradale, strade urbane e rurali.

“La situazione in città è tornata alla normalità – spiega il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri -. L’ondata di maltempo ha però creato delle difficoltà che difficilmente sono superabili con la dotazione finanziaria ordinaria del Comune di Matera. La maggior parte dei problemi si è verificata al sistema di reticoli e cisterne ipogee che consentono il deflusso e la raccolta delle acque piovane e che merita attenzione e interventi urgenti di salvaguardia. Secondo una prima stima, stilata dal dirigente del settore Lavori Pubblici, i danni ammonterebbero a circa 8 milioni di euro ed è indispensabile che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Presidenza della Regione Basilicata adottino gli atti di loro competenza per aiutare la città ad affrontare gli effetti del nubifragio“.

 

 

LA NOTA DELL’ ON ROSPI

Anche Matera e il suo territorio meritano un’attenzione particolare. Dopo la delibera della Giunta del Comune di Matera con la quale si chiede il riconoscimento dello stato di emergenza, mi aspetto ora la stessa particolare attenzione che il Governo ha riservato alla preziosa città di Venezia anche per la Capitale Europea della Cultura”.

Questo è quanto dichiara il Deputato del MoVimento Gianluca Rospi.

“Nei momenti di difficoltà la forza di un paese si vede nell’agire tutti insieme per salvaguardare l’inestimabile patrimonio culturale di cui dispone, naturalmente dando priorità alle aree più danneggiate”. Conclude l’Onorevole Rospi.

18/11/2019

On. Gianluca Rospi