E’ stata una lunga giornata, quella di sabato, per le ballerine e lo staff dell’ASD Danza Matera impegnati nella lezione aperta di fine anno accademico 2024/2025 che si è tenuta nei locali del centrale Hotel San Domenico al piano. Una scuola di danza con radici profonde nel territorio, esattamente da 36 anni, guidata dalla maestra Mary D’Alessio che ha fatto da padrona di casa introducendo le performance dei più piccoli ai più grandi dei suoi allievi e allieve. E che, ad inizio serata, ha rivendicato proprio questo presenza “Abbastanza datata e storica del territorio” e il suo credere “nella danza non solo come attività fisica, ma soprattutto come formazione.” E poi, rivolta alle famiglie le ha ringraziate: “perché sostenete la bellezza, in questo mondo dove, purtroppo, ci circonda tanta bruttezza.” Anche perchè, ha aggiunto : “credere nella bellezza di un’arte come questa, difficile, complicata, è molto difficile e complicato, in una città dove manca anche un luogo consono per la danza.” Una “polemica” –ha sottolineato– che “continua, nuovamente, e scusatemi se la ribadisco, ma è perché davvero la danza ha bisogno di spazi, consoni. Un teatro ci manca da morire. Speriamo che il Teatro Dunì possa ritornare a luce perché non vediamo l’ora di danzare in un teatro e di poter vedere le compagnie e far vedere a questi bambini la grande danza classica e contemporanea.”

Ha poi dato il via alla serata che è iniziata con i più piccoli che hanno messo in scena “un piccolo cadeau della danza classica sulle musiche di Vivaldi. Non la versione originale ma quella riarrangiata da un compositore contemporaneo che si chiama Max Richter.”

Quindi il gruppo intermedio sempre con una coreografia di danza classica sulla musica della colonna sonora del film “Lezioni di piano” di Jane Campion (vincitore di tre premi Oscar), opera del compositore inglese Michael Nyman.

Con la esibizione del gruppo dei “grandi” si è passati al genere “modern“, un cambiamento di stile e musicale, che si sono esibite in coreografie originali opera delle maestre che collaborano alla ASD Danza (Lea Continisio e Francesca Giacoia).

A nome del CSI (Centro Sportivo Italiano) a cui la scuola di danza aderisce -ha portato il saluto il probiviro nazionale, Nino Di Cuia che ha sottolineato lo stretto rapporto ultraventennale con l’ASD Danza Matera e i risultati da essa conseguiti nel “Gran premio regionale di danza” e in quello nazionale. Ma soprattutto ha sottolineato l’importanza dei valori condivisi tra in due sodalizi, come quello di “aprire la palestra del noi, dello stare insieme, dell’aprirci agli altri e per fare dello sport e della disciplina della danza un validissimo strumento per migliorare insieme la nostra società” così importanti in un momento di chiusura, egoismo e di cose che vanno terribilmente all’indietro.

Quindi la serata e scivolata via in un turbinio di ritmi e colori che hanno reso in modo plastico il lavoro intenso svolto e che ha portato le allieve a conseguire i numerosi riconoscimenti -durante l’anno accademico- nelle gare svoltesi a Potenza e Firenze nell’ambito del circuito di danza dello stesso CSI. Poi, in una sorta di abbraccio-saluto con le sue allieve, la maestra Francesca Giacoia ha danzato con le sue allieve tutte candidamente vestite

a cui è seguita la esibizione di una ex allieva -Elisabetta Chietera- ora proiettata per nuovi traguardi avendo superato qualche anno fa le selezioni di accesso ad una scuola di danza internazionale, il DAF di Roma.

Presente alla iniziativa il giovanissimo talento della danza materana Yuri Tataranni, figlio d’arte del campione mondiale di ballo Alessandro e la ballerina bulgara Nikol Milcheva, che ha ricordato come nella sua specialità “conosciuta anche come ballroom“, ha fatto gare “a Blackpool, a Londra, per esempio all’International, alla Royal Albert Hall, famosissima penso anche nel vostro mondo, e così, ho fatto già un team match nella squadra italiana.
A Londra, in aprile, abbiamo vinto il team match d’Italia contro l’Inghilterra, l’America, in una bellissima gara e una bellissima esperienza”.

Da sottolineare la collaborazione straordinaria all’evento, nella veste insolita di “fonico“, dell’enorme musicista Dino Plasmati. Nonché gli intensi cammei letterari di Sara Sarcuni, (collaboratrice della scuola di danza, danzatrice essa stessa e con la passione per la scrittura) in tema di sogni e sulla violenza di genere inseriti in due coreografie eseguite dagli allievi. Perchè “Non importa quanto piccoli o grandi siano i sogni, non importa quanto ne abbiamo chiusi in una scatola, o quanti siamo riusciti a realizzarli. Perché i sogni sono così. Vanno, vengono, cambiano, crescono. Però sono quell’immaginazione che ci dà concretezza, sono quel motore che ci muove dentro e ci fa credere che possiamo andare avanti e lasciare una traccia di questo nostro passaggio sulla terra. E allora il sogno si fa segno. E dobbiamo credere nei sogni, anche per chi i sogni non ne ha più. Per chi ha perso tutto, una casa, i vestiti, il cibo, l’acqua e persino la speranza di poter costruire un sogno. Allora, crediamo nei sogni, crediamo nei bambini che ne sognano tanti e costruiamoli insieme a loro e facciamo come ci dice la canzone: ho imparato a sognare e non smetterò.” E a vedere la gioia sul viso di chi balla ha per davvero senso sperare che sia sulla bellezza e su tutti i valori di solidarietà ed inclusione su cui occorre puntare perchè vanno in senso ostinatamente contrario a questo scivolare verso il baratro e all’abbruttimento della nostra società. Il mondo della danza, nel suo piccolo, è sicuramente un tassello della speranza di una nuovo corso di pace e senza guerre.

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