Dopo la messa della domenica delle Palme celebrata nei capannoni della Ferrosud di Matera, elevata a ideale cattedrale, l’arcivescovo di Matera-Irsina mons. Antonio Giuseppe Caiazzo continua il suo percorso della Settimana Santa attraverso i luoghi della crisi operaia lucana.

Oggi, infatti ha officiato nuovamente messa in Val Basento in presenza di una folta rappresentanza di operai, Dirigenti e Responsabili delle diverse aziende presenti nella omonima Zona Industriale.

A seguire il testo dell’omelia pronunciata nell’occasione:

OMELIA AGLI OPERAI DELLA VAL BASENTO
PER “PRECETTO PASQUALE”
Mercoledì Santo 2019

“Carissimi, operai della Val Basento, Dirigenti e Responsabili delle diverse aziende presenti sul territorio, vi saluto con la gioia pasquale della Risurrezione.

Questa settimana, chiamata “Santa”, è la più importante di tutto l’anno liturgico e culminerà nella festa delle feste che è la Pasqua del Signore Gesù Cristo che ha sconfitto la morte.

Ci stiamo preparando a questo grande evento, con il cosiddetto “precetto pasquale”, che da quest’anno ho voluto ripristinare, ripartendo da questi luoghi in cui mettete a disposizione ingegno, capacità, forze.

Ringrazio Don Giuseppe di Tolve, parroco di Pisticci Scalo, per l’impegno profuso nell’organizzazione di questa celebrazione e Don Filippo Lombardi Direttore della Pastorale sociale e del lavoro.

Simbolicamente rappresentate tutti gli operai e le aziende dell’intera Val Basento. Una volta presenti a migliaia, attualmente poche centinaia.

Nel vangelo che la liturgia di oggi ci presenta si parla di Gesù che prepara e celebra la Pasqua con i suoi discepoli. E’un momento di festa per tutti gli ebrei, per ogni famiglia. La famiglia di Gesù è composta dai suoi discepoli, con cui condivide la quotidianità: gioie e dolori, momenti di esultanza e di persecuzione, di osanna e di tradimenti. Sentimenti espressi proprio a tavola, momento di maggiore comunione. Giuda, che intinge nello stesso piatto di Gesù, lo tradisce.

Di certo Giuda non tradisce Gesù, il maestro, per denaro! E’fortemente deluso da Gesù. Lo avrebbe voluto più deciso, combattivo, pronto a mettersi a capo dei rivoluzionari per scacciare i romani. Tutto questo non avviene. E Giuda, senza rendersene conto, soccombe al potere che lui stesso contesta. Scende a patti con il potere politico e religioso ed è pronto a vendere Gesù.

E’una scelta infausta che induce il discepolo Giuda alla disperazione e alla morte: si suicida! Si rende conto che si è lasciato imprigionare dalle sue idee diventando servo di ciò che contesta.
Anche noi ci ritroviamo attorno a questa mensa pasquale.

Siamo in un clima di festa e nello stesso tempo di preoccupazione e tensione. Tante industrie, aziende, nel corso degli anni sono nate in questa stupenda valle! Tante speranze e certezze per molte famiglie sono venute meno! Tanta precarietà e delusione hanno preso il sopravvento!

Tanti giovani e adulti si sono sentiti traditi da un futuro sempre più incerto e precario! Questa nostra amata terra sta vivendo un momento davvero triste: un “dissanguamento” di giovani costretti a lasciare la casa, gli affetti per trovare lontano un lavoro dignitoso.

Ho avuto modo, prima di Natale, accompagnato dal carissimo Don Giuseppe, di visitare buona parte delle vostre aziende e di intrattenermi con tanti di voi. Ho visto e apprezzato i tanti sforzi che state facendo per continuare o avviare piccole o medie aziende nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. E questo ci fa ben sperare. Necessitano tuttavia politiche serie e concrete, con progetti seri e concreti, per guardare positivamente al futuro e invertire una tendenza disastrosa.

Un’altra sofferenza della quale siamo testimoni è la violenza ambientale perpetrata sulla nostra terra, casa comune. Scelte politiche errate fatte in passato di cui paghiamo lo scotto.

In un recente convegno che si è tenuto a Matera ho posto all’attenzione: “Il problema, nella sua gravità, lo tocchiamo con mano nella nostra meravigliosa terra di Basilicata: dalla Val d’Agri alla Val Basento che interessa più direttamente il nostro territorio, a Tempa Rossa. Per la gravità della situazione è necessario un rinnovamento etico e culturale. Tutti, dice Benedetto XVI, “siamo responsabili della produzione e della cura del creato,” ecco perché, continua il Papa emerito, necessita “una revisione profonda e lungimirante di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell’economia dei suoi fini, per correggere le disfunzioni e le distorsioni.”

Celebrare la Pasqua significa “passare” dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla liberazione. Significa: risorgere! E la risurrezione è possibile se crediamo in quello che facciamo, in quello che progettiamo sapendo guardare lontano. Risurrezione significa avere il coraggio di sentirsi sempre più responsabili oggi, agendo e operando per un bene più grande: quello di tutti.

Questi luoghi dove lavorate sono la vostra seconda casa. Qui lavorate, qui vivete, qui contribuite a costruire il futuro dei vostri figli, da qui traete il necessario perché le vostre famiglie abbiano una vita dignitosa.

In questa occasione, in vista della Pasqua di risurrezione di Gesù, vorrei ripetere quanto ebbi a dire nell’incontro annuale dell’1 luglio del 2018, prima della festa della Bruna, alle autorità civili e militari, convenute dalla provincia, com’è consuetudine: “Non possiamo ignorare che nella stessa valle del Basento fino al mare, ampio territorio che abbraccia grossi comuni come Miglionico, Grottole, Salandra, Ferrandina, Pisticci, Bernalda, Scanzano, che ci siano criticità a causa di scelte miopi che in passato hanno contribuito ad avvelenare questa terra, che ha sicuramente bisogno di essere bonificata. E’ necessario partire da uno studio serio epidemiologico sullo stato di salute dei residenti dei Comuni interessati e sull’inquinamento del territorio. Questo sarà possibile se si lavorerà insieme, creando una commissione non di volenterosi ma di esperti che dialoghino, mettano a confronto i risultati e propongano adeguate misure”.

Questa celebrazione ci riempie di luce per diventare più ricchi di vita. E’la luce del Risorto che esce dalla tomba della disperazione, delle paure, del pessimismo, dell’indifferenza, della morte. Luce che ci consola e che ci fa sperare in un futuro diverso in cui poter tornare a correre tra prati fioriti, come bimbi spensierati.

E’ la luce del Risorto che dissipa le tenebre dell’errore perché, per dirla con Papa Francesco: “Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato”!

L’augurio pasquale che vi rivolgo non è quello che solitamente ci scambiamo. E’ l’augurio cristiano. Ognuno di noi sia capace di annunciare all’altro: Cristo è risorto! E chi riceve l’augurio risponda: E’davvero risorto! Si, carissimi, è risorto ed è davvero risorto perché saremo capaci di far rivivere, con l’impegno di tutti, la nostra terra, così ricca e feconda, attraverso politiche progettuali che ricreino il senso di appartenenza ad essa.

Se ne saremo capaci, anche attraverso una bonifica seria sapendo dire no allo sfruttamento selvaggio, la nostra casa comune, la terra, ritornerà ad essere gravida di vita. E noi sorrideremo nell’accogliere i bimbi che nascono e piangeremo meno nell’accompagnare i morti.

S. Pasqua a tutti! Vi abbraccio uno per uno e vi benedico affidandovi alla Madonna, che qui veneriamo come Madonna del Casale, e a tutti i nostri santi Protettori.”

† Don Pino