Nel dibattito sul Capodanno Rai a Matera registriamo un intervento di Pinuccio Dalessandro che pubblichiamo di seguito integralmente:

“Non so se sul Capodanno materano sia gia’ stato detto tutto, sicuramente si è detto molto, credo si sia aperto un dibattito, anche di qualità, che non ha mancato di offrire utili contributi, seppure con una dialettica vivace. Ormai i riflettori sono spenti, lo smontaggio e’ in corso, volutamente ho atteso che si placassero le polemiche per fare anch’io alcune considerazioni, chiarendo subito che non intendo affatto smorzare gli entusiasmi sulla importante manifestazione canora “L’anno che verrà” organizzata dalla Rai.

Anche per evitare che mi appuntino il gufetto sul petto, premetto che anch’io mi unisco agli applausi per l’importante iniziativa che, per la prima volta nella storia, la Rai ha trasmesso da Matera proiettando la nostra meravigliosa città in ambito nazionale e internazionale. Infatti, non vi è dubbio che il Capodanno Rai abbia rappresentato una ulteriore opportunità per Matera e per la Basilicata, ma proprio per questo penso che ogni contributo, anche quello più implacabile, debba essere assunto a patrimonio di una esperienza che giorno dopo giorno si sta consumando.

Non vi è dubbio, inoltre, che la città e la sua economia ne abbiano tratto beneficio, qualche appunto semmai andrebbe fatto a chi parla di economia del territorio in quanto i nostri territori si svuotano sempre di più. Le sue comunità si riversano su Matera, e nulla si fa per metterli in rete e mantenerli vivi, ma questa è un’altra storia che varrà la pena approfondire. Se poi per territorio si volesse intendere quello pugliese, penso che il dibattito dovrebbe essere ancora più profondo.

Chi non ha tratto beneficio dalla trasmissione, invece, è proprio la cultura, intesa come quegli spazi enormi che essa contiene, che credo siano alla base della designazione di Matera a capitale europea della cultura e che, seppure all’interno di uno spettacolo di intrattenimento, la Rai forse avrebbe fatto bene a rappresentare. Diversamente, mi venga spiegato perché e chi avremmo dovuto intrattenere? A quale scopo?

Credo non vi sia la riprova che i soldi spesi, e da spendere, circa tre milioni di euro nel quinquennio, se utilizzati diversamente, potrebbero produrre risultati analoghi o addirittura più interessanti. Chi sostiene che Giampiero Perri non sappia far miracoli, dirà che infondo non si tratta di una grande cifra, ed è vero, è una somma appena sufficiente a sostenere il reddito di circa quattromila famiglie lucane che vivono in condizioni di povertà. Che vuoi che sia di fronte allo scintillio delle luci e all’emozione di un vaffa in diretta al presidente della regione?

Lo dico perché penso che anche uno spettacolo di intrattenimento musicale sia un prodotto commerciale e considerato il format obsoleto, datato e anche un po volgaruccio che ci è stato rifilato, forse siamo incappati nell’incauto acquisto.

Succede quando l’eccessiva sensibilità ai riflettori, certamente indispensabili a ridare un po’ di smalto alla classe politica rampante che di questo si alimenta, e che diversamente farebbe fatica a sopravvivere, fa perdere di vista il risultato finale e, francamente, a me sembra che lo scopo di aver acquistato una trasmissione simile non fosse quello di sincronizzare cantando cantando gli orologi degli italiani.

Certamente non andremo a confondere sacro e profano se fino al 2019, ma anche oltre, divulgheremo le nostre emergenze culturali, storiche, artistiche, musicali, ambientali e gastronomiche in ogni occasione che ci verrà data di presentarci al mondo.

Semmai il profano si confonde al sacro quando sono le apparizioni e le passerelle ad alimentare il disgusto, e purtroppo, si sono sprecate prima, durante e dopo lo spettacolo, e sono proseguite con il buffet allestito nel palazzo dell’Annunziata dopo la mezzanotte, attorno al quale si sono alternate le comparse impomatate.

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Nessuno si è accorto, però, che tra tante comparse compiaciute mancava l’unico vero protagonista di questa vicenda, Salvatore Adduce, che andava almeno ringraziato. Forse anche la Rai si è persa un’occasione, perché con tante comparse avrebbe potuto simulare da Matera perfino il coro dell’Antoniano.” (Giuseppe Dalessandro – già consigliere regionale)