martedì, 7 Febbraio , 2023
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Da Potenza il sostegno alla campagna per Assange libero

Dopo una raccolta di firme in piazza di mattina in calce ad una petizione, si è conclusa in serata, dalle 17 alle 21, al CESTRIM la giornata potentina di connessione alla 24ore internazionale a sostegno della liberazione del giornalista Julian Assange. In un salone affollatissimo si è svolta una assemblea con interventi, filmati ed intermezzi musicali, nonchè un gradito rinfresco solidale. C’eravamo anche noi (chi scrive e Franco Martina) avvertendo la necessità di esserci e portare fisicamente la condivisione di Giornalemio.it on the side, oltre ad aver aderito immediatamente al manifesto a base della iniziativa.

Una esaustiva introduzione di Francesco Masi e Mimmo Sammartino hanno dato avvio alla serata che è poi scivolata via tra interventi, un video -tratto dalla trasmissione Presa diretta- di ricostruzione della vicenda Assange e gli apporti musicali del Coro Unibas (Università degli Studi di Basilicata) e della band “Effetti collaterali”.

La vicenda Assange ricorda a tutti che, come cantava De Andrè “non vi sono poteri buoni“. E che, soprattutto, i poteri non sono per nulla buoni quando ci sono per lo mezzo le guerre. Momento in cui, come si ammoniva sin dalla Atene classica (Eschilo)…. la verità è la prima vittima. E guarda caso, nel 2010 è proprio in relazione a guerre che cominciano i guai di Julian Assange, quando fece trapelare documenti comprovanti crimini di guerra perpetrati dagli USA ai danni delle popolazioni Afghane ed irachene. Una persecuzione -per aver rivelato la verità che si voleva nascondere- che lo ha portato a trascorrere sette anni chiuso dentro l’ambasciata londinese dell’Equador per poi essere trasferito in un carcere britannico di massima sicurezza in cui è rinchiuso ancora oggi in attesa di essere estradato in USA per essere sottoposto a processo per spionaggio. Estradizione concessa e al momento non ancora  messo in pratica.

Una estradizione, contro cui è in corso una battaglia legale e una mobilitazione mondiale, che se dovesse andare in porto sarebbe una sconfitta: per i cittadini in quanto verrebbe sancito che i governi possono loro mentire; per i giornalisti a cui verrebbe detto che non possono esercitare il loro ruolo principe, ovvero, fare da cane da guardia al potere mettendogli in pratica una museruola; in definitiva lo sarebbe, dunque, per la democrazia che non può esistere davvero senza una libera stampa ed una informazione totale su ciò che accade. E’ auspicabile, dunque, che una mobilitazione sempre crescente possa salvare Assange e con lui la libertà di informare liberamente e compiutamente i cittadini in questa parte di mondo che si fregia di essere “libera”.

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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