Da oggi la Camera di Commercio di Matera non esiste più. E’ stata accorpata alla Camera di commercio di Potenza e da questa fusione nasce- in seguito alla riforma del sistema camerale italiano- il nuovo soggetto giuridico che sarà d’ora in poi denominato: Camera di Commercio della Basilicata.

Tutto secondo copione, confermate le indicazioni della vigilia.  Nulla di nuovo per il presidente e con Matera che passa in seconda fila, considerato che il neonato ente camerale regionale avrà la propria sede a Potenza e uffici secondari (come riportato nella home page dell’ente) nella Città dei Sassi.

A guidarla, dunque, per il prossimo quadriennio sarà l’imprenditore Michele Somma, già presidente della Camera di commercio potentina, presidente di Confindustria, e amministratore delegato in Tecnoparco Valbasento.

A lui sono andati -infatti- 23 voti su 25, con un astenuto e una preferenza a Francesco De Mare, presidente di Confcommercio Potenza. Una spia di incrinature negli equilibri nel mondo imprenditoriale e commerciale di Basilicata, questo voto da minestra riscaldata e non digerito da tutti?

Ora si attende il varo dell’azienda speciale unica (nata dalla fusione di Forim e Cesp) che dovrebbe, invece, avere la propria sede Matera e -da quanto si dice- ed essere presieduta da Angelo Tortorelli, orfano della poltrona  del defunto ente camerale di Matera, ma alla guida -da oltre 20 anni- della Cofcommercio della Città dei Sassi  e con conseguenti incarichi nazionali, nonchè attuale presidente del consiglio comunale della Città dei Sassi in quanto eletto in una civica passata indenne nei cambi di maggioranza di centrodestra e centrosinistra, ed anche vicepresidente della Fondazione “Matera-Basilicata 2019”.

Insomma, se anche questo dovesse confermarsi, saremmo di fronte al classico e puro continuismo. Eppure a fronte di un cambiamento -quale è la nascita della nuova Camera di commercio di Basilicata- definito dagli stessi attori in campo come evento “storico”- sarebbe stato alquanto opportuno un corrispondente cambiamento altrettanto “storico” al vertice. Ma tant’è.

E, come in un gioco dell’oca, si torna alla casella di partenza del classico gattopardismo di Tommasi di Lampedusa e al suo “tutto cambia perché nulla cambi“, con un consolidamento di posizioni di potere similmente a quanto sta accadendo nei gangli della Regione in vista delle elezioni.

Ma, in questo giochino del “salva la mia poltrona“, sarà un caso, a rimetterci è sempre la vecchia signora Matera, che continua a perdere funzioni e servizi, come accaduto con altri precedenti processi di accentramento e di regionalizzazione forzata vari di Enti e Istituzioni o per associazioni di categoria come Confindustria, Cisl, etc.

Tutta benzina sul fuoco dei campanilismi di ritorno e con una oggettiva perdita di autonomia decisionale e un incessante percorso di indebolimento del versante materano.

Indebolimento che ha trovato terreno fertile persino nelle vicende della Fondazione ”Matera- Basilicata 2019”, pur con la sede (non si poteva fare diversamente per decenza) obbligata a Matera, ma con un annullamento sul campo di una qualsiasi autonoma capacità decisionale per assecondare trasformismi calcolati e assecondati in consiglio comunale. A tal proposito, chi sarà ora il rappresentante nella Fondazione per la Camera di Commercio di Basilicata: Somma o un suo delegato?

La cronaca di oggi, 22 ottobre, con il consiglio camerale che ha eletto il nuovo presidente parla intanto -come dicevamo- di data storica (e non certo per Matera) .

Sono orgoglioso e felice – ha detto Somma – di questo riconoscimento, giunto dopo una serie di incontri in cui le Associazioni di categoria hanno mostrato una grande capacità di fare squadra e di guardare al futuro con entusiasmo e compattezza. E’ il segnale di un salto culturale importante, che ci fa ragionare in ottica regionale pur non dimenticando le esigenze dei nostri singoli territori, in una regione piccola nei numeri ma grande in superficie. Lo scenario economico, il compito che la legge di riforma ci assegna, le risorse molto più limitate rispetto a qualche anno fa sono ulteriori sfide in cui serviranno visione, energie e la collaborazione di tutti. Siamo e restiamo la casa delle imprese, con responsabilità maggiori e uno sguardo attento ai cambiamenti, alla digitalizzazione, alla globalizzazione: fattori che ci spingono a dover lavorare dai nostri territori ma con uno sguardo molto ampio, sia verso il sistema nazionale e internazionale delle Camere che in ottica di mercati verso cui accompagnare le nostre aziende“.

E indicando gli obiettivi e le sfide che attendono la Camera di commercio di Basilicata, in una realtà che resta eterogenea, frammentata e poco competitiva, anche in relazione all’assenza di un modello di crescita definito, ha aggiunto: “Siamo tutti chiamati a rispondere a sfide molto ambiziose: digitale, start-up, scuola e università in collegamento con il mondo delle imprese, qualità e ricerca dell’eccellenza, cultura, turismo e sostenibilità. Sono questi alcuni dei temi su cui si costruisce, di fatto, il futuro. E ancora, il Registro delle imprese deve continuare a rappresentare la dorsale di un rapporto più moderno tra imprese e Pubblica amministrazione, basato su procedure snelle, innovazione e rapidità. Dobbiamo dunque lavorare sui temi di attualità, fare rete, proporci da protagonisti nel nostro rappresentare la linfa vitale del Paese, ovvero le imprese, per poter ottenere risorse da investire sempre di più sui territori e sulle loro grandi potenzialità, rispondendo con progetti, iniziative e idee che possano contribuire a mitigare fenomeni come lo spopolamento e la migrazione dei cervelli, vere e proprie minacce di desertificazione sociale,culturale ed economica“.

Auguri di buon lavoro, anche da parte di quegli imprenditori che investono in proprio e magari attendevano un cambiamento per invertire la ”desertificazione” e l’emigrazione favoriti dagli oggetti ritardi e dalle debolezze infrastrutturali e dei servizi.

 

 

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