Con una nota a firma congiunta del Sindaco di Ferrandina Gennaro Martoccia e dell’assessora alle politiche della persona Maria Murante, inviata al Presidente della Giunta Regionale Vito BARDI,  all’Assessore alla Sanità Luigi Rocco LEONE, al Direttore Generale Dipartimento Politiche della Persona Regione Basilicata Ernesto ESPOSITO,  al Direttore della Unità Operativa Complessa Servizio di Igiene epidemiologica e Sanità Pubblica – ASM Mariano RUGGIERI, al Prefetto di Matera Rinaldo ARGENTERI e  al Presidente dell’Anci Basilicata Salvatore Adduce, si chiede che  anche per la “fase vaccinale dei soggetti “fragili” e della fascia di età 70-79 anni” vengano mantenuti gli “hub comunali ” così come fatto per gli ultra ottantenni al fine di evitare disagi.

Ecco a seguire il testo integrale della missiva:

Caro Presidente, Cari tutti,

La presente per esporre una preoccupazione della Amministrazione Comunale di Ferrandina e della comunità che rappresentiamo circa la campagna di vaccinazione che dovrà – ci auguriamo in tempi celeri e certi – interessare la c.d. categoria rappresentata dai soggetti “fragili” e immediatamente dopo i cittadini della fascia di età compresa tra i 70 e i 79 anni della nostra città.

Ci preme, difatti, non conoscendo ancora le modalità di somministrazione dei vaccini ai soggetti di cui all’oggetto ma essendo stata paventata durante le videoconferenze tenutesi negli scorsi mesi con la task force regionale – di cui, tra le altre, ne sollecitiamo la ripresa con cadenza periodica per un confronto sugli stati di avanzamento – la possibilità di costituzione di hub provinciali adibiti alla somministrazione vaccinale che raccolgano più comuni viciniori.
Su questo tema avevamo già sollevato – assieme ad altri Sindaci – alcune perplessità circa la opportunità di scartare – per lo meno in questa fase – la possibilità di creare forme di disagio a svantaggio dei cittadini aventi diritto al vaccino e rientranti nella categoria dei “fragili” o della popolazione anziana.
Nello specifico, riteniamo che questa fase vaccinale debba essere attivata con le medesime modalità tenutesi per la fascia riservata ai soggetti ultraottantenni; dunque, sarebbe opportuno che anche la fase successiva avvenga presso i comuni di residenza e/o domiciliazione degli aventi diritto.
Costringere soggetti per definizione “fragili” a doversi spostare per raggiungere il punto vaccinale, infatti, richiederebbe uno sforzo che si allarga alla rete familiare e che potrebbe divenire deterrente oggettivo a sottoporsi alla vaccinazione.
Questa pandemia ci ha insegnato che le reti di welfare sociale sono estremamente fragili e spesso insufficienti a supportare la solitudine e la limitatezza oggettiva in cui riversano centinaia di cittadini.
A ciò si aggiunga che molti di questi soggetti non sono automuniti e che le modalità di prenotazione attivate dalla Regione non consentono neanche di poter organizzare un navettamento, anche a carico delle singole Amministrazioni Comunali, per poter accompagnare i soggetti che quotidianamente dovrebbero sottoporsi al vaccino.

L’esperienza adottata presso il nostro Comune, che ha visto coinvolti tutti i medici di medicina territoriale, i volontari della Croce Rossa Italiana e i volontari della Protezione Civile, oltre che l’équipe infermieristica del Distretto Sanitario – e che ringraziamo per il lavoro umano e sanitario che hanno svolto –, ci lascia credere che non debba essere abbandonata la strada intrapresa.

La costituzione di hub comunali – in una Regione come la nostra che sconta un gap infrastrutturale storico – permetterebbe ai cittadini il giusto supporto materiale e immateriale di cui questa fase necessita: la presenza dei propri medici di base, infatti, presso i punti vaccinali comunali costituisce un valore inestimabile e supporta in maniera significativa il paziente che deve sottoporsi a vaccinazione; la presenza inoltre dei volontari del territorio permette un facile approccio alla cittadinanza e supporta le vaccinazioni domiciliari consentendo efficacia e velocità di intervento e sostituisce l’assenza di argine sociale per le persone sole e/o impossibilitate a raggiungere i siti vaccinali; solo per citare alcuni dei vantaggi che si ricaverebbero da una prassi che – per lo meno nella nostra comunità – si è rivelata essere vincente ed efficace: una simbiosi tra Istituzione Pubblica, Istituzione Sanitaria e operatori del terzo settore che ha reso la fase vaccinale riservata agli ultra ottantenni più efficace e certamente più capillare.

Chiediamo, pertanto, di valutare seriamente la possibilità di mantenere gli hub comunali nelle fasi che vedranno coinvolti i soggetti fragili e il resto della popolazione anziana al fine di raggiungere l’obiettivo di alte percentuali di affluenza e di ripristinare un rapporto di fiducia del singolo cittadino verso le Istituzioni. Siamo certi che questa sfida possa consentire alla Politica di attivare un modello virtuoso in cui sia l’Istituzione ad avvicinarsi e coinvolgere i cittadini e non diventi invece ostacolo per i cittadini e le comunità che siamo chiamati a rappresentare.

Vi chiediamo, inoltre, di prendere in considerazione la opportunità di sottoporre nell’immediato a vaccinazione i volontari del terzo settore che nell’ultimo anno sono stati la linfa vitale e il supporto essenziale alla garanzia dell’accesso ai diritti degli ultimi e che hanno vissuto in prima linea – al pari degli operatori sanitari – la lotta al Covid 19.

Certi di trovare in voi la sensibilità e l’attenzione a un tema così delicato e cosi cogente in questo tempo,

Salutiamo cordialmente.”

Ferrandina, 06.04.2021