HomeCronacaItalia25 aprile, la Liberazione ha da venire

25 aprile, la Liberazione ha da venire

Il 25 aprile è la ricorrenza della liberazione dell’Italia dalla occupazione Fascista e Nazista, regimi che si macchiarono di crimini contro l’umanità fra i più atroci che la Storia ricordi e che trascinarono in guerra il mondo intero provocando milioni e milioni di morti.

La liberazione avvenne per la azione interna dei Partigiani italiani e per lo sbarco in Italia delle truppe alleate.

La Liberazione contribuì alla fondazione della Repubblica democratica che oggi è il nostro Paese. In Francia analoga ricorrenza cade il 14 luglio, data che ricorda la Presa della Bastiglia quale evento fondante della Repubblica Francese; in USA si festeggia il Giorno dell’Indipendenza che cade il 4 di luglio. In Francia e in America tutto il Paese, ogni cittadino partecipa alla festa e alla celebrazione di quelle ricorrenze, nella consapevolezza della importanza di quelle date e di quegli avvenimenti nella creazione delle rispettive democrazie. Nessun francese, nessun americano accetterebbe ironie o rimozioni su quella date.

In Italia non si percepisce, dopo 71 anni, l’importanza della Liberazione, non circola lo stesso desiderio di festeggiare, la stessa consapevolezza di quanto orribili siano stati i regimi fascisti e nazisti e di quanto sangue sia occorso per liberare l’Italia da quelle dittature e di quanto preziosa sia la nostra democrazia così conquistata.

Viene da pensare che il 25 aprile, ancora oggi, dispiaccia a tanti poteri forti in Italia, tanto che al di là di retoriche e brevi cerimonie, nulla accade che faccia pensare a una sentita celebrazione popolare.

Per le altre solennità civili, da sempre si nota attenzione da parte dello Stato e dei media, per il 4 novembre, ad esempio, ogni anno stampa, editoria, TV si spendono in servizi sulla prima guerra, sugli eroismi, sui massacri, sugli alpini, sulle storie delle persone che vissero quei tempi e vi morirono innocenti; per il 25 aprile, c’è silenzio.

La TV di Stato, sempre pronta a rendicontare avvenimenti cari al potere come il Natale, la Pasqua, il calcio, il giro ciclistico, le uscite papali, e le avventure di Dommatteo, per la giornata di oggi sulla sola RAI1 trasmette la istituzionale diretta col Quirinale per la solennità ufficiale, incastrata fra Unomattina e La prova del cuoco, Rai2 è come se fosse una emittente svizzera mentre RAI3 – la rete “illuminata” – alle 7 di mattina trasmette il film di Rossellini Roma città aperta. Alle 7 di mattina!! e a seguire Le 4 giornate di Napoli di Nanni Loy. Quando gli italiani si svegliano, è già tutto finito. Vedremo più tardi cosa impagineranno oggi i TG, quelle testate che solitamente concedono larghissimo spazio quotidiano ad autorità che durante quegli anni non erano contro il Fascismo, anzi lo benedicevano e mai ne hanno denunciato la disumana atrocità.

Ci si attenderebbe dalla massima editrice del Paese una attenzione forte verso le radici della democrazia italiana, ma a quanto pare, questa attenzione non è voluta.

Un Popolo che non nutra l’orgoglio delle proprie origini, un Popolo che non coltivi la memoria della propria Liberazione, rimane un Popolo facile preda di populismi e di tentazioni autoritarie per il quale la Liberazione ha ancora da venire. 

RELATED ARTICLES

1 commento

  1. Caro Costantino. Siamo fermi, tranne poche lodevoli eccezioni, allo slogan ”Avanti popolo”…perché storia e memoria non sono diventatj coscienza di un popolo, anzi si è facili a dimenticare quanti con un rivoluzione silenziosa hanno cambiato giacca e posizione passando da un partito a un regime all’altro. La scuola ha spesso brillato per assenza nei programmi. Ricorderai benissimo che in letteratura si arrivava a malapena ai primi del Novecento e alla storia allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il resto lo abbiamo appreso grazie a un docente illuminato, a libri, film, proteste. E abbiamo avuto anche qualche presidente partigiano, ma oltre le celebrazioni e i dossier su questa o quella strage non siamo andati molto oltre. In Emilia Romagna hanno legiferato sulla rete dei luoghi della memoria da Casa Cervi ai tanti cippi disseminati sull’Appennino. Poi sono nati i giorni della memoria, del ricordo, accanto alle feste della Repubblica, dell’Unità d’Italia e al nostro 21 settembre. Con il Governo Berlusconi abbiamo avuto più di qualche imbarazzo e con qualche contro celebrazione. Il resto è storia d’oggi, Smemoratezza e disorganizzazione ci fanno preferire Rai Storia e per certi versi anche i libri analisi di Giampaolo Pansa. Quanti sono i vinti e i vittoriosi che preferiscono dimenticare? Fai tu. Ora e sempre Resistenza
    Franco…della brigata” franchezza e libertà”

Rispondi

I più letti