Senza benzina, i vaccini, organizzazione e programmazione la crisi (epidemica ed economica) non si risolve e non si risolleva. E se non si trova la quadra non si va da nessuna parte. Eppure la Basilicata, regione piccola, poteva essere quel laboratorio della ripresa e dell’efficienza dove raggiungere il doppio risultato sul campo. Ma problemi nazionali e locali ci lasciano in mezzo al guado. Eppure, come ricordano alcuni, abbiamo il ministro della Salute, il lucano Roberto Speranza, riconfermato anche con il governo guidato da Mario Draghi, e questo avrebbe dovuto in qualche maniera favorirci. A chi e a che cosa serve investire in totale, e per un triennio, oltre 20 milioni di euro per una facoltà di medicina a numero chiuso, e in presenza di una rete sanitaria che andrebbe rafforzata e con una migrazione che continua a drenare preziose risorse? Antonio Serravezza non ci sta e dice come la pensa.

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

Mah stiamo giocando ai numeri al lotto? È un anno che con chiusure e mezze aperture viviamo di numeri giornalmente. Non sono numeri che fanno vincere, al contrario. Oggi però questi numeri potrebbero far invertire le cose: sono arrivati i vaccini.
Noi lucani popolo antico e piccolissimo in una regione piccola: 549.754 abitanti ( dati del 31 agosto 2020). Tutto potrebbe essere abbastanza gestibile, se organizzato con seria professionalità, una vaccinazione a tappeto con selezionati punti regionali. Seguendo le regole dell’età, delle professionalità a rischio e del tipo di vaccino. In altre regioni molto più grandi della nostra la macchina organizzativa è già partita e semplificata con l’aiuto dei medici di base e delle farmacie a cui è possibile rivolgersi per la prenotazione alla vaccinazione, oltre alla possibilità di utilizzare un sito web regionale, ma non tutti hanno un computer o non lo sanno utilizzare. Con un una piccola task force efficace, di supporto alla nostra sanità locale, potremmo essere vaccinati tutti entro l’estate sempre se le varianti vaccini arrivi nella giusta quantità e nei tempi stabiliti.
La volontà e l’ordine possono dare velocità alle operazioni. Ne abbiamo assoluto bisogno, la sofferenza ha un limite, la nostra economia è arrivata al limite di un collasso che, quando usciremo da questo incubo, ne vedremo i risultati più che disastrosi. Dobbiamo nuovamente rimboccarci le maniche e ricostruire tutto quello che negli ultimi due anni prima del 2020 ci stava facendo toccare il paradiso. Determinazione e voglia di riscatto, siamo ad un passo dal ritorno alla normalità!