Innumerevoli sono state le iniziative che questo anno hanno posto al centro dell’attenzione le politiche di genere e le tematiche legate al contrasto della violenza di genere. La drammaticità della pandemia ha concentrato attenzione sulle persone più vulnerabili. Il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stato ricco di iniziative che hanno sottolineato la necessità di porre un’attenzione continua alle donne vittime di violenza ed ai loro figli minori. L’azione sinergica di tutte le organizzazioni del territorio è necessaria per poter agire su tale fenomeno. Molta strada c’è ancora da fare. Da donna e giornalista sono rimasta amareggiata nel vedere che alcune testate nazionali (ad esempio tg2 Post), alla notizie della morte del Dio del calcio Diego Armando Maradona hanno reimpostato in tutta fretta la programmazione di approfondimenti, copertine e riflessioni “spegnendo di colpo i riflettori” su due donne ammazzate dai propri compagni proprio nella giornata in cui avrebbero dovuto sentire istituzioni e cittadini ancora più vicini. Il giorno dopo, le tante iniziative, dunque, è giusto chiedersi che cosa rimane di slogan e proclami e cosa di azioni concrete. Certamente ci sono percorsi che tracciano un segno fondamentale per poter edificare e programmare con nitidezza e concretezza avendo ben chiari bisogni, carenze e obiettivi da raggiungere.

Tra questi, di grande interesse è il protocollo d’intesa “RETE DONNA Procedure e strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza di genere” (a cui ho potuto assistere personalmente in modalità telematica), che l’Amministrazione Comunale di Matera porta avanti da circa due anni. La partecipazione attiva nella rete di tutte le forze istituzionali e del terzo settore crea una sinergia per attivare sul territorio azioni di prevenzione e di contrasto al fenomeno della violenza di genere. Molte sono le organizzazioni presenti nel protocollo RETE DONNA

  • COMANDO POLIZIA LOCALE Dl MATERA
  • ASM Dl MATERA
  • UFFICIO SCOLASTICO AMBITO IV MATERA
  • ORDINE DEGLI A VVOCATI Dl MATERA
  • COMITATO PARI OPPORTUNITÀ – MATERA
  • ORDINE DEI MEDICI Dl MATERA
  • CSV BASILICATA – CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO
  • CARITAS DIOCESANA Dl MATERA-IRSINA
  • ASSOCIAZIONE AIDE – DONNA ITALIA
  • ASSOCIAZIONE ALBA LUCANA
  • ASSOCIAZIONE ORIENTAMENTO E LAVORO DONNE
  • ASSOCIAZIONE MATERA PER TE
  • ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE MEDICO (A.I.D.M.)
  • OSSERVATORIO NAZIONALE SUL DIRITTO Dl FAMIGLIASEZIONE Dl MATERA
  • MOVIMENTO FAMIGLIA E VITA ONLUS
  • ASSOCIAZIONE TOLBÀ – MEDICI VOLONTARI PER LAVORATORI STRANIERI ONLUS
  • MOICA – MOVIMENTO ITALIANO CASALINGHE BASILICATA
  • FIDAPA SEZ.MATERA
  • A.I. (CENTRO ANTIVIOLENZA ITALIANO)
  • CONFARTIGIANATO MATERA
  • ANDE – ASSOCIAZIONE NAZIONALE DONNE ELETTRICI
  • PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MATERA
  • SOROPTIMIST INTERNATIONAL CLUB MATERA

Tutte insieme per tutelare il diritto inviolabile della donna e dei suoi figli alla vita ed alla salute.

La Procura di Matera, nella persona del Procuratore Dott. Pietro Argentino e l’Associazione Soroptimist International Club Matera nella persona della Dott.ssa Patrizia Minardi sono le due ultime organizzazioni che hanno sottoscritto il protocollo RETE DONNA in data 24 novembre 2020. All’iniziativa erano presenti il Sindaco di Matera Domenico Bennardi, l’Assessore alle Pari Opportunità e Differenze di Genere Tiziana D’Oppido, l’Assessore alla Tutela dei diritti umani, della pace, della solidarietà Giuseppe Sarli, la dott.ssa Giulia Mancino Dirigente del Servizio Politiche Sociali e la dott.ssa Caterina Rotondaro, coordinatrice dell’Ufficio di Piano Sociale Comunale dell’ambito Socio-Territoriale Urbano città di Matera, la Responsabile del Servizio Politiche Sociali dott.ssa Luigia Capocelli, il Dott.Pietro Argentino Procuratore della repubblica e il Sostituto procuratore Dott.ssa Maria Christina De Tommasi, laDott.ssa Patrizia Minardi dell’Associazione Soroptimist International Club Matera e tutti i referenti delle organizzazioni della RETE DONNA.

E’ necessario che ci sia continuità sulle azioni di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere e che non rappresentino soltanto flash che abbagliano e si spengono velocemente lasciando nell’ombra e nella dimenticanza le donne vittime ed i loro figli. Ed è necessario consolidare le best practice per non ripartire sempre da zero ma continuare a costruire su quanto già ottenuto. E chissà che un giorno anche nel dare le più tristi notizie anche la morte non possa generare discriminazione di genere.