Di danni sul piano economico e disagi ne abbiamo subiti fin troppi. Ed è giusto, una volta raggiunto il picco dell’epidemia come accade per tutte le diffusioni influenzali, e in attesa che si metta a punto il vaccino, si ritorni con gradualità alla normalità. La Basilicata, dopo essere stata messa alla berlina per le indicazioni improvvide e sciagurate delle prime ordinanze, senza nè capo e nè coda, con la terza- allineata con le direttive ministeriali- sta recuperando chiarezza ed efficienza sul piano organizzativo. E dire che sarebbe dovuto essere tutto più facile con l’accentramento gestionale unico dei presidi, svuotando di funzioni il ”Madonna delle Grazie” di Matera a vantaggio del San Carlo di Potenza, nonostante i progetti velleitari e sciagurati di lavorare alla facoltà di medicina nel capoluogo di regione. Servirebbe un commissariamento generale della sanità regionale, per rivedere quei disegni demenziali e funzionali alla economia clientelare di certa ”politica” – e sottolineamo questo aspetto – che ha finito con il ridurre il sistema alle pezze e ad alimentare la migrazione extraregionale. Non ci facciamo molte illusioni. I guasti partono da lontano, come evidenziato da inchieste giudiziarie, e non vediamo in giro ”autorevolezza” per voltare pagina e puntare su professionalità ed efficienza. Del resto siamo come San Tommaso. Crediamo solo se vediamo. Attendiamo che passi l’emergenza Corona Virus, con l’esito negativo dei tamponi – e questo è un dato rassicurante- l’arrivo (meglio tardi che mai) di un numero verde per evitare la ridda di numeri telefonici a recapito e linea unica, facile da intasare e con il divieto agli ingressi liberi in ospedale, esclusi i casi eccezionali per i quali si dovrà chiedere l’autorizzazione.