Evitare che si possa diffondere il contagio. Buona intenzione. Ma ”bloccare” solo gli studenti di ritorno che studiano fuori della Basilicata per 14 giorni, invitati a segnalare la loro situazione, sa tanto di un limite settoriale. E i famigliari, anche loro in quarantena? Chi controlla che quel periodo di ”autoconsegna” non venga violato? E i lavoratori che fanno la spola con l’Emilia Romagna, come è capitato, esclusi dal provvedimento e perchè? Sono stati solo alcuni dei quesiti che i sindaci del Materano hanno posto nel corso di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica -per una verifica delle procedure in atto per la gestione dei casi sospetti di infezione da COVID-19 – presieduto dal prefetto Rinaldo Argentieri, e che ha visto la partecipazione – tra gli altri- dell’assessore regionale alla Salute Rocco Leone, del consigliere regionale Giovanni Vizziello, il direttore generale dell’Asm, Gaetano Annese, il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese e della Fondazione Mt 2019 Salvatore Adduce e di molti sindaci . Alla lente di ingrandimento le modalità di applicazione della ordinanza del presidente della giunta regionale Vito Bardi (con la versione n.2 modificata e diffusa dopo il vertice presso la Prefettura di Potenza) che ha destato ”perplessità” e prese di posizione nella prima stesura da parte de governatori della Lombardia e del Veneto e dello stesso responsabile nazionale della Protezione civile Borrelli, che hanno denunciato i limiti del provvedimento nella movimentazione delle persone. Le precisazioni venute dal governatore Bardi, in attesa della seconda ordinanza, che la ” Basilicata non vuole isolarsi” e che la cosa riguarda solo gli studenti residenti, hanno attenuato un po’ le polemiche lasciando, però, gli interrogativi sulla movimentazione degli studenti di ritorno, a causa della chiusura delle università del centro nord. Si poteva attendere ancora un po’ e magari raccordare provvedimenti e misure di valenza, alla fine, nazionale? Del resto il Ministero della Salute ha chiesto coordinamento e uniformità nelle decisioni a livello locale, per evitare situazioni insostenibili e discriminatorie- poi revocate- come quelle del Comune di Ischia che aveva vietato l’ingresso nell’isola di veneti, lombardi e cinesi. Tutto questo mentre l’economia turistica, sopratutto a Matera, subisce i contraccolpi del vuoto di programmazione dopo l’anno da capitale europea della cultura. Per cui…quando gli allarmismi superano il valore soglia e i sintomi di una comune influenza, vengono assimilati a quelli del coronavirus, e allora si creano problemi. Anche perchè il livello di disinformazione è palese, insieme alle tante goliardate – insieme a poche pillole di saggezza e di informazione corretta-che passano sui social. L’assessore Rocco Leone ha confermato che in Basilicata non ci sono casi di coronavirus e che nelle ultime ore sono stati eseguiti quattro tamponi in provincia di Matera, tutti con esito negativo, due delle quali provenienti dalla Lombardia. Meglio così. La Regione si è impegnata a realizzare un vademecum sulle linee guida per l’applicazione della ordinanza Bardi. Sono in corso di distribuzioni i kit che saranno utilizzati dai reparti igiene e malattie infettive degli ospedali. L’invito resta sempre quello di chiedere consiglio ai medici di famiglia e di non recarsi comunque ai Pronto soccorso. A Matera è stato attivato l’ingresso da una camera sterile. ““Avete letto l’ordinanza del governatore Bardi – ha detto Leone- Ci sono stati quattro test tutti negativi in provincia di Matera ma non vogliamo chiudere la Basilicata. L’ordinanza è stata fatta per tutelare la salute dei lucani e per far si che questa malattia da noi non arrivi mai. La situazione è fluida e le decisioni si prendono giorno per giorno in base alle notizie che arrivano dal Ministero della Salute . Noi dobbiamo continuare a lavorare per garantire la salute ai cittadini e per questo dico che non si può fare terrorismo”. Il Prefetto Rinaldo Argentieri ha evidenziato il raccordo, pur tra le diverse sfumature e istanze, tra le diverse componenti intervenute al tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Sono state -ha detto il Prefetto-due ore proficue di dialogo, di discussione, anche appassionate. Tutti i sindaci hanno espresso la propria opinione e le proprie perplessità. Intanto è stata fatta chiarezza sulla portata dell’ordinanza che si riferisce a studenti che ritornano in Basilicata dalle regioni a rischio e non ad altri cittadini residenti in Basilicata pur provenienti dalle regioni a rischio. Per le altre questioni saranno oggetto di ulteriore approfondimento in sede sanitaria, perchè oggi in Prefettura si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblicata allargato a tutti i sindaci e al presidente della Provincia di Matera. Per determinati aspetti di natura tecnico-sanitaria la Regione Basilicata si è impegnata a fare chiarezza entro domani mattina in modo tale che tutti i cittadini dei singoli Comuni potranno avere risposta direttamente dai sindaci. Oggi ognuno ha portato le proprie perplessità ma l’unità tra le istituzioni l’ho avvertita e anche il desiderio di essere vicini alla cittadinanza in un momento i cui, non possiamo negarlo, il panico si va diffondendo e quindi la rete dei sindaci si è stretta intorno alle istituzioni, un motivo che fa molto sperare sulla gestione ordinata ed efficace nell’interesse della salute di questa emergenza”. Sullo sfondo quello che stanno facendo altre regioni, come la Puglia della quale pubblichiamo l’ordinanza, e la speculazione sui prezzi di amuchina e sulle mascherine professionali DPI. A tutto c’è un limite. Va aperta una inchiesta e perseguiti i profittatori.

L’ORDINANZA DELLA REGIONE BASILICATA (2^ stesura)

REGIONE BASILICATA
ORDINANZA N . 1 DEL.23 febbraio 2020
OGGETTO: Ordinanza su emergenza epidemiologica da Covid-19.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
VISTO il decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, recante misure urgenti in materie di contenimento e
gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19;
VISTO l ‘articolo 32 della legge 23 febbraio 1978 n. 833 secondo cui il Presidente della Giunta
Regionale può emanare urgenti ordinanze in materia di Igiene, Sanità pubblica e Polizia veterinaria
estese all’ intero territorio regionale,
VISTA la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020;
VISTA l ‘Ordinanza del Ministro della Salute del 21/02/2020;
CONSIDERATO che a seguito dell’interruzione di tutte le attività scolastiche, universitarie e di
alta formazione professionale nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna,
Liguria e Friuli Venezia Giulia si prevede un rilevante flusso di residenti in Basilicata;
RITENUTO indispensabile censire tutti gli studenti provenienti dalle suddette regioni al fine dì
contenere eventuali contagi;
ORDINA
tutti gli studenti residenti in Basilicata che rientrano in regione provenienti dal Piemonte,
Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia o che vi abbiano soggiornato
negli ultimi 14 giorni dovranno comunicare la propria presenza ai competenti Servizi dì Sanità’
Pubblica – attraverso i numeri telefonici disponibili sul sito delle Aziende Sanitarie di Potenza e
Matera – per l’adozione delle misure di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
I sindaci di tutti i comuni della Basilicata in collaborazione con tutte le altre istituzioni comunali
censiranno gli studenti provenienti dalle suindicate regioni comunicando i dati agli uffici di sanità
pubblica delle Asl di competenza.
La presente ordinanza è inoltrata ai Prefetti competenti per territorio ai finì della notifica ai Comuni
della Basilicata ed è pubblicata sul bollettino ufficiale e sul sito web della Regione Basilicata

E L’ORDINANZA DELLA REGIONE PUGLIA

Il Presidente della Regione Puglia
Disposizioni urgenti in materia di prevenzione “COVID-19”
Ritenuto che allo stato il Presidente della Regione Puglia non dispone dei poteri di emergenza di cui all’art. 1 comma 1 del Decreto Legge 23 febbraio 2020, n. 6 recante Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che prevede che per la applicabilità dello stesso ci sia almeno un caso positivo nel territorio della Regione Puglia;
Visto il Comunicato del Ministro della Salute n.89 del 24 febbraio 2020 con cui ha evidenziato che “è indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori”;
Ritenuto che in attesa di specifici provvedimenti preannunziati da parte del Governo come da valutarsi nel corso del Tavolo Permanente istituito presso la Protezione Civile presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri convocato per domani ore 10.00 risulta urgente e necessario porre in essere ogni utile tentativo di prevenire o rallentare la possibilità di insorgenza di focolai epidemici comunque assai probabili stante la particolare espansività della contaminazione e il flusso di arrivo e rientro in Puglia di numerosissimi cittadini che a causa della adozione delle misure di contenimento adottate in altre Regioni contaminate stanno rientrando presso i luoghi di originaria residenza;
Considerato che l’attività di indirizzo in materia di prevenzione sanitaria rientra tra i poteri ordinari della Giunta Regionale anche al fine di conoscere e prevedere l’entità dell’effettivo rischio epidemiologico al fine di adottare decisioni organizzative che possano consentire di meglio fronteggiare l’eventuale inizio del contagio anche nel territorio della Regione Puglia;
Considerato
Che tutti gli individui che sono transitati e hanno sostato dal 1^ febbraio 2020 nei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini nella Regione Lombardia, di Vo’ nella Regione Veneto, come previsto dall’art. 1 del DPCM 23 febbraio 2020, HANNO L’OBBLIGO di “comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza fiduciaria con sorveglianza attiva”; Pag. 2 a 2

INVITA
tutti i cittadini che comunque rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, a comunicare la propria presenza nel territorio della Regione Puglia con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza.
Bari, 24 febbraio 2020
Prot. n. 667/sp
Il Presidente
Michele Emiliano