Il mondo perde uno dei più importanti registi e sceneggiatori italiani e Matera, Capitale Europea della Cultura,  il suo “concittadino” più caro.

E’ morto stamane, all’età di 92 anni, Francesco Rosi autore di film indimenticabili fra cui quelli girati a Matera come “C’era una volta” con Omar Sharif e Sofia Loren, “Cristo si é fermato a Eboli” con Gianmaria Volonté e Irene Papas, e “I tre fratelli” con Philippe Noiret, Michele Placido e Vittorio Mezzogiorno.

Per queste ragioni, il comune di Matera, lo scorso 21 settembre gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Per l’occasioni, il grande regista si fermò nella città dei Sassi due giorni, durante i quali volle rivisitare la città da cui mancava da molti anni. E grande fu il suo stupore nel vedere una Matera molto cambiata.

Il Maestro aveva girato, infatti, le sue pellicole, negli anni in cui i Sassi erano quella “vergogna nazionale” di cui si accorgerà di lì a poco lo statista, Alcide De Gasperi. Da settembre, il maestro Rosi, ha seguito da vicino il cammino di Matera verso la capitale europea della cultura, consapevole che la cittá, la sua città, avrebbe meritato questo titolo prestigioso.

Rosi era nato a Napoli e aveva iniziato a lavorare nel cinema nel 1948, come aiuto regista di Luchino Visconti per i film La terra trema e Senso. Dopo aver scritto diverse sceneggiature, aveva realizzato il suo primo lungometraggio nel 1958, La sfida. Rosi era uno dei registi più importanti – assieme ad esempio a Elio Petri e Giuliano Montaldo – di quel filone di film cosiddetti “d’inchiesta”, in cui si approfondiscono i problemi politici e sociali dell’Italia di quegli anni con uno spirito vicino a quello del cinema documentario.

Nel 2008 gli era stato assegnato l’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino, nel 2009 la Legione d’Onore e nel 2012 il Leone d’oro alla carriera in occasione della 69ª edizione della mostra del cinema di Venezia.