Gli ultimi sei contagi da coronavirus in provincia di Matera confermano che la situazione piaccia o no è in una fase di ripresa del contagio, che deve destare preoccupazioni, sopratutto alla vigilia della riapertura parziale di attività, funzioni e servizi del 4 maggio. E’ la prova del nove ,dopo la chiusura delle zone rosse e del monitoraggio a tappeto nelle zone residenze sanitarie per anziani, ospedali e ad altre strutture di comunità. Monitorare tutta la popolazione. Mica facile, anche perchè i mezzi e le risorse sono quelli che sono e la macchina, aldilà dello sforzo profuso nelle ultime settimane, deve fare i conti con una struttura organizzatita obsoleta e stressata e con scelte che risentono dell’atteggiamento ondivago delle cabine di regie con le influenze da raccordare sulle cose da fare e sul come muoversi. Il nodo è qui. E poi occorre ragionare fin qui sui numeri assoluti, ma anche su quelli epidemiologici che nessuna APP ”Immuni”, con tutti i limiti di quella operazione, potrà garantire, non conoscende nulla o quasi della vasta platea di asintomatici, immunizzati, latenti e similari. Senza dimenticare gli untori tollerati, i cosiddetti contumaciali, che ritornano puntualmente in famiglia. Matera ne è un esempio. E ad oggi, nonostante le proteste del Comune, non si è ancora attivato il contratto con la struttura alberghiera che dovrà accogliere i soggetti positivi per evitare di contagiare il resto dei famigliari. Vero che ci sono in giro sconsiderati che continuano a sottovalutare i rischi da contagio, ma la provincia di Matera a conti fatti mostra un preoccupante indice di incidenza da contagio nel rapporto tra popolazione residente e contagiati. In questa classifica riferita a 32 capoluoghi del Mezzogiorn, con conteggi terminati ieri, la provincia di Matera è all’ 8° posto con 1032 e quella di Potenza al 23° a 1941. Un dato che viene rapportando il numero dei contagiati con i residenti. In sintesi con una popolazione residente nella nostra provincia, dati Istat , di 197.909 e 187 contagiati (oggi altri sei) il rapporto è di uno ogni 1000 e passa abitanti. Prima di noi ci sono Enna (400), Sassari (588), Foggia (596), Brindisi (694), Avellino (917), Bari (954), Campobasso (988) e Matera con 1032. Seguiti da Barletta-Andria-Trani (1046), Catania (1138), Messina(1165), Napoli (1273), Crotone (1483), Isernia (1507), Cosenza (1555), Benevento (1591), Caltanissetta (1651), Salerno (1662), Lecce (1633,Catanzaro (1731), Siracusa (1759), Cagliari (1834), 23^ provincia di Potenza (1941) con 364968 abitanti sui 562.869 della Basilicata, Vivo Valentia (2134), Reggio Calabria (2175), Caserta (2188), Taranto (2200), Oristano (2321), Palermo (2541), Nuoro (2708), Agrigento (3221), Ragusa (3520). Situazione da monitorare. Ma lasciamo a tecnici, amministratori, alla buona politica il compito di riflettere su questi dati (scusateci per gli arrotondamenti delle cifre) che devono tenere alta l’attenzione sui rischi di epidemia da virus a corona.La soluzione non è dietro l’angolo. Anche perchè nel Materano i tamponi effettuati in provincia di Matera sono stati finora all’incircaappena 3700, rispetto ai 14200. Situazione sotto controllo? C’è ancora da lavorare con l’impegno e il senso di responsabilità di tutti che una situazione delicata come questa che stiamo attraversando richiede.