Il presidente della III Commissione Attività Produttive della Regione Basilicata, Piergiorgio Quarto, valuta di “estremo interesse e importanza l’audizione del commissario straordinario del Consorzio per lo sviluppo industriale (Asi) della provincia di Potenza, Aniello Ertico.  E’ da considerare degna di attenzione la difficile situazione venutasi a creare da più di un decennio in un ente come il Consorzio di grande importanza funzionale e strategica nell’offerta dei servizi alle imprese della provincia del capoluogo di regione.”

Necessita – continua Quarto – che le istituzioni politiche competenti prospettino e adottino subito decisioni risolutive in grado di superare le gravi e molteplici criticità da tempo presenti nell’ente considerato. Parliamo di un Consorzio operante in un contesto di complessità estrema con orizzonti futuri non rosei, anzi estremamente complicati. Valutata l’estrema importanza dell’organismo in questione nel panorama economico regionale, l’Asi infatti è bene ribadirlo continua a fornire servizi essenziali ad oltre 150 aziende, inclusa la Fca di Melfi, che producono ben l’80% del pil regionale, diventa perciò indispensabile produrre interventi efficaci in tempi brevissimi. “

“Fa riflettere il prendere atto dalla puntuale ed esaustiva relazione del commissario straordinario Ertico, che lo stesso –evidenzia il consigliere regionale– ha ereditato oltre 80 milioni di euro di debiti, ridotti a ben 20 milioni in un arco temporale inferiore ad un anno. A quella evidenziata si aggiungono altre problematiche come quella determinate da un contenzioso annoso che contesta la prerogativa del Consorzio di emettere fattura per i servizi resi o quella ancora più grave fondata sulla possibilità di continuare a ricevere supporti regionali identificati come indebiti aiuti di Stato. Non giova inoltre alla situazione descritta, il valutare che l’intero contesto normativo sia nazionale che comunitario non consideri più i Consorzi come enti pubblici economici di diritto privato, non permettendo più agli stessi di usufruire di una legislazione di vantaggio. Dispiace il dover constatare poi, che politici protagonisti indiscussi dell’establishment della precedenza Giunta regionale si destino dal torpore più che decennale e reclamino oggi (solo oggi) interventi risolutivi immediati. Purtroppo in passato questi stessi personaggi non hanno prodotto nessun provvedimento concreto e adeguato per evitare che la situazione degenerasse fino allo stato attuale. E allora perché solo adesso si lanciano grida d’allarme e si parla della necessità di intraprendere una politica industriale per il futuro?”

Per concludere – chiosa il presidente della III Commissione – in un’ottica fattiva e realista esiste ancora la possibilità (siamo quasi fuori tempo massimo) di progettare una riforma strutturale definita, certa, in grado di dare risposte opportune sia alle grandi che alle piccole imprese.

Si introduca perciò una fase di risanamento avviato, gestito e supportato da una nuova struttura, un organismo inedito, dotato di potenzialità sufficienti e prerogative idonee per porre in liquidazione e sostenere il deficit di quello esistente”.