“La decisione del Consiglio Comunale di Matera che dispone un taglio importante alle risorse destinate ai servizi di mensa scolastica ed asili nido consegna una prospettiva di involuzione culturale per la città, in controtendenza rispetto alle dinamiche che stanno caratterizzando la crescita e lo sviluppo della società italiana.
Anziché lavorare per far diventare universale un servizio che è ancora colpevolmente a domanda individuale, si riduce la capacità ricettiva degli asili nido e si comprime ulteriormente la durata del servizio di mensa, che da sempre prende avvio più tardi (in genere in ottobre) rispetto alla data di apertura dell’anno scolastico e termina prima (in genere, in maggio) rispetto alla sua chiusura.”

E’ quanto scrive in una nota Marcella Conese, segretaria Filcams Cgil di Matera, che così prosegue:

“A parte le svariate riflessioni sulle motivazioni che hanno determinato l’assise comunale a prendere questa decisione e sulla idea inquietante di società che traspare dalle dichiarazioni del consigliere che ha presentato l’emendamento, in cui le donne devono stare a casa a curare bambini e mariti, sfugge un fatto inequivocabile ed oggettivo: la riduzione delle risorse determinerà una riduzione di posti di lavoro (occupati prevalentemente da donne) sia nella mensa scolastica che negli asili nido.

Prescindere dall’analisi degli effetti e delle conseguenze di così importanti decisioni, certifica la superficialità con la quale gli amministratori locali affrontano i problemi della città.

Il servizio mensa, su istanza della FILCAMS, è sotto osservazione dell’Ispettorato del Lavoro di Matera a causa del mancato riconoscimento da parte dell’Azienda appaltatrice delle ore di lavoro effettivamente prestate dalle addette e di tale vertenza l’Amministrazione è perfettamente a conoscenza.

Una riduzione delle risorse destinate al servizio per il prossimo anno scolastico aumenterà le criticità già presenti sull’appalto e la precarietà di queste lavoratrici, tutte assunte con contratti in regime di part time ciclico e sospensione della retribuzione nel periodo giugno – ottobre.

A pagare le conseguenze di questa scelta saranno oltre che le mamme materane, i bambini e le bambine, anche le addette, che peraltro hanno già pagato un caro prezzo a causa delle ripetute sospensioni della didattica a distanza.
Di tutto questo il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale sono consapevoli?
Quali risposte daranno a chi perderà il posto di lavoro?”