martedì, 27 Febbraio , 2024
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Concluso presidio per la pace a Matera con pillole di storia Israele/Palestina

Serata conclusiva della cinque giorni di presidio per chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza svoltesi a Matera in via del Corso e promosse dal locale Comitato per la pace. Cinque serate intense e partecipate, decise a seguito di un falsh mob che si è svolto nello stesso luogo il 29 ottobre scorso (https://giornalemio.it/cronaca/anche-da-matera-mobilitazione-per-lo-stop-a-genocidio-di-gaza/), che hanno creato attenzione anche nella già Capitale europea della cultura, intorno a quanto si sta consumando da quel 7 ottobre scorso, prima a danno di inermi cittadini israeliani e poi a danno di inermi cittadini palestinesi. La mobilitazione ha conseguito diversi risultati quali la ulteriore adesione ufficiale di partiti e movimenti e  la approvazione all’unanimità nel Consiglio comunale della Città dei Sassi di un ordine del giorno che invita a perseguire la via della pace e della diplomazia per dirimere questo e tutti gli altri conflitti in corso.

Quest’ultima serata è iniziata con la lettura del bollettino di quanto avvenuto oggi sul campo e nel mondo, come le manifestazioni che si stanno svolgendo ovunque compreso la stessa Israele e in USA. Si è svolta poi una conversazione con la presenza del professore Antonio Califano e dell’operatore umanitario Saverio Mannarella. Si è ricostruita la storia di Israele e di questo eterno conflitto che non ha mai trovato soluzione, con inserti di esperienze personali su quei territori. E’ Stato ricordato come Israele impedisca l’accesso della stampa internazionale nella Striscia di Gaza negando al mondo il diritto di conoscere ciò che accade sul campo senza i filtri della propaganda (https://giornalemio.it/cronaca/israele-impedisce-alla-stampa-internazionale-laccesso-a-gaza/). Ad essi si sono aggiunti altri interventi da parte di alcuni partecipanti al presidio. Una ragazza ha raccontato come, dalla sua esperienza di operatrice umanitaria in Palestina, abbia riscontrato  “lo stato di umiliazione” a cui vengono assoggettati i palestinesi da parte degli israeliani, con esempi di vita quotidiana vissuta direttamente. Un archeologo ha inteso rimarcare quanto impropriamente vengano usate le parole e della necessità che ciò non avvenga, a cominciare dal termine “semita“, ricordando che “semiti” lo sono tutte le popolazioni di quell’area, compreso quindi i Palestinesi. Per cui anche quegli episodi che si registrano in talune città europee andrebbero definiti più correttamente “antisioniste” e non “antisemite“.

Il presidio si conclude dunque, ma si è annunciato che saranno messe in cantiere altre iniziative considerato che non vi è stato, purtroppo, in questo lasso di tempo l’auspicato cessate il fuoco. E’ stata una iniziativa utile a tenere alta l’attenzione su questa tragedia in corso e c’è da augurarsi che anche le forze politiche si facciano promotrici di ulteriori iniziative sul tema.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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