Da 30 anni buoni tra antichità, curiosità e altri manufatti dell’Italia, e non solo, del passato che fa piacere vedere, toccare e portare a casa sull’onda del ”Come eravamo…”

E il montese Franco Soranno ”Il rigattiere” di cose da raccontare e far vedere ne ha tante. E’ un archivio vivente della memoria e quando parla sfoglia con cura le pagine della sua vita, che meriterebbero la sceneggiatura di un film a cavallo (un animale che ha segnato tappe importanti del suo percorso esistenziale) di situazioni, città, Paesi e incontri che lo hanno portato comunque a darsi da fare.

Oggi – ci dice Franco- sono Nullatenente, Nulla di cognome e Tenente di fatto, residente in via Della Disperazione 17…ma la voglia di fare c’è sempre. Purtroppo il BelPaese fa di tutto per rendere difficile la vita a chi, lavorando sodo, senza guardare l’orologio, vuole cogliere tutte le opportunità della vita”.

Dovrebbero sentirlo nella stanza dei bottoni, al Governo e non solo, dove si decidono le scelte dell’economia tra debiti, procedure, sistemi creditizi e via elencando. Lo diciamo mentre guardiamo il banco al mercatino delle cose del passato di Piazza Vittorio Veneto, ideato e allestito da quel motorino senza posa (la rima ci sta tutta) che è Paolo Paladino.

E così tra attrezzi per la cardatura della luna, bricchi, seltz degli anni Cinquanta, monete della lira, riviste d’epoca, cartoline, lampade a petrolio della tradizione contadina e ammiccanti inviti e listini con tanto di prezziario dei ”Casini” del Novecento il nostro Rigattiere ci racconta come ha iniziato, parlando della sua vita avventurosa e senza posa. Ha fatto di tutto.

Camionista in proprio a servizio del comparto edile, con rate pagate in un triennio, allevatore di cavalli in un periodo buio della sua Montescaglioso, fotografo di piazza con un pony e ”antiquario” di livello europeo saggiando la terra di Romania e via via altri Paesi europei.

Sono stato dappertutto – ci racconta il rigattiere- e ho avuto modo di avere tanti contatti e di conoscere culture, usi e costumi di diverse popolazioni. Poi il mercato dell’antiquariato ha subito un calo e sono rientrato. Da qui la scelta di esporre quello che si riesce a trovare, ma che riempie di soddisfazioni quando incontri l’interesse di quanti vogliono conoscere e apprezzano la cultura del passato. E’ importante mantenere la memoria. Perchè un popolo che dimentica il suo passato è senza futuro. Ai giovani va ricordato”.

Parola di Franco Soranno che ha avuto anche una breve esperienza turistica in quel di Pomarico, ristrutturando e poi cedendo a stranieri, vecchie abitazioni.

Ma oggi– ci tiene a precisare- sono Nulla Tenente di nome, cognome e di fatto”. E il banco di manufatti e stampe del passato lo confermano. Bella storia. Meriterebbe un film o una fiction, perché Soranno ha garretti davvero energici, in grado si saltare tanti ostacoli. Se passate dal mercatino. Fermatevi e chiedete pure. E’ un archivio della memoria, come altri colleghi che gli sono accanto, ognuno con la sua storia da raccontare se vorrete e saprete ascoltare.