HomeCronaca"CITTACHELEGGE" LANCIA PETIZIONE PER BIBLIOTECA

“CITTACHELEGGE” LANCIA PETIZIONE PER BIBLIOTECA

Detto fatto. E un’altra pagina del libro delle cose da fare, appuntare e decidere sul futuro della biblioteca provinciale ”Tommaso Stigliani” di Matera, insieme a quelle di Potenza, Melfi e di altri presidi culturali, con una petizione avviata dall’associazione ”Cittàchelegge” per coinvolgere i cittadini e stimolare le istituzioni a fare scelte concrete.

Tra queste la discussione in consiglio regionale, probabilmente entro un mese, di una bozza di provvedimento che dovrebbe individuare risorse e consentire la gestione a tempo determinato della gloriosa biblioteca provinciale di Matera. Una realtà ospitata da quasi 30 anni nell’ex Palazzo dell’Annunziata, che ha una dotazione libraria di notevole valore culturale, opere d’arte, collezioni di monete, di dischi e grammofoni d’epoca.

E la Provincia, dopo la riforma monca che ne ha dimezzato ruolo e funzioni e complicato le cose sul piano normativo e finanziario, dovrebbe tornare a essere il destinario pro tempore della gestione. Poi si vedrà, a meno che, non si arrivi in consiglio regionale con i suggerimenti giusti per un progetto poliennale che coinvolga le biblioteche in un ”Polo” regionale così come è stato fatto con i Musei.

Una conferenza di servizi e un incontro tra Regione e i soggetti che hanno cuore il futuro della Biblioteca, ci sembra possa contribuire a portare sui binari della concretezza il progetto di rilancio del presidio culturale che deve fare i conti con risorse risicate.

Qualche giorno fa si è sbloccata la questione delle risorse per l’acquisto dei quotidiani (non si compravano da luglio scorso) ed è stata assicurata la fornitura di beni di prima necessità, a cominciare dalla carta igienica…Poco ironia, ma il BelPaese della spendingrew, riserva di queste contraddizioni.

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Nel frattempo e fino al 7 ottobre si può firmare la petizione della ”Città che legge” che sarà presentata al ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, al Presidente della giunta regionale Marcello Pittella che ha la delega in questo settore e al presidente delle Provincia Antonio De Francesco, come illustrato nel corso della conferenza stampa il presidente dell’associazione  Antonella Ciervo, la vice presidente Antonella Padula e la segretaria Lucia Maffei.

A sostenere l’iniziativa sono anche il circolo La Scaletta che mercoledì prossimo, come ha annunciato il presidente Ivan  Focaccia, nel suo direttivo affronterà il caso.

Mariateresa Cascino, a nome del Women’s Fiction festival, nel giudicare grave la condizione dei presidi culturali ha auspicato una riflessione su nuovi modelli e forme di rilancio delle biblioteca, individuando nuovi possibili percorsi.

Franco Di Pede, per Studio Artivisive, che ha citato percorsi culturali di promozione e rilancio utilizzando le collezioni esistenti e non escludendo il coinvolgimento di privati.

Sostegno anche da Antonella Ambrosecchia per Le Monacelle cultura, che con il Women’s fiction festival ha una biblioteca di testi in lingua inglese e francese.

Angela Scandiffio dell’Assocazione italiana bibliotech, che ha invitato a sostenere la campagna “io leggo perchè” disponibili su twitter #ioleggoprchè e sul sito web www.ioleggoperchè.it .

Il polso della situazione sulle cose in itinere e le aspettative del personale sono state oggetto di intervento da una delle dipendenti della biblioteca, Teresa Ambrico.

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Sono state annunciati anche una manifestazione pubbliche, un girotondo intorno al Palazzo dell’Annunziata, promosso dalla pagina social “sei di Matera se”, che aveva promosso una prima iniziativa nei mesi scorsi. L’auspicio è che ci siano anche gli utenti del futuro i ragazzi e i piccoli che hanno fruito in passato del circuito della biblioteca di ”Pinocchio” e quanti in 30 anni ci hanno studiato e ora lavorano altrove.

Da loro un piccolo grande contributo per difendere un presidio di cultura e di storia cittadino, che molti rappresentanti della Pubblica Amministrazione conoscono poco. Urge una visita guidata: il mattone cultura non ha prezzo ed è un perno di Matera 2019, quelli in cotto, cemento e vetro hanno un valore da capitolato che si deteriora nel tempo.

Meditate…direbbe Renzo Arbore. Matera 2019 è anche questo: voltare pagina, difendendo e rilanciando l’azione delle Biblioteche,  per difendere il patrimonio di un territorio.

Ma nel frattempo teniamo d’occhio la riforma degli accorpamenti forzati della Pubblica Amministrazione , per far quadrare i conti a tutti costi tagliando sul territorio,che colpisce i territori con popolazione sotto i 200.000 abitanti.

La provincia di Matera è, purtroppo, tra queste: Prefetture, Questure, Agenzie, comandi provinciali forze dell’ordine accentrati (o soppresse fate voi) a livello regionale sullo stesso modello delle Province e tutto questo prima di Matera 2019. A Potenza, magari, alcuni gioiranno, ma sarebbe il “de profundis”per la residua autonomia della Basilicata.

Che il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, faccia una buona azione poliennale…e ripassi le cose da fare e da potenziare se questo Paese deve investire in Cultura e Turismo. Altrimenti di quale “grande bellezza” parliamo?

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*IL PATRIMONIO DELLA BIBLIOTECA IN CIFRE

Fondo moderno (130.000 volumi). La biblioteca si è dotata negli anni di tutti i più importanti repertori bibliografici italiani e stranieri, delle principali opere enciclopediche dei trattati fondamentali per ogni materia specifica e delle più importanti collezioni editoriali, di fondamentale importanza per le ricerche storiche e letterarie: Monumenta Germaniae Historica, la Patrologia del Migne, Les belles lettres, la Bibliotheca scriptorum graecorum et latinorum di G. B. Teubner, etc. inoltre, in una saletta è conservata la biblioteca personale del filosofo E. P. Lamanna, illustre materano e Magnifico Rettore dell’Università di Firenze dal 1953.

Fondo Periodici (1.200 testate). costituito da riviste letterarie, scientifiche, giuridiche nazionali ed estere, dalla raccolta della Lex, della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e dal Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata anche su CD-Rom, e dai più diffusi quotidiani nazionali e locali.

Fondi antichi (30.000 Volumi). In una sala molto ampia, divisa da arcate si trovano: le pergamene, provenienti dai Conventi soppressi del territorio materano. I l documento più antico risale al 1370, si tratta di un atto di donazione tramite procura, rogato a Barletta ed elenca con grande precisione tutti i beni che il nobile Andrea Roncella di Napoli, residente a Barletta, dona alfratello Luca, abate.

Manoscritti e incunaboli: circa 100 manoscritti e 60 incunaboli che provengono dai diversi Fondi ex conventuali o da donazioni. Tra i manoscritti meritano particolare menzione Il liber votorum seu capitularium conclusionum parocchialis Ecclesiae Sancti Ioannis Baptistae Matherae, una fonte molto importante per la storia della Chiesa di San Giovanni Battista e Il Protocollo del notaio Pietro Basile. Alcuni degli incunaboli più interessanti provengono dalla donazione Gattini, il più raro è senza dubbio il Monte dell’orazione, di Giovanni da Firenze, stampato a Venezia nel 1495 ; L’Ars moriendi, stampato sempre a Venezia nel 1490, con delle stupende incisioni; e l’edizione del 1476 dell’opera di Plinio Historia naturalis. Fondo del Cinquecento, (circa 1000), sono in parte estrapolate dai Fondi dei Conventi soppressi, le altre fanno parte della donazione della famiglia Del Salvatore. Fondo dei Conventi soppressi ossia libri provenienti dai conventi di Pomarico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda e Matera. Oltre 6500 volumi a carattere religioso e filosofico dei sec.. 17. e 18. Ente D’Errico ( oltre 4500 volumi) ossia il controverso Fondo della nobile famiglia D’Errico di Palazzo San Gervasio. Nel 1897, alla morte di Camillo D’Errico, insigne umanista e studioso, la biblioteca e la pinacoteca furono devolute al comune di Palazzo San Gervasio, e nel 1914, con Regio decreto fu istituito un Ente morale per la gestione delle due raccolte. Successivamente, essendo Matera divenuta capoluogo di provincia nel 1927, ed essendo Palazzo San Gervasio uno dei comuni della stessa provincia, fu emanata la legge ( 13 Luglio 1939 N. 1082) che affidava alla Biblioteca di Matera il patrimonio librario della famiglia D’Errico. Il Fondo Gattini ( 4500 volumi). Comprende la ricca e antica biblioteca della famiglia Gattini, donata dagli eredi Nicola e Nicoletta Gattini nel 1992, in occasione della vendita del palazzo di famiglia sito in piazza della cattedrale. In quell’occasione i libri, furono donati alla biblioteca e i documenti affidati all’Archivio di Stato. Questa donazione comprende manoscritti, incunaboli, cinquecentine e testi che spaziano appunto tra la fine del ‘400 e i primi anni del ‘900. Purtroppo mancano tutte le opere di interesse locale perché furono prestate da Giuseppe Gattini a Domenico Ridola e sono rimaste in dotazione alla Biblioteca del museo Nazionale D. Ridola, di Matera. Il manoscritto più significativo, rilegato in tre volumi, raccoglie il Cartulario dell’abbazia di S. Giovanni in Fiore in Calabria, redatto dal canonico Venusio il quale ha tramandato, in preziose trascrizioni, i più importanti documenti del monastero florense, tra cui si trovano anche alcuni atti di Federico II.
Oltre 60 Incunaboli sono provenienti dall’abbazia di Montescaglioso, perché recano sul frontespizio la nota manoscritta: Est monasterii Sancti Angeli de Montis Caveosi. Della biblioteca dell’Abbazia di Montescaglioso si ha notizia fin dal 1650, si sa anche che Archivio e biblioteca furono trasferiti a Lecce nel 1784, quando i monaci abbandonarono il monastero di Montescaglioso. I volumi trovati nel Fondo Gattini furono portati nella biblioteca di famiglia da Giambattista Gattini, monaco benedettino e ultimo archivista e bibliotecario della comunità caveosana. Tra le opere più importanti ricordiamo delle preziose edizioni della Regula di San Benedetto, il Liber divinae doctrinae di Santa Caterina da Siena, le Historiae di Paolo Orosio. I Fondi Santoro e Passarelli sono costituiti da opere, alcune molto antiche, che spaziano dalla religione al diritto, dalla letteratura alla medicina. I fondi Ridola e Guerricchio possono insieme costituire un importantissimo contributo alla storia della medicina Italiana e straniera dal 1700 fino ai nostri giorni. Infatti sia il Ridola che il Guerricchio furono dei valenti medici materani di grande levatura intellettuale, umana e scientifica, e, a proposito del Ridola, come è certamente noto, anche grande archeologo e fondatore dell’omonimo Museo Nazionale di Matera. Nella stessa sala si trovano la Sezione Lucana e i Periodici Lucani.

Si segnala la donazione Fodale costituita prevalentemente da classici latini e greci, molto richiesti dagli utenti, e da opere storiche. Il prof. Antonino Fodale è stato a lungo preside del Liceo classico di Matera.

Fondo Caropreso. Nativo di Matera, Vincenzo Caropreso, intellettuale eclettico, fu amico di Camille Flamarion astronomo francese noto sopratutto come volgarizzatore di conoscenze astronomiche. Questa raccolta, donazione dei coniugi Michele De Ruggeri e Lucrezia Schiavone, è ricca di volumi di geologia, geografia ed astronomia, essendo il Caropreso stesso un famoso astronomo, e da testi di esoterismo e parapsicologia del secolo 19°.

La Biblioteca possiede la raccolta completa delle più interessanti riviste di storia meridionale: L’archivio storico per la Calabria, la Lucania, L’archivio storico per le province napoletane, e Basilicata.

* Fonte Sito web ufficiale- Il patrimonio della Biblioteca di Matera è per la quasi totalità consultabile in Internet e attraverso le schede cartacee dei cataloghi per autori, per soggetto e per materie (Classificazione decimale Dewey). La biblioteca Provinciale di Matera, ha oltre 13.000 iscritti e fa parte del polo SBN della Basilicata.

 

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