Riceviamo e pubblichiamo la cronaca di una giornata importante per la valorizzazione della Basilicata cinematografica raccolta da Anna Maria Gallo responsabile regionale A.D. Turismo Culturale
La narrazione cinematografica al servizio del turismo culturale
Nella Sala Angioina del Castello di Melfi, ieri pomeriggio, si è tenuta la conferenza stampa di fine riprese di due importanti progetti cinematografici dedicati a Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”, interpretato da Riccardo Scamarcio: un sovrano visionario, capace di attraversare il Medioevo con un pensiero sorprendentemente moderno.
La realizzazione di opere cinematografiche dedicate alla figura di Federico II di Svevia contribuisce in maniera significativa alla promozione del patrimonio storico, paesaggistico e identitario della Basilicata, trasformando i luoghi del racconto in destinazioni di interesse culturale e turistico.
La presidente della Lucania Film Commission, Margherita Romaniello, ha rivendicato con profondo orgoglio il contributo dato alla realizzazione di un progetto di alto profilo culturale, concepito per restituire centralità e valore all’inestimabile patrimonio storico della Basilicata, anche attraverso il progetto “Fantastico Medioevo”.
Nel prosieguo del suo intervento ha ripercorso le fasi della lavorazione, delle scene girate tra Puglia e Basilicata sotto la direzione di Francesco Lopez, regista, produttore e autore dei due lavori, che riportano i riflettori su Melfi, prima capitale del periodo normanno e luogo simbolo dove le Costituzioni di Melfi hanno cambiato la storia dell’Occidente.
I due progetti comprendono un docufilm “Meraviglia del Mondo”, con Scamarcio nel ruolo dell’imperatore svevo, prodotto da Oz Film e Lebowski con Rai Cinema.
e un cortometraggio “Sulle tracce di Federico II – L’imperatore normanno-svevo nella sua Basilicata”. Il primo unisce finzione e documentario ed è stato girato tra Puglia, Sicilia, Marche e l’area del Vulture, in Basilicata, e l’altro
interamente realizzato tra il Castello di Melfi, il Castello di Lagopesole, il territorio della provincia di Potenza e i Laghi di Monticchio, luoghi nei quali sono state approfondite testimonianze e tracce della presenza dell’imperatore.
Giuseppe Maglione, sindaco della città di Melfi ha sottolineato come la città sia stata per secoli un testimone silenzioso della storia e come oggi, finalmente, si accendano i riflettori su questo patrimonio straordinario. Ha inoltre ribadito la convinzione che il cinema rappresenti una vera industria culturale, capace di creare ricchezza tangibile e intangibile, orgoglio territoriale e nuova consapevolezza collettiva.
“Non si può amare ciò che non si conosce”, ha affermato, ricordando come la storia debba essere vissuta come un patrimonio vivo e dinamico.
Francesco Lopez ha quindi evocato la profonda emozione vissuta durante le riprese delle scene dedicate alle Costituzioni di Melfi, realizzate negli stessi luoghi in cui furono promulgate, sottolineando come, tra quelle mura, apparisse ancora tangibile la presenza di Federico II di Svevia, definito “l’ultimo grande imperatore”. Il regista ha inoltre rimarcato il privilegio e l’alto valore simbolico del trovarsi nella storica Sala del Trono.

Riccardo Scamarcio, ha descritto queste terre come luoghi attraversati da un’energia speciale, capace di lasciare un segno nell’anima.
“Questa è la terra dove, già nel 1200, qualcuno aveva promulgato leggi che abbattevano il concetto di élite introducendo parità di diritti”- ha affermato l’attore- “La preparazione del mio personaggio, è partita non solo da uno studio storico ma anche umano, attraverso una lettura personale e soggettiva della figura dell’imperatore”.
Un pensiero finale è stato dedicato proprio all’attualità del messaggio di Federico II: l’imperatore aveva compreso quanto l’integrazione culturale fosse fondamentale per evitare le guerre, un insegnamento che oggi appare più prezioso che mai.
Scamarcio ha poi definito la Basilicata “terra cara e misteriosa, cuore segreto di una nuova visione politica”, descrivendola come una terra di forza, solitudine e vastità. Se il Medioevo è considerato un periodo buio, possiamo asserire che qui in Basilicata non lo era affatto.
Grande partecipazione anche da parte del pubblico presente, arrivato non solo da Melfi ma anche dai paesi limitrofi, per accogliere gli ospiti e manifestare apprezzamento verso i progetti cinematografici. Un clima di affetto, riconoscenza e partecipazione che ha testimoniato quanto il territorio senta propria la figura di Federico II e quanto desideri essere protagonista di una nuova stagione culturale e cinematografica.

Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell’Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.