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Cifarelli: Matera e l’Università. I privati fanno i privati… Ma la Regione chiarisca

Che a Matera siano arrivate anche realtà private per gestire, a pagamento naturalmente, la filiera dell’istruzione universitaria nulla da ridire. C’è il mercato libero, con una offerta variegata, e ognuno fa le scelte che gli pare. Ma non va dimenticata, come sta accadendo per il Servizio Sanitario pubblico, la Scuola pubblica dagli asili, alle elementari alle medie e all’Università. E la piega che sta prendendo il Belpaese con gli orientamenti di governo desta non poche perplessità. A ricordarlo è il consigliere regionale Roberto Cifarelli, che chiede al presidente della giunta Vito Bardi di fare chiarezza sul ruolo e sulle risorse per Matera nell’Università di Basilicata. Se, e citiamo a titolo di esempio, la facoltà di Medicina e chirurgia a numero chiuso con sede a Potenza -la cui istituzione giudichiamo inopportuna, per la presenza a Bari e Napoli senz’altro con una lunga esperienza e organizzazione con la filiera dei policlinici e di strutture di ricerca- quel corso di laurea può contare per un dodicennnio su 60 milioni di euro: cinque all’anno. Per il resto sono briciole o quasi. Se si vuole investire nella istruzione superiore e allora occorre farlo sulle specificità, ampliando quelle di qualità. Per Matera? Si va avanti con quello che si ha, colmando quelle lacune che continuano a favorire la emigrazione dei nostri giovani verso altri atenei in Italia e all’estero. Se le immatricolazioni calano, aldilà del calo demografico, ci saranno pure delle cause da analizzare. Studiare e far studiare i figli negli atenei ha un costo rilevante per le famiglie. Chi può si rivolga pure a quelle private, pagando rette a sette zeri,e con risutati e gestioni diverse (alcune discutibili per le inchieste avviate dalla Magistratura) come potrete verificare consultando il web o rivedendo servizi del giornalismo impegnato. E gli altri? Beh. Attendiamo risposte, a cominciare dal ruolo dell’Università pubblica a Matera, che l’anno prossimo dovrebbe avere a disposizione il Campus. Un cantiere ”sofferto” che pare giunto a conclusione.

COMUNICATO STAMPA
Link University a Matera, Cifarelli: “Bene nuovi studenti e nuovi corsi. Ma Bardi ci dica quale futuro immagina per l’Università pubblica a Matera”
“L’arrivo a Matera dell’Università Link con i corsi di Medicina e Chirurgia e Fisioterapia è un’opportunità per la città. Se arrivano nuovi studenti, docenti, competenze, ricerca e investimenti, Matera ha tutto da guadagnare. Non ho quindi alcun interesse ad alimentare una contrapposizione ideologica tra università pubblica e privata.
Ma proprio le parole utilizzate dal presidente Bardi per celebrare questa iniziativa pongono una questione che riguarda direttamente la politica universitaria della Regione Basilicata.
Bardi sostiene che l’arrivo di Link contribuirà ad attrarre studenti da fuori regione, a creare nuova domanda di abitazioni e servizi, a produrre economia e a contrastare lo spopolamento. Sono considerazioni che condivido pienamente. Tanto da averle sostenute, poche settimane fa, nella lettera aperta indirizzata al nuovo Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, professor Fabrizio Caccavale.

In quella occasione ho indicato nell’Unibas la principale infrastruttura culturale e strategica della nostra regione e ho posto esattamente il tema della sua capacità di attrarre giovani da altre regioni e dall’estero. Ho anche sottolineato le potenzialità ancora non pienamente sviluppate del campus di Matera e la necessità di costruire qui un polo universitario ad alta specializzazione, facendo leva sulla vocazione internazionale della città.
Oggi, dunque, non cambio idea perché arriva un’università privata. Al contrario. La scelta di Link conferma che Matera possiede una capacità di attrazione universitaria sulla quale vale la pena investire.
Ed è proprio per questo che rivolgo una domanda alla Regione: qual è il progetto per l’Università pubblica a Matera?
A fine 2025, nella mia veste di Presidente della Commissione Bilancio, ho sostenuto convintamente il nuovo accordo dodecennale tra Regione Basilicata e Unibas. La Regione si è impegnata a trasferire all’Ateneo 14 milioni di euro ogni anno per dodici anni, quattro milioni annui dei quali destinati al sostegno di Medicina. Sono 168 milioni di euro complessivi, 48 milioni per Medicina.

È una scelta che continuo a considerare giusta. L’Università pubblica va sostenuta e rafforzata.
Ma quelle risorse devono servire a costruire sempre di più una vera Università della Basilicata.
E qui emerge una contraddizione sulla quale credo sia necessario discutere senza trasformarla nell’ennesima disputa tra Potenza e Matera. Le risorse con le quali la Regione sostiene l’Unibas, comprese quelle derivanti dal petrolio lucano, appartengono all’intera Basilicata. Con quelle risorse sosteniamo giustamente Medicina pubblica a Potenza. A Matera, intanto, è un’università privata ad aver colto l’opportunità di ampliare l’offerta formativa nel settore medico e sanitario. Una scelta positiva, che rende ancora più urgente definire una strategia altrettanto ambiziosa per il polo pubblico dell’Unibas.
Non significa che avremmo dovuto duplicare Medicina dell’Unibas a Matera. Sarebbe una conclusione semplicistica e non è ciò che sostengo.

Significa però che dobbiamo domandarci se, a fronte di un investimento regionale di queste dimensioni, abbiamo costruito un progetto altrettanto ambizioso per il polo pubblico universitario materano.
La questione diventa ancora più interessante perché la formazione degli studenti Link utilizzerà, attraverso l’accordo con l’ASM, strutture e professionalità della sanità pubblica materana. Anche questo può rappresentare un valore aggiunto, purché l’accordo sia inserito in una strategia trasparente, tuteli pienamente le esigenze del servizio sanitario pubblico e si sviluppi in un quadro di complementarità con l’Unibas.

Non sono quindi interessato a dire “no” alla Link. Dico sì a tutto ciò che porta a Matera giovani, conoscenza, ricerca e opportunità.
Ma proprio per questo non possiamo accontentarci.
Qualche settimana fa ho chiesto al nuovo Rettore di lavorare insieme affinché l’Unibas non fosse semplicemente un presidio da difendere, ma il luogo dal quale ricominciare a costruire il futuro della Basilicata. Oggi rivolgo la stessa domanda al presidente Bardi.
Se davvero crediamo, come sostiene oggi la Giunta, che l’università sia uno strumento di attrazione, sviluppo e contrasto allo spopolamento, allora dobbiamo avere il coraggio di costruire una strategia pubblica conseguente.
Matera non chiede una copia di ciò che esiste a Potenza e non chiede di sottrarre qualcosa a Potenza. Chiede che l’Università della Basilicata sia davvero l’Università di tutta la Basilicata.
E che le ingenti risorse pubbliche che abbiamo scelto di investirvi servano a costruire, con vocazioni diverse e complementari, il futuro di entrambi i suoi poli.”
Matera, 12 settembre 2026
Roberto Cifarelli
Consigliere regionale della Basilicata
Presidente della Seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio e Programmazione

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