Pino Mango ”cuore” Mediterraneo, sui passi del sirtaki e delle sonorità di petto intonate dal suo ”mezzo falsetto”. Ora che Pino non c’è più è un piacevole garrire di rondini sotto il tetto di chi ama e continuerà ad amare la sua musica di qualità, che brillerà di ”oro” puro sulle note del suo ultimo concerto a Policoro, per contribuire a una delle tante iniziative di beneficenza per il quale si è sempre impegnato.

E’ il destino di tutti i creativi della canzone d’autore, che hanno tirato la carretta per affermarsi, esprimendo potenzialità, percorsi e intuizioni apprezzate legate a una capacità di sentire tirata fuori dal forziere delle sensibilità di una terra – la Basilicata – unica, dalla bellezza intaccata e dalle potenzialità sacrificate, ma spesso avara con i suoi figli costretti a migrare in cerca di fortuna.

Mango si è fatto le ossa tra studi di registrazione, scrivendo per altri ( da Patty Pravo a Bonocore a Loredana Bertè) o lavorando con compositori come Pasquale Panella e Mogol.

Veniva fuori quando sentiva di farlo senza l’assillo degli impegni contrattuali, quando aveva qualcosa da dire, viaggiando o vivendo con la famiglia nella sua Lagonegro, fiero di ripetere che le sue radici venivano ed erano lì.

Un senso di appartenenza sentito, non di convenienza, tanto di vederlo impegnato in tante situazioni e problemi della Basilicata sul piano sociale o ambientale. Ne ricordiamo l’impegno nel 2003 contro il deposito di scorie nucleari nel Metapontino e la sua disponibilità a essere presente in tante altre occasioni.

Lo ricorderemo anche per questo con la coerenza che ne ha contraddistinto le scelte e i percorsi musicali,lungo una ricerca che lo ha portato un po’ ovunque dagli Stati Uniti all’Irlanda al Sud America, fino al suo Mediterraneo.  Lui la Basilicata, al di là dei ricorrenti passaggi e auspici politici, l’aveva posta al centro del mare nostrum da sempre.

Parole, paesaggi, arrangiamenti, filmati e tour da ricordare. Era stato a Matera nel settembre scorso, in occasione del Matera è fiera. Lo spettacolo era cominciato un po’ in ritardo sull’orario previsto, a causa di una incomprensione, pubblico un po’ spazientito …ma scioltosi poi in un uragano di applausi per una voce che sapeva toccare con successi come “Dove vai ?”, ” Bella d’estate” e altre, il cuore della gente.

E da parte sua un inchino sincero per ringraziare quanti avevano volato con lui al centro del Mediterraneo. L’ultimo saluto, l’ultimo saluto per scusarsi dal malore sul palco dell’ultimo concerto, nella sua Basilicata, e un giorno dopo aver compiuto 60 anni.

Ciao Pino.

manifesto ultimo concerto Mango