Ca Maronn v’accumpagn… Che la Madonna vi accompagni, vi protegga!” e chissà che la Madonna di Viggiano, Protettrice di una regione devota ma dal presente tribolato e dal futuro con tanti punti interrogativi, non faccia il miracolo di  trasformare povertà, speranze e ricchezze come acqua, petrolio e gas in una risorsa spendibile per il futuro della Basilicata, sopratutto se Papa Francesco dovesse fissare una data per una auspicata visita.

La materia non è finita ancora nei borsini dei ”bookmakers” in digitale ma si cominciano ad azzardare possibili date, da valutare in relazione alla fitta rete di appuntamenti del dinamico Pontefice,   ”francescano” di nome e di fatto.

Potrebbe accadere nella domenica della prima settimana di maggio, mese mariano, che coincide con la discesa dal Sacro Monte a valle, in paese, o nello stesso periodo di settembre per il ritorno al Santuario. La fiamma del ”facciamo  voti” e della val d’Agri, alimentata da quella artificiale del centro oli dell’area, sembrano non aver dubbi.

E poi per una visita a tappe in altre zone della regione ci sarebbe poco tempo e i problemi sono tanti: lavoro, povertà, sanità, ricerca, università, ma anche cultura come Matera capitale europea della cultura 2019 con il ricco millenario  patrimonio della civiltà rupestre  o la festa del 2 Luglio nata con la Visitazione.

La data di maggio per la visita ufficiale nella Città dei Sassi coinciderebbe con il pieno clima elettorale, mentre luglio sarebbe lontano. Maggio andrebbe bene per una tappa a Potenza in occasione della festa per il Patrono San Gerardo o per una tappa a Sant’Arcangelo o a Scanzano jonico ”città della pace” o in altri centri della regione.

Ma sono solo ipotesi e mettere tutti d’accordo non è semplice. E allora occorrerà attendere gli esiti del primo passo compiuto dal presidente della giunta regionale Marcello Pittella, che ha incontrato a Potenza il collaboratore del Pontefice cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, e  ha inviato al Santo Padre  anche una  lettera  da ”laico inquieto”  -come si è definito-  o da ”diacono devoto” secondo  altri, con la richiesta di aiuto a ”essere in sintonia con i Suoi insegnamenti. A essere cristiani veri. E quindi misericordiosi”.

La strada è stata avviata e i vescovi lucani si adopereranno per favorire  il percorso che dovrebbe riportare un Papa in Basilicata, dopo la visita di Giovanni Paolo II del 27 e 28 aprile 1991, che venne posticipata a causa del maltempo.  L’invito a riunirsi in preghiera, con veglie e lumi per riaccendere fede e speranza, ormai corre di bocca in bocca, di chiesa in santuario in edicola votiva  e  nelle tante anime della Basilicata  che toccano gli itinerari del turismo religioso.

Ma c’è chi guarda alle condizioni giuste della visita del Pontefice, da legare al percorso di redenzione,di riscatto, pentimento, ai richiami alla moralità della politica e nella società,alla  legalità e alla giustizia, agli inviti ricorrenti a  mettere da parte protagonismi e ipocrisie e  a fare penitenza…per il bene della comunità lucana, depauperata sempre più dalla risorsa più importante per i il suo futuro: i giovani.

Un invito a battere forte il petto, a confessar peccati e a invocar perdoni e indulgenze, come è costellata la storia devozionale della piccola Basilicata. E allora un ”Ego te absolvo” con relativa benedizione toccherà il cuore della popolazione per una auspicata stagione di prosperità.