Bravo sindaco! Chi la dura la vince. E tra lungaggini burocratiche ( palla al piede del BelPaese), imprevisti della Provvidenza…ci sono voluti due mandati consiliari o quasi per l’avvio del cantiere di un terminal bus c allo scalo ferroviario di Garaguso- Grassano-Tricarico. E non si tratta di un risultato di poco conto non solo per i comuni del comprensorio, per l’interscambio di vettori su gomma e ferro, ma per quello che rappresenta per la fondovalle Basentana, priva come è di infrastrutture intermodali di questo tipo. Pensate a uno scalo che può diventare punto di riferimento per compagnie di viaggio, che attraversano la Basilicata dirette ad altre regioni, e ai servizi che si possono attivare. Dalla manutenzione dei mezzi ai collegamenti turistici per le province di Matera e Potenza. Ad oggi se da Matera si vogliono raggiungere i centri della montagna materana ci sono poche corse e nulla verso le Piccole Dolomite Lucane. L’attivazione del terminal può contribuire a risolvere questo problema, ma lavorando insieme per risolvere problemi comuni in tema di servizi e di economia dei territori. Al sindaco Auletta il compito di continuare a fare da apripista con i colleghi del comprensorio.

AGLI ORGANI
DI STAMPA

COMUNICATO STAMPA
03/2021 DEL 21 luglio

Dopo un lungo e difficile percorso burocratico, finalmente, potrà vedere la luce la stazione Terminal Bus allo scalo di Garaguso-Grassano-Tricarico. Nello specifico si tratta della realizzazione di un’area d’interscambio gomma/gomma e gomma/ferro adiacente alla stazione ferroviaria di Garaguso scalo, mediante realizzazione di un piazzale completo di marciapiedi , muro di separazione dal sedime ferroviario, illuminazione e lavori vari di completamento. I lavori già appaltati dalla Provincia di Matera sono stati aggiudicati dalla ditta Tarantino di Rotondella. “Gli interventi di realizzazione del nodo d’ interscambio “ ha spiegato il sindaco di Garaguso Francesco Auletta “ forniranno molteplici benefici per la zona del Borgo Scalo, in quanto offrirà maggiori servizi a coloro che usufruiscono dei trasporti pubblici. Verrà riqualificata un’area particolarmente degradata rendendola utilizzabile e attrezzandola in base alle esigenze di un’utenza diversificata , garantendo così una migliore fruibilità dei luoghi. Oggi possiamo dire di aver chiuso positivamente un percorso lungo e difficile. Dapprima il terminal bus era stato concepito nella zona P.I.P. e, a mio avviso, si sarebbero create non poche difficoltà logistiche e penalizzanti per i viaggiatori che dovevano usufruire di una ulteriore navetta per raggiungere i binari. Poi si è dovuto attendere, prima di concedere il permesso a costruire, l’autorizzazione del Ministero della Cultura Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata Potenza e il parere di ammissibilità tecnica di RFI. Un passaggio fondamentale, ultimo per noi, è stato quello di portare in seno al Consiglio Comunale il cambio di destinazione d’uso del suolo , oggetto del nuovo terminal bus, andando in deroga agli strumenti urbanistici comunali. Deroga oltre che della specificazione di indici e parametri edilizi per la realizzazione di attrezzature destinate a standard urbanistici, non solo per l’attestazione dell’interesse pubblico, quanto anche per la valutazione della sostenibilità delle trasformazioni in deroga rispetto alla fase di pianificazione urbanistica in corso al fine di un ordinato e corretto sviluppo del comune.

Lo scalo dunque diventa sempre più centrale e al servizio di un vasto territorio dei paesi della collina materana. Il rafforzamento delle infrastrutture primarie e dei servizi alla collettività, in un contesto territoriale già interessato da funzioni urbane ed, in particolare, residenziali, ci apre la strada a quell’idea di unione dei comuni da condividere per dare maggiori servizi e qualitativamente sempre migliori ai cittadini. Ora più che mai bisogna continuare con un’azione di sinergia per il rilancio e il decoro dello scalo, per questo auspico un intervento urgente della Provincia di Matera per la rimozione della pompa di benzina dismessa che oltre a rappresentare un pericolo di ingombro per la circolazione stradale , è dannosa all’ambiente per la pericolosità delle cisterne ormai abbandonate alle intemperie da circa dieci anni.