La ricordate la foto e il titolo del servizio, https://giornalemio.it/cronaca/che-diamine-un-po-damore-per-il-monumento-ai-caduti/Memoria , l’ultimo in ordine di tempo, con il quale segnalavamo il degrado del Monumento ai Caduti, attiguo al Palazzo del Governo? Era 18 novembre 2018 e da allora non è cambiato nulla . Anzi ora c’è il 25 aprile dell’anno di grazia da capitale europea della Cultura. Il 27 aprile arriva la fanfara orobica degli Alpini e il raduno nazionale dal 13 al 19 maggio dei Besaglieri. Senza dimenticare le puntuale osservazioni di reduci e di turisti, postate anche sul web purtroppo, che segnalano sconcio, degrado e dimenticanza. Ma anche paradossi, visto che in mancanza di meglio si è proceduto a riparare sul fronte della piazza una basola di marmo, danneggiata durante il Capodanno Rai, con una targa del III circolo didattico. Passi…

Ma per il monumento non possiamo tacere, perchè ricordano i martiri della Grande Guerra che diedero un esempio di altruismo e di eroismo al Paese di allora e allo Stra…Paese di oggi. Matera, come conferma l’eventificio 2019, ha messo da parte buona parte parte della sua memoria. E quanto scritto nello scorso autunno lo conferma. Non cambiamo una virgola… ” A Matera, e lo diciamo fuori del solco dei fuochi fatui e pirotecnici dell’anno europeo della cultura, rischia di scomparire per la smemoratezza e scarsa cultura di quanti dovrebbero tutelarla e valorizzarla perchè fa parte della storia della città. E’ il caso del Monumento ai Caduti della Prima guerra Mondiale , opera dell’artista siciliano Benedetto d’Amore, che campeggia su un versante di piazza Vitto Veneto. Il degrado avanza nonostante periodicamente dal 25 aprile al 21 settembre al 2 giugno al 4 novembre si susseguono, con una ritualità consolidata, le deposizioni di corone di allora. Il monumento mostra l’ossidazione delle parti in bronzo con le trasudazioni finite sul marmo che, qua e là mostra i segni del tempo e dell’incuria oltre che di qualche atto vandalico. E che dire dei nomi di tanti valorosi, ormai poco leggibili,e che sarebbe opportuno ritoccare con inchiostro scuro o con altra tecnica di evidenziazione. Per reduci e cittadini che difendono la memoria della città è un ” Supplizio” di Tantalo, e non solo, per i tanti nomi riprodotti sulle piastre marmoree. ” Matera ai suoi figli gloriosamente morti nella guerra MCMXV-MCMXVIII—XX Settembre MCMXXV” riporta la iscrizione sotto il basamento delle colonne. I figli, gli amministratori e i rappresentanti istituzionali di oggi, invece, pare l’abbiamo dimenticato salvo a presenziare a cerimonie o a mostra sulla grande Guerra. La memoria si difende e si trasmette ai giovani tutelando i segni del passato, anzicchè trastullarsi sulle inconcludenti diatribe (per ora accantonate)su delocalizzazioni o sull’arrivo in piazza della goccia di Azuma. Matera ai suoi figli…”. E poi ci ripetono la solita stantia e celebrativa frase della ” Vergogna ” dei Sassi. Altri oggi dovrebbero vergognarsi per una memoria tradita e quella del Monumento ai Caduti,purtroppo, non è la sola.