Gli uomini della Provvidenza hanno un mandato spesso limitato e alla fine la bacchetta magica non ce l’hanno per risolvere problemi ed emergenze, se non si hanno strumenti o volontà per farlo. E il caso dei vaccini ne è una conferma. Dovremmo produrre in proprio come sta facendo la Francia per Pfizer, che gestirà in proprio 25 milioni di dosi, grazie a un accordo con la casa farmaceutica, superando le pastoie dell’Unione europea. Ma i transalpini hanno uno Stato che ha sempre sostenuto i marchi nazionali investendo in ricerca e facendo acquisti all’estero. In Italia si svende di tutto e restiamo al palo, tranne i lobbysti che fanno affari con tutti. Mario Draghi, giunto al Governo, con l’azione continua di quel ‘’cavallo di Troia’’ dei disequilibri parlamentari ed extraparlamentari che è Matteo Renzi, è alla guida di una coalizione da ‘’tutti insieme incompatibilmente e con appetiti manifesti sulla ripartizione dei fondi europei. E quanto alla produzione di vaccini italiani, lo abbiamo scritto in altri servizi, citando il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, se ne riparlerà nel 2022. Quanto allo Sputnik V ,in attesa di validazione europea, la produzione con l’ azienda lombarda Adienne dovrebbe partire a fine anno . Nel frattempo ci arrangiamo con gli annunci e le brusche retromarce di Draghi, Speranza e Figliuolo alle prese con i bruschi rallentamenti per approfondimenti di AstraZeneca, Pfizer, Johnson& Johnson e via elencando. Con la Cina che ha detto chiaro e tondo che il suo vaccino è efficace al 50 percento… Attendiamoci un mix con produzioni, brevetti e licenze da dove vi pare. Tutto chiaro? Siamo alla ripartizione delle quote internazionali di produzione e a un business con varianti per i prossimi lustri. Il nostro Antonio Serravezza, nella versione ‘’The Mask’’, chiede miracoli e cambi di passo per sostenere la ripresa degli imprenditori citando proprio ‘’SuperMario’’ esponente di quel ‘gotha’ della politica finanziaria internazionale ( da Bruxelles a Davos per intenderci) che avrebbe dovuto portare il BelPaese sulla strada della ripresa. La canzone dei Ricchi e Poveri ‘’ che confusione’’ ci sta tutta. Ma occorre avere Speranza ( è ancora lì il nostro Ministro della Salute, nonostante voci e spinte a promuoverlo per un incarico all’estero) , fede e carità perché arrivi a maggio la stagione dei vaccini a sufficienza. Nel frattempo ascoltiamo pure tutti i successi dei Ricchi e Poveri: ‘’ Che sarà, che sarààà….’’

Le parole della canzone dei “Ricchi e Poveri” mi rimbalza nel cervello ogni giorno di più ….che confusione sarà perché…,io aggiungo,…perché siamo italiani?….è primavera…cadono i vaccini …ma dimmi dove siamo? Siamo nella nostra Italia. Sono stufo di sentire annunci di arrivi e di cancellazioni di milioni di vaccini ma possibile che l’Italia, patria dell’innovazione sia sotto schiaffo dall’Europa e dalle case produttrici straniere? Abbiamo tante eccellenze che possono produrre il vaccino nazionale e allora cosa aspettiamo? Il Governo aiuti le aziende italiane attrezzate o che possono produrre, dopo alcuni aggiornamenti ai loro impianti, a sviluppare la produzione di una vaccino “Made in Italy”. Certo che c’è tanta confusione e pensando che la nostra nazione che eccelle per le esportazioni in tutto il mondo sia sotto schiaffo, non ci sto. Si sta giocando con la vita di migliaia di persone che muoiono ogni mese. Purtroppo c’è sempre di mezzo la burocrazia.

Un’azienda farmaceutica della Puglia sarebbe in grado di entrare in produzione per un vaccino tutto italiano in otto mesi ma a causa della burocrazia i tempi si allungheranno a dodici. Sono certo che anche in questo caso ci sono di mezzo le lobby del mondo chimico farmaceutico ma il nostro primo ministro Draghi non è arrivato gridando che avrebbe tagliato tutti i rami secchi e che avrebbe accelerato ogni intervento per sconfiggere la pandemia? Nel frattempo il generale Figliuolo spinge tutti gli hub sorti in tutta Italia perché aumentino le dosi di vaccino giornaliere ed arrivare entro fine aprile al traguardo di cinquecentomila per poi giungere, entro settembre, a coprire almeno il sessanta percento della popolazione italiana. La prossima settimana e precisamente venerdì 23 aprile il generale lucano sarà in Basilicata nel suo giro tra le regioni italiane. Speriamo che per il prossimo fine settimana la nostra regione possa rientrare tra quelle gialle per poter dare respiro alle attività commerciali che oltre ad essere in attesa di ristori attendono il momento più bello e interessante per la loro sopravvivenza: il lavoro.