…Antonio Serravezza, che vive in periodi diversi nelle due città del cuore, Matera e Cesenatico. Due realtà diverse che viaggiano a velocità diverse. Merito, nella città del ‘pirata’ Marco Pantani, della cultura d’impresa che fa la differenza con una economia dinamica, con imprenditori che fanno rete e con amministrazioni locali preparate, lungimiranti e organizzate. A Matera la realtà viaggia da sé, come il ” Carrozzone di Renato Zero. E allora un suggerimento per Matera; Lanciare un bando di idee vero, aperto a tutti, per utilizzare gli spazi inutilizzati e creare un calendario invernale di congressi, fiere tematiche, festival diffusi, eventi sportivi lenti.Ma per farlo- osserva il prosindaco Serravezza- ci vuole una cosa che non si compra: il coraggio di dialogare con i cittadini. Di ascoltare chi la città la vive davvero, non solo d’estate” Ascolto? Riavremo i soliti tavoli con gli stessi addetti ai lavori e gli stessi risultati. Ci vorrebbe un ”passista” come Pantani per un cambio di passo… Ma a Matera siamo alle polemiche sul bike sharing. I turisti, come abbiamo scritto ieri, comunque nella Città dei Sassi arrivano https://giornalemio.it/cronaca/lestate-non-sta-finendo-e-i-turisti-passanocomunque-da-matera/

LE PROPOSTE DI SERRAVEZZA
Vivo tra Matera e Cesenatico: due città bellissime, stesso problema. Ma una ci prova.
Destagionalizzazione, la grande sfida. Da una parte il mare, dall’altra i Sassi. Due presepi a dicembre e poi il vuoto. Cesenatico chiama i cittadini, Matera cosa fa?
Vivo da anni con un piede a Matera e un piede a Cesenatico. Due città diverse, lontanissime, ma con lo stesso cuore: vivono di turismo.
E con lo stesso identico problema: la destagionalizzazione.
Ambedue hanno inventato una magia a dicembre. Cesenatico con il suo Presepe unico al mondo sulle antiche barche del Porto Canale Leonardesco. Matera con il Presepe Vivente più suggestivo d’Italia nei Sassi. Due eventi straordinari che portano migliaia di persone.
Poi c’è una breve parentesi a Pasqua. E poi tutto si concentra tra giugno e settembre. Per il resto, serrande abbassate, ristoranti chiusi, giovani che vanno via.
Come si esce da questo circolo vizioso?
Ho guardato cosa sta facendo Cesenatico, la mia seconda città. L’amministrazione ha fatto una scelta che ho trovato intelligente e coraggiosa.
Primo: ha puntato sul turismo sportivo, portando in città gare nazionali e internazionali di varie discipline, anche nei mesi morti. Non risolve tutto, ma porta movimento, alberghi pieni per un weekend di novembre, bar aperti.
Secondo, e più importante: ha lanciato un appello pubblico. Ha detto a cittadini, associazioni, imprenditori: “Abbiamo spazi pubblici inutilizzati, palazzetti, aree. Proponete idee per portare qui turismo congressuale, fieristico, eventi”. Ha aperto le porte. Ha chiesto aiuto.
È una mossa che coinvolge tutti. Che dice: da soli non ce la facciamo.

Ed è qui che mi chiedo: e Matera?
Matera è stata Capitale Europea della Cultura nel 2019. Un titolo che, come dico sempre, rimane per sempre. Ma un titolo non paga le bollette a febbraio.
Matera ha un potenziale enorme, molto più grande di Cesenatico per l’inverno. Ha i Sassi, che sono un set naturale 365 giorni l’anno. Ha la Murgia, perfetta per sport outdoor tutto l’inverno. Ha decine di spazi pubblici, ipogei, ex conventi, immobili storici vuoti e chiusi da anni.
Cosa manca? Manca proprio quella chiamata che ha fatto Cesenatico.
Matera dovrebbe prendere esempio. Lanciare un bando di idee vero, aperto a tutti, per utilizzare gli spazi inutilizzati e creare un calendario invernale di congressi, fiere tematiche, festival diffusi, eventi sportivi lenti.
Ma per farlo ci vuole una cosa che non si compra: il coraggio di dialogare con i cittadini. Di ascoltare chi la città la vive davvero, non solo d’estate.
La domanda che rivolgo all’amministrazione comunale di Matera è semplice: avete questo coraggio?
Perché Cesenatico ci sta provando. Matera non può permettersi di restare ferma ad aspettare giugno.


