lunedì, 6 Febbraio , 2023
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C’era un ragazzo che come me…

…suonava la chitarra negli anni Settanta e sognava un domani migliore, con le lotte dei ”compagni” della falce e del martello, cantando in coppia le canzoni dei cantautori del momento, alcuni contestati anche a Matera come Francesco De Gregori al cinema Quinto nel solco di quanto era accaduto in altre parti d’Italia, o cercando intimità con l’altra metà del cielo in una vecchia fiat 600 che faceva scintille dal pianale… Pasquale e Michele, in una foto d’epoca, ne hanno da raccontare e ricordare, e con un’altra ”r” -quella di rammarico -che i tempi del confronto, della discussione e dell’impegno sociale e politico hanno lasciato il posto a opportunismo, presenzialismo e una dimensione social dell’apparire e del non fare…se non gli affari propri. Alla faccia della coerenza. Poche , oggi, le voci e le occasioni di aggregazione.

Un accenno,inevitabile, alle Radio libere, come riporta le parole di una nota canzone di Eugenio Finardi: ” Ma libera veramente Mi piace anche di più Perché libera la mente”. Michele e Pasquale ricordano le radio libere impegnate dell’epoca: Progetto radio e radio Castelvecchio, divise nelle frequenze da 1 mhz ballerino, che ebbero fortune e programmazione diverse, rispetto alle emittenti commerciali. Quanti ricordi… ” Progetto Radio- ricorda Pasquale, noto cantautore materano. raccoglieva esponenti che facevano riferimento all’area extraparlamentare di Sinistra. Mentre radio Castelvecchio era di area vicino al PCI. Qui per un periodo condussi una trasmissione sui cantautori italiani. La sigla che scelsi era una canzone di Pierangelo Bertoli:”Eppure soffia”. Avevo conosciuto l’anno prima, era il 1976, a Sanremo il festival del club Tenco. Ho anche assistito davanti al teatro Ariston ad una protesta degli gruppo di Autonomia contro i prezzi alti e contro i cantautori già definiti borghesi”. Ma si continuava a imbracciare la chitarra con Michele, che non ha mai spesso di candidarsi e con diverse esperienze dopo il disfacimento del Pci e la deriva che ne è seguita dopo la corsa al centro e la cancellazione di simboli e identità, e a impegnarsi su temi come lavoro, pacifismo, diritti, partecipazione, solidarietà o a divertirsi con poco, visto che lire in tasca ne giravano poche oltre 40 anni fa.

Ci raccontano una storia, tra le tante, a dir poco esilarante. Comprarono ”a società” una vecchia Fiat 600 colore ”pisello” per 100.000 lire che doveva servire per spostarsi, anche per una ”alcova” improvvisata quando capitava l’avventura giusta. E allora le telecamere non c’erano ma solo cieli stellati e il belato delle pecore, per cui la riservatezza (lasciate perdere la privacy e altri anglicismi) era assicurata. Ma l’auto – ricorda Pasquale- era costata poco e tanto valeva, tant’è che dovemmo metterla in moto a spinta. E non era finita perchè faceva scintille, a causa di un pianale incatramato che aveva ceduto e toccava la strada. Le comiche…Ce ne disfacemmo. Ma fu una bella esperienza”’. C’erano ragazzi nella Matera degli anni Settanta e Ottanta, come Pasquale e Michele, che amavano non solo i Beatles e i Rolling Stones…ma anche i rioni Sassi, duri come loro. Anzi ”capatost” come le corde di quelle chitarre che sapevano ”accordare” e ”accordarsi” a modo di loro.

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