La fotografia ha il pregio di ”bloccare” in un fotogramma uno spaccato di attualità, di vita o di storia cittadina che apre al capitolo delle riflessioni, del dibattito e dei commenti che puntano il dito sul tema….” Ma allo skyline (termine in voga) o, come si dice in italiano alla quinta naturale del paesaggio, non ci ha pensato nessuno?” E lo conferma la foto in alto, girataci da amici, con la prospettiva che parte da un ombrellone e inquadra in primo piano la facciata della chiesa del Purgatorio, a Matera, edifici retrostanti e il profilo in cemento armato del parcheggio multipiano di via Rocco Scotellaro. Nella didascalia, efficace, è riportata un titolo azzeccato ” L’arte e la sua negazione di cemento”. Non sappiamo se il profilo del parcheggio multipiano sarà rivestivo in conci di tufo, per mascherare o schermare il grigiore del cemento o se sarà tinteggiato o rivestito da pannelli, ma è giusto pensarci e rifletterci. Non è la prima volta che ci occupiamo di ”paesaggi alterati” visto che la chiesa del Purgatorio è a piedi della collina del castello o ” De Monitgny”. Nei Sassi gli spuntoni di ascensori, torrini e via elencando ormai fanno parte del paesaggio, insieme alle parabole tv, ai cavi volanti di questo o quel servizio nonostante i quattrini investiti in miliardi di lire e milioni di euro per le urbanizzazioni. E la stessa cosa è accaduta e accade quando si tinteggia un immobile a ridosso dei Sassi con i colori pastello,che fanno degli antichi rioni di tufo una cartolina policroma di un centro di pescatori o la paragona a Portofino. Siamo in centro al Purgatorio e la recita di una ”prece” è doverosa per evitare aberrazioni cromatiche e architettoniche. Giriamo invito e segnalazione al sindaco e agli assessori che si occupano di urbanistica, arredo urbano, turismo e via elencando affinchè l’immagine di Matera non venga alterata da nuove prospettive architettoniche e cromatiche, che per nulla o poco hanno a che fare con la nostra storia. Per le ”anime” del Purgatorio, si diceva un tempo….