Ci sono sogni che si costruiscono con il cemento. Altri con la pietra. E poi ci sono quelli che si costruiscono con il coraggio.
A Castelsaraceno (PZ) il sogno ha preso la forma di un ponte. Non un ponte qualunque, ma quel nastro sospeso tra il cielo e le montagne che, passo dopo passo, regala a chi lo attraversa la sensazione di volare. È un’esperienza che va oltre il turismo: è la percezione concreta che anche un piccolo borgo possa sfidare l’altezza, superare i propri confini e guardare il mondo da una prospettiva diversa.
Oggi quel sogno compie un nuovo salto.
Il Ministero del Turismo ha infatti scelto Castelsaraceno tra i borghi italiani candidati al prestigioso programma Best Tourism Villages by UN Tourism 2026, l’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite che premia le comunità rurali capaci di trasformare il turismo in uno strumento di sviluppo sostenibile, tutela del patrimonio e crescita sociale.
È un riconoscimento che arriva da lontano, frutto di un percorso fatto di visione, investimenti e amore per il territorio. Perché Castelsaraceno non è soltanto il borgo del ponte tibetano più lungo del mondo. È un luogo che ha imparato a trasformare la propria identità in una forza, facendo della natura, delle tradizioni, dell’accoglienza e dell’innovazione gli elementi di una rinascita che oggi viene osservata anche oltre i confini nazionali.
Attraversare quel ponte significa vivere un’emozione difficile da raccontare. Sotto i piedi il vuoto, davanti agli occhi le montagne lucane che sembrano infinite, nel cuore quella leggera vertigine che assomiglia alla libertà. È come se ogni passo ricordasse che i sogni più belli richiedono sempre un pizzico di coraggio.
Ed è forse proprio questa la metafora più autentica della candidatura all’ONU.
Castelsaraceno ha scelto di non fermarsi mai. Ha deciso di attraversare il proprio futuro con la stessa determinazione di chi affronta quel ponte sospeso nel cielo: senza paura dell’altezza, con lo sguardo rivolto all’orizzonte.
La candidatura presentata dal Ministero valorizza un modello di sviluppo che mette al centro la comunità, la partecipazione dei giovani, la collaborazione tra istituzioni e imprese, la tutela del paesaggio e delle produzioni locali. Un turismo che non si limita ad attirare visitatori, ma diventa occasione per creare lavoro, contrastare lo spopolamento e restituire prospettive alle aree interne.
È la dimostrazione che i piccoli borghi possono diventare laboratori di futuro, dove sostenibilità e qualità della vita camminano insieme.
Ora la candidatura sarà valutata dagli organismi di UN Tourism, che nei prossimi mesi esamineranno i progetti provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è ottenere il titolo di Best Tourism Village 2026, uno dei riconoscimenti internazionali più importanti per i territori che fanno del turismo una leva di crescita economica, sociale e culturale.
«Accolgo con grande soddisfazione la comunicazione del Ministero del Turismo – dichiara il sindaco Rocco Rosano – e guardo con fiducia al percorso di valutazione. Sono convinto che anche i piccoli borghi possano svolgere un ruolo fondamentale nella trasformazione del turismo globale, creando nuove opportunità, favorendo il ritorno dei giovani e contrastando lo spopolamento delle aree interne». Il primo cittadino ha inoltre ringraziato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, per il sostegno alla candidatura, e il direttore generale dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, per la collaborazione garantita durante tutto il percorso.
L’esito sarà comunicato nell’ultimo trimestre del 2026.
Ma, in fondo, Castelsaraceno ha già vinto qualcosa di prezioso.
Ha dimostrato che anche un piccolo punto sulla carta geografica può diventare un luogo capace di parlare al mondo. Che un ponte non serve soltanto ad attraversare una valle, ma può unire idee, persone e speranze.
E mentre i visitatori continueranno a camminare sospesi tra il cielo e la terra, il borgo lucano continuerà a fare ciò che gli riesce meglio: insegnare che i sogni, quando si costruiscono insieme, possono davvero prendere il volo.

Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell’Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.