COLOMBIERA DI Castelnuovo Magra (SP) – Un pezzettino di luna ha accompagnato in cielo la fiaccolata dedicata al ricordo d’Alessandra Piga, tenutasi in forma stanziale per via delle misure anti-assembramento della crisi pandemica in frequenza calante, uccisa, sabato pomeriggio, in via Baccanella d’una delle frazioni più prossime alla via Aurelia di Castelnuovo Magra, dall’ex compagno; siamo al centro sociale di Colombiera, all’iniziativa di memoria, fra rabbia e passione, organizzata dall’Associazione Vittoria. Il terzo femminicidio sul territorio della Val di Magra. Ventiquattrore prima, tra l’altro, d’un altro avvenuto a Ventimiglia.

Non proprio in Lunigiana, ma comunque Liguria. Centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione. Fra le quali molti sindaci della zona e il prefetto di La Spezia, Maria Luisa Inversini. Righe di commozione, che per fortuna hanno coperto accenni di razzismo raccolti in mattinata in zona. Il sindaco di Castelnuovomagra, Daniele Montebello, ha avuto il compito d’aprire il momento di riflessione e raccoglimento. Fra le cose più interessanti testimoniate dal primo cittadino Montebello, l’invito a non sottovalutare le necessità della prevenzione. Ovvero serve denunciare ogni accenno di rischio palesato in certi casi e cominciare da ragazze e ragazzi a frenare il culto delle violenza in genere. Perché nella maggior parte dei casi, la donna assassinata è prima perseguitata dal suo assalitore. Il prefetto spezzino è stato ancora più preciso.

“In questo caso – ha voluto specificare Inversini – non c’era stata alcuna segnalazione da parte d’Alessandra, ma la collaborazione per salvare molte vittime è sempre necessaria. Serve avere fiducia nelle istituzioni – ha poi aggiunto fra le altre cose – e denunciare, stare attenti a quel che succede intorno a noi e quindi agire prima che le situazioni precipitino”.

La presidentessa dell’Associazione Vittoria di Castenuovomagra, Elisa Lipilini, è stata ancora più diretta, ma con usando un tono affranto. Ché il lavoro del sodalizio di difesa delle donne aggredite è in continua allerta, eppure gli sforzi mai bastano. “Ogni giorno – ha affermato Lipilini – combattiamo questo tipo di violenza, insieme ai centri anti-violenza del territorio. Ma nonostante otteniamo dei risultati insieme alle altre forze statali in campo, avvengono questi assassini. Non c’arrendiamo – poi rilancia la presidentessa di Vittoria -, e saremo sempre al fianco delle donne”.

Le donne partecipanti all’iniziativa con le fiaccole in mano hanno chiuso il momento leggendo i nome delle quasi 70 donne morte in un anno perché uccise dai mariti o ex compagni, con le età di tutte; un elenco che fa piangere, anche perché pieno di 10 bambini ammazzati da uomini come dispetto alle loro madri. Una donna alla settimana, viene assassinata da questi maschi.