martedì, 27 Febbraio , 2024
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Caso Claps. Tra verità e proteste che andranno oltre la fiction…

E a Potenza la data del 5 novembre 2023 entrerà a far parte di quelle da ricordare, in negativo naturalmente, come quella della contestazione all’Arcivescovo monsignor Salvatore Ligorio, nella scia di quel caso Claps che ha avuto e continua ad avere nella chiesa della Trinità, il luogo dove parte delle verità sono ancora sepolte. La famiglia della giovane insiste e le prove di dialogo con la Chiesa, dalla quale si cercano riposte, finora non hanno portato a nulla. Quella chiesa resta il ”simbolo” di quanto accaduto con la scomparsa della giovane, avvenuto 30 anni fa, e il ritrovamento dei resti 17 anni fa, con la coda di interrogativi sul ” Nessuno sapeva?”. E qui le distanze continuano a restare ,con quel clima di sospetti, che non aiuta nè alla preghiera e nè alla riappacificazione. Gli eventuali ” Mea Culpa” istituzionali (la fiction di Rai Uno li ha evidenziati) in assenza di certezze non ci sembrano dietro l’angolo, pur in un clima di indagini e di situazioni che a suo tempo stesero un velo di silenzi e complicità sulla vicenda. Una situazione che, ingenerosamente, perchè giusto non generalizzare, dà l’immagine di una città ”Porto delle nebbie”. Certo è che la protesta di ieri, fuori dalla Chiesa della Trinità,mentre si celebrava messa, è andata oltre – come osserva Pasquale Tucciariello, animatore dell’associazione Leone XIII- e a finire sulla graticola è stato proprio l’Arcivescovo che ha espresso rammarico per quanto accaduto, nella nota della Diocesi che alleghiamo. La ricerca di Verità sul Caso Claps è destinato a durare, anche dopo la fiction. Come sta accadendo per la scomparsa della giovane cittadina vaticana Emanuela Orlandi, il cui corpo non è stato ancora ritrovato , e la Santa Sede. Aperture, disponibilità, brusche frenate. Forse si attende che il tempo faccia il suo corso, in attesa che il buon senso prevalga o che da qui a cent’anni, scompaiano tutti i protagonisti della vicenda. Anche per il caso Claps? Il fratello di Elisa, Gildo, ha insistito per la richiesta di scuse da parte della Curia. Gildo “Questa chiesa potrà riabilitarsi -ha detto Gildo Claps-solo quando farà i conti con la vicenda di Elisa.Il problema è nella curia potentina. Chiedano scusa per ciò che è accaduto, soprattutto dopo il ritrovamento del cadavere di mia sorella. Papa Francesco prenda in mano questa situazione”. Marianna Tamburrino, referente di Libera, ha confermato l’intenzione di avviare una raccolta fondi per realizzare in Africa un ambulatorio medico da intitolare a Elisa Claps. E questa è una buona iniziativa. Aiutare altri che soffrono. E’ l’altra Potenza, quella solidale, che vuole aprire pagine di solidarietà nel nome d Elisa.

LE RIFLESSIONI DI PASQUALE TUCCIARIELLO
Cose mai viste.
Potenza, Domenica 5 Novembre 2023, ore 10,30 davanti alla chiesa della SS. Trinità. Si celebra la messa presieduta dall’arcivescovo mons. Ligorio nella chiesa dove, 17 anni fa, in un angolo del sottotetto, vennero trovati i resti di Elisa Claps uccisa, nel 1993, da Danilo Restivo, riconosciuto colpevole con sentenza definitiva e una pena di 30 anni di carcere. La chiesa era rimasta chiusa per 17 anni anche per rispetto al dramma della famiglia che comunque non ne voleva la riapertura. Sappiamo che la curia vescovile in tutti questi anni di dolore per la tragica vicenda ha lungamente dialogato con la famiglia di Elisa. E sappiamo anche che l’accusa di una chiesa potentina omertosa sulla drammatica vicenda non è stata mai provata.
Cosa fare?
Può una struttura di culto continuare a rimanere chiusa sulla base di accuse senza fondamento? Può una Chiesa chiedere scusa alla famiglia per colpe che ritiene di non aver mai commesse? Ma certo che no. Di accuse mai provate rivolte a poveracci son piene cronache e storie in Italia. E bene ha fatto la Chiesa a cercare il dialogo con la famiglia e nello stesso tempo procrastinare la riapertura della struttura religiosa prima di restituirla al culto dei fedeli. Piuttosto, si sarebbe potuta riaprire la chiesa prima dello sceneggiato televisivo o magari dopo la sua conclusione e lasciar sbollire gli animi per l’enorme emozione che la serie televisiva solleva.

Imprudenza. La piazza, spesso alimentata ad arte, provoca fratture poi difficili da sanare. La piazza individua colpevoli a prescindere. E la piazza ha già deciso che la Chiesa è omertosa.
Davanti alla chiesa della SS. Trinità, centinaia di persone o forse migliaia con le bandiere di Libera al vento, associazione che la Chiesa alleva, hanno inscenato proteste incivili disturbando la celebrazione eucaristica al grido “vergogna, assassini, bastardi”. Verso chi? Verso il vescovo e i sacerdoti che celebravano. Vescovo e sacerdoti “bastardi e assassini”, cioè quel vescovo e quei sacerdoti sono gli assassini della povera Elisa.
Questo il giudizio della piazza guidata da Libera, associazione che la Chiesa alleva. La Chiesa in cammino. Epimeteo.
Pasquale Tucciariello, Centro Studi Leone XIII

IL COMUNICATO DELLA ARCIDIOCESI

COMUNICATO STAMPA
Ufficio Comunicazioni Sociali
5 novembre
L’Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo esprime profondo rammarico
e sconcerto per quanto accaduto domenica 5 novembre in occasione della
Celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Ligorio nella Chiesa della SS. Trinità di Potenza.
La libertà di manifestazione del pensiero e quella di riunione non possono mai
trasmodare in offese, ingiurie, atti di sopraffazione della volontà e delle libertà altrui.
La funzione religiosa è stata, tra l’altro, ininterrottamente disturbata da urla, canti, musiche ad alto volume, a dispetto delle dichiarazioni della vigilia, da parte degli organizzatori, che il presidio si sarebbe svolto “nel più religioso silenzio”.
La Chiesa stigmatizza quegli atteggiamenti che si sono concretizzati anche in sputi all’indirizzo di chi ha preso parte alla funzione religiosa e non può tollerare altri comportamenti espressivi di odio, di violenza verbale e fisica e di derisione come quelli diretti all’indirizzo di quanti hanno partecipato alla S. Messa e anche del Vescovo e dei sacerdoti .
Il tutto è accaduto senza un adeguato dispositivo di sicurezza a garanzia dei diritti costituzionali.
L’Arcidiocesi esprime, inoltre, a tutti i fedeli che hanno partecipato alla prima messa domenicale celebrata nella chiesa della SS. Trinità, presieduta da Mons Ligorio, un sentito ringraziamento. La santa messa è, per chi crede, il memoriale di Cristo che con la croce si è accollato la passione delle vittime della storia, compresa quella di Elisa, la cui tragedia fa ormai parte della storia della SS. Trinità custodendone la memoria, come auspicato da Papa Francesco.
L’Arcidiocesi ribadisce – come ha ricordato anche l’Arcivescovo nell’omelia – di aver riaperto la SS. Trinità su mandato di Papa Francesco e di aver portato avanti tutte le iniziative possibili per farlo in dialogo con la famiglia Claps.
Contrariamente a quanto più volte divulgato, l’Arcivescovo ha promosso vari incontri con la famiglia Claps. Nell’ultimo incontro tenutosi il 1° agosto in casa loro, presenti il Vicario episcopale don Antonio Savone e don Marcello Cozzi, la famiglia ha tuttavia ritenuto di interrompere in maniera brusca ogni dialogo.
L’Arcidiocesi si interroga con amarezza a chi possa mai giovare questa continua
contrapposizione da taluni alimentata ad arte e a fini specula>vi, che lacera la
comunità civile e religiosa e conferma la propria volontà, mai venuta meno, di
riprendere il dialogo con la famiglia Claps.

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