E basta con sta manfrina del minuto e della parolaccia! E’ davvero stucchevole questo attaccarsi a due minuscoli dettagli da parte della stampa nazionale per denigrare l’evento Rai di capodanno che quest’anno è andato in onda da Matera.

Un programma, da sempre, senza alcuna pretesa “culturale” per cui aggredirlo –in sede locale- per questa “mancanza” è davvero risibile.

Il fatto che esso sia stato trasferito a Matera sino al 2019, quando si inaugurerà il suo anno da Capitale europea della cultura, non aggraverà sicuramente l’eventuale deficit di percorso accumulato e non impoverirà le restanti iniziative che saranno messe in campo come da “dossier” ed oltre.

Anzi il fatto che esso sia un enorme mezzo per veicolare ancor di più la notorietà di Matera e della Basilicata è qualcosa che non potrà che facilitare il percorso dei prossimi anni.

In molte critiche ci è apparso di leggere molta autoreferenzialità e il volere una città a propria immagine e somiglianza, piuttosto che considerare l’ineluttabilità di una poliedricità nei gusti e nel diverso livello di gradimento della cultura in tutte le sue molteplici manifestazioni. Anche quando essa si fa intrattenimento. E si, bisogna considerare che c’è tanta gente a cui piace oltre che leggere libri e ascoltare musica colta,  contemplare momenti più leggeri nella vita in cui bisogna solamente divertirsi. Non ci pare una grande colpa.

Per cui, comunque la si pensi, in un momento (da qui ai prossimi anni) di profonda trasformazione di questa comunità e di tutto ciò che su di essa insiste occorre attrezzarsi a considerare una molteplicità di fenomeni e accadimenti che non sarà possibile governare appieno o indirizzare nel senso ritenuto “giusto” da ognuno di noi.

Bisognerà, quindi, relativizzare anche i propri approcci agli stessi e considerare l’insieme piuttosto che il singolo accadimento.

E ciò vale già da subito con il caso specifico del CapodannoRai, evento che è stato catapultato sulla Città in modo del tutto non programmato. Una prova che, al netto dei legittimi timori iniziali, è andata sostanzialmente bene.

Con una Città che ha retto dignitosamente sia sotto il profilo organizzativo che dell’ospitalità. E non era per nulla scontato che andasse così.

Anche qui bisogna dare pane al pane e vino al vino. Amministrazione cittadina e forze dell’ordine hanno dato buona prova di se. E con qualche piccolo segno di inciviltà in meno da parte dei cittadini (vedi i cumuli di bottiglie ai bordi delle strade) il tutto sarebbe andato anche meglio.

Per cui sarebbe ora di smetterla con le polemiche retroattive e provare a pensare, anche utilizzando le possibilità offerte dalle clausole della convenzione, a come utilizzare al meglio questo enorme veicolo pubblicitario sia per il territorio che anche (insistiamo) per la valorizzazione delle maestranze locali,oltre che degli artisti di livello nazionale che non mancano in terra lucana. Provare a pensare a come realizzarlo negli anni futuri evitando gli inconvenienti che sono emersi in questa “prima volta”.

Noi siamo tra coloro che non avevano mai guardato in TV questo programma se non qualche rara volta, al momento del fatidico scocco della mezzanotte. Quest’anno, invece, abbiamo seguito le prove di qualche artista la sera prima in mezzo alla folla che era già li a gradire questa occasione di divertimento collettivo. E per essere messo in onda da Matera l’abbiamo anche seguito interamente -per curiosità- da un maxischermo, nella tavernetta di un amico nel mentre fluivano le libagioni del caso. Poi verso l’una siamo scesi in piazza sino a quando non è defluito il tutto.

Non ci è sembrato davvero una grande tragedia. Anzi, è stata esattamente ciò che doveva essere al di là dell’evento prettamente televisivo: una grande festa popolare, ampiamente, civilmente e gioiosamente partecipata! Che c’è di male? Non ci sembra questo sia un problema su cui accapigliarsi.

E non ci sembra ci siano i margini per negare le opportunità che anche questo evento aggiuntivo porta con se. Anche se non ci piace.

sergio-ragone

Avremmo tranquillamente fatto a meno di scrivere su questo argomento, ma già che ci siamo, proponiamo anche una riflessione di Sergio Ragone che ci è particolarmente piaciuto e non solo perché lui, oltre che essere lucano, “Blogger e giornalista”…è anche “Juventino”: 

https://medium.com/@sergioragone/quello-che-non-vi-hanno-detto-del-capodanno-a-matera-e1ea18865749#.sz7pgk86s

“Quello che non vi hanno detto del Capodanno a Matera”

 Il Capodanno Rai festeggiato a Matera, la capitale europea della cultura per il 2019, è stato un successo. I numeri parlano in maniera chiara e netta: sei milioni di telespettatori, battendo la concorrenza più diretta, oltre cinquanta mila persone in strada tra palco e vie della città ad assistere al concertone. Numeri che non sono pietre ma Sassi. Ma che sarebbe stato un successo lo si poteva capire già dai giorni prima, quando una folla ordinata e curiosa si era aggregata intorno al palco lì in piazza Vittorio Veneto, per assistere alle prove dei musicisti, beniamini del grande pubblico della musica italiana.

Un successo, quindi, che non può certo essere messo in ombra dagli errori tecnici ed umani che pure si sono verificati. Ma se errare è umano, allora perché certa stampa nazionale sta provando a sminuire la grande prova di maturità della Basilicata, regione che per molti non è presente nemmeno sulla cartina geografica, perseverando nel racconto delle poche cose che non sono andate?

La prova di maturità dimostrata in mondovisione dalla città e dalla sua gente rappresenta, per molti, la vera novità di questo 2016. Ed è un bene. Così come la bellezza del territorio lucano, raccontato nelle brevi clip molto suggestive, sono nuovi argomenti per la maggioranza dei telespettatori collegati su Rai1. In molti di loro la prossima estate sceglieranno la Lucania come meta turistica.

Bene ha fatto Rocco Papaleo, bravissimo come sempre, ad unire la piazza con il palco. Le critiche che si leggono sull’attore e regista lucano sono poca cosa se pensiamo alle sue straordinarie capacità di uomo di cinema, che ha raccolto ampi successi e consensi con i suoi lavori. Anche il suo richiamo al vero senso della cultura non può essere letto come uno slogan da palcoscenico: chi conosce Papaleo sa quanto sia autentico il suo interesse per la promozione delle buone pratiche di condivisione e promozione culturale.

Quello che non si è visto nelle ore di diretta Rai è il sentimento di orgoglio di un popolo, quello lucano, che per una notte si è sentito centro del mondo per la sua bellezza. Finalmente! Un orgoglio pulito, senza esagerare nei toni, con lo stile di chi da sempre ha messo l’umiltà e il lavoro prima di ogni altra cosa. Per questo stupisce ancora il carattere dei lucani, raccontato benissimo da Leonardo Sinisgali:”Il lucano non si consola mai di quello che ha fatto, non gli basta mai quello che fa. Il lucano è perseguitato dal demone della insoddisfazione.”

E’ proprio questo ciò che chi sta raccontando questa notte tra il 2015 ed il 2016 non è stato in grado di vedere. La stampa, abituata a leggere il mondo con le sole lenti del mainstream ( gattini a parte), o attraverso la mediazione del racconto stanco e stereotipato da salotto buono, con i soliti amici, sul Sud e la provincia italiana, non è ancora in grado di tirar fuori le ragioni più autentiche di una storia virtuosa come quella che ha portato Matera, e laBasilicata, ad ospitate la capitale europea della cultura.

C’è bisogno di una nuova narrazione, con urgenza. Una narrazione che possa tenere dentro ragioni e sentimenti, radici e futuro, che punti a smontare pezzo dopo pezzo i cliché ed i bassi provincialismi di bottega, che pure abbondano in queste ore successive al Capodanno Rai.

Occorre però individuare degli obiettivi chiari. Matera Capitale è l’occasione giusta per colmare il gap infrastrutturale e digitale con il resto del Paese. In aggiunta, Matera Capitale merita una politica industriale che investa su determinati settori, come l’audiovisivo che, col cinema ha già attecchito sul territorio. Il tentativo messo in campo con #Narrazioni19 , la due giorni di studi del 18 e 19 dicembre scorso, aveva proprio questi temi tra i principali discussi nei tre panel, a cui hanno partecipato protagonisti del dibattito pubblico, rappresentanti di governo, operatori della comunicazione e dell’audiovisivo, per costruire soft power attorno a Matera e a tutte le potenzialità che il prossimo grande evento del Paese — dopo Expo e il Giubileo — può trasformare in atto.

Siamo solo all’inizio di un percorso più lungo e non facile, la strada giusta è però segnata. La partnership con la Rai, la più grande azienda culturale del Paese, che sta provando a riformare sé stessa a partire dai propri vertici, è un gol dalla trequarti che si insacca sotto il sette.

Arriverà il giorno in cui ricorderemo con un sorriso il sarcasmo e gli scoraggiatori militanti, ma fino ad allora toccherà lavorare seriamente e serenamente alla scrittura di una storia che non è il riscatto del Sud ma che rappresenta una tappa di passaggio naturale. Che viene da lontano e che vuole arrivare lontanissimo.