Il Comitato Meta Siris, guidato dall’avvocato Vincenzo Montagna, insiste e a ragione affinchè la trasmissione di RaiUno per il Capodanno 2020 si svolga nel Metapontino per valorizzare. giustamente- anche un’ altra area dimenticata come il Pollino. E chiede che si attivi una cabina di regia non solo per quell’evento, che si è già svolto due volte a Matera, una a Potenza e l’altra a Maratea, ma per un programma di organizzazione, promozione e rilancio che continua a restare sui depliant, Ma finora nè il presidente della giunta regionale, Vito Bardi, e nè altri della Regione si sono pronunciati. Mancano due mesi all’evento di chiusura ed è giusto dare risposte alle richieste della comunità metapontina, del Pollino e di altri comprensori viciniori che guardano alle province di Cosenza, Taranto, Matera e Potenza. Del resto è l’ultima trasmissione in terra di Basilicata, visto che con Matera 2019 ( che ha consentito di attingere a risorse europee per finanziare il Capodanno Rai per cinque anni) si chiude la possibilità di avere programma e finanziamenti certi. Buon anno 2020 agli italiani dal Metapontino e dal Pollino per tutta la Basilicata.

LA LETTERA DI VINCENZO MONTAGNA

Sig. Presidente
Regione Basilicata
Potenza

08/10/2019

Signor Presidente,

permette un gioco di parole?

Come lei ben sa, il comitato Meta Siris, associazione apartitica che si batte al fianco dei cittadini, da tempo porta avanti una battaglia per ospitare il Capodanno RAI 2020 nel territorio del Metapontino/Pollino.

La RAI, nella sua trasmissione, si avvale di una cabina di regia.

Ed è proprio una cabina di regia che noi chiediamo per i comuni dell’interno.

Sono tante le singole iniziative messe in atto per formare dei presidi culturali e combattere la fuga dei giovani, piaga della Basilicata.

Parliamo delle sculture di Marino di Teana nell’omonimo territorio. Dei parchi letterari di Aliano (Carlo Levi), di Tursi (Albino Pierro) e i Valsinni (Isabella Morra). Della rete museale di Montemurro e Moliterno, e, ultimo in ordine di arrivo, del costruendo ponte tibetano di Castelsaraceno.

Tutti eccellenti tentativi di presidiare il territorio tanto quanto lo erano le fortezze dei Normanni. Solo che in questo caso il pericolo non sono i saraceni, ma il vuoto culturale e sociale.

La nostra richiesta di ospitare un evento di rilevanza nazionale, il Capodanno RAI, non deriva solo dal desiderio di convogliare turisti verso le aree dell’interno, ma di creare una rete che faccia della cultura e dell’accoglienza un’opportunità per il futuro, per i giovani.

Insomma, chiediamo una cabina di regia. Una regia culturale del territorio, e l’opportunità di muovere un primo passo in questa direzione si prospetta, appunto, con lo spettacolo di fine anno.

Cordialmente,

Avvocato Vincenzo Montagna
Presidente Comitato Meta Siris