“I bus della De Angelis periodicamente portano materani e non solo in visita alle capitali lucane della cultura e questo è un dato positivo, perchè ogni centro ha risorse da far vedere e attività, tradizioni da far conoscere”. Ad affermarlo è Giovanni Oliva, segretario generale della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” nel corso dalla conferenza stampa di presentazione di Tito ”capitale per un giorno” anzi, per due…” Da Pietragalla a Montemurro a Garaguso- dice Oliva- il clima è lo stesso con entusiasmo da parte di cittadini, pro loco, amministrazioni locali che tengono a mostrare, far conoscere o a degustare, perchè la gastronomia con ambiente e cultura, quanto di buono hanno da offrire. Una disponibilità che viene ricambiata dall’interesse di quanti raggiungono per la prima volta i nostri centri, poco conosciuti per la atavica e oggettività difficoltà viarie o di comunicazione. Ritengo che i contatti avviati possano consolidare rapporti e visite periodiche, in occasioni di eventi o appuntamenti con le nostre realtà sia nell’ambito di quanto si sta facendo per l’anno di Matera capitale europea della cultura, e sia per quello che si potra attivare su singole iniziative che facciano rete. Con l’auspicio che queste esperienze possano essere di stimolo per risolvere o quantomeno attenuare le difficoltà di collegamento tra comprensori e tra le due province, mettendo da parte campanili e contrapposizioni che non portano da nessuna parte”. Parole sante ma i campanili aldilà della buona volontà dei singoli di volerli far suonare all’unisono devono fare i conti con i pesi politici e amministrativi di due province,con un rapporto sproporzionato tra capoluoghi e con il conseguente accentramento di funzioni e poteri decisionali che hanno accentuato degrado territoriale e l’attivazione di interventi ”diversificati” che valorizzassero le diverse identità territoriali, culturali ed economiche. E i nodi sono venuti al pettine, con una Basilicata dal ridotto peso e potere contrattuale e con ‘numeri’ e servizi in calo, fatta eccezione per il turismo. Matera, biglietto da visita internazionale per la Basilicata,fa da traino in questo settore e guarda anche oltre la ”grande muraglia cinese”. Del resto la via della seta, della quale abbiamo parlato in altri servizi è una opportunità, aldilà della squinternata (usiamo un eufemismo) Zes che da Taranto tocca il retroporto della Valbasento fino a Galdo di Lauria per trasportare il nulla o quasi… Giovanni Oliva che nelle aree produttive del Celeste Impero c’è stato e ci ha lavorato è tra quelli che ci crede e dispensa buoni consigli, tant’è che è finito con tanto di foto e considerazioni su una tesi di laurea con tanti di 110/110 e lode redatta da una studentessa presso l’Università di Napoli. Porto e aeroporto aperti, con quelli di Bari, per flussi turistici dalla ”Via della Seta”. Ma bisogna attrezzarsi.