Che riaprano i cantieri è un dato positivo. Si completano le opere e si danno risposte a carenze infrastrutturali datate. Ma riaprire senza preavviso e con una recinzione a pochi metri da casa, che ti obbliga a fare un giro più ampio mentre hai minuti contati per andare a scuola e al lavoro proprio non ci sta. E così la signora Brunella Antezza e altre residenti in zona e aderenti al Comitato Sassi hanno più di un diavolo per capello, perchè nessuno le ha preavvisate. Il cantiere va avanti e lo sbarramento a pochi metri da casa è lì. ”Un po’ di rispetto…Cosa costava informare, concordare…E invece no…’ Ci mostra una e mail ” di ieri, lunedì 12 aprile, di interlocuzione tra Comitato Sassi e Amministrazione comunale che indica come buona prassi come ” Più volte ho fatto presente ai miei uffici, che è fondamentale che l’inizio effettivo di ogni cantiere pubblico, sia preceduto da una nota stampa di almeno una settimana, per poter accogliere eventuali note o richieste di residenti”. E in merito al cantiere di Calata Ridola l’assessore ai Lavori Pubblici Graziella Corti comunica di aver convocato immediatamente l’impresa per definire e discutere i tempi di cantierizzazione e le modalità di recinzione del passaggio pedonale” . Sul piano tecnico la cosa potrebbe essere risolta in poche ore, in quanto il massetto è stato già rimosso e quindi sarà possibile consentire il passaggio pedonale”. Ma stamane è comparso lo sbarramento. Qualcosa non va a livello di comunicazione e di organizzazione. La signora Brunella Antezza e altre attendono che la situazione si sblocchi e che quel disagio serva a evitarne degli altri.