domenica, 8 Marzo , 2026
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Cambia il quesito del referendum sulla riforma Nordio. Slitta la data del voto?

L’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha accolto il testo del quesito referendario proposto dai 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare, partita sotto Natale e che in appena 25 giorni ha raggiunto e superato le 500mila sottoscrizioni, riformulando il testo già ammesso a novembre sulla base della richiesta dei parlamentari. In quest’ultimo è contenuta l’indicazione degli articoli della Costituzione – ben sette – modificati della riforma, che -secondo la tesi dei giuristi, accolta dalla Cassazione- sarebbe obbligatoria in base alla legge 352 del 1970 sul referendum. La stessa, infatti all’articolo 16, stabilisce che per le leggi di revisione costituzionale  (modifiche alla Carta) il quesito deve essere il seguente: “Approvate il testo della legge di revisione dell’articolo… (o degli articoli…) della Costituzione, concernente… (o concernenti…), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero… del… ?”. Quello formulato dalla proposta dei parlamentari, invece,  non citava gli articoli oggetto di riforma: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?” Ebbene, ora la domanda che ci si pone è: questa decisione riapre la partita sulla data del voto, già fissata dal governo per il 22 e 23 marzo? Potrebbe, sebbene trattasi di una situazione completamente inedita. Il dubbio, infatti, è se il governo possa semplicemente modificare il quesito, mantenendo ferma la data contenuta nella delibera già adottata, oppure se sia necessario procedere ad un atto ex novo compreso la fissazione di una nuova data. In questo secondo caso, in base alla Costituzione, la tempistica prevede un anticipo compreso tra i cinquanta e i settanta giorni; quindi, non si potrebbe votare prima di aprile. In merito potrebbe esserci anche qualche indicazione si nell’ordinanza dell’Ufficio centrale della Cassazione, non ancora depositata. Vedremo.

Siate tutti tedofori del NO! Per mantenere l’equilibrio tra i poteri della Costituzione.

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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