Qualcuno non ne sapeva nemmeno dell’esistenza, per altri è un progetto caduto nel dimenticatoio e per altri ancora un’opera che va cantierizzata tenendo conto delle prescrizioni, di tutela ambientale e architettonica, da rispettare. Parliamo della linea delle Ferrovie dello Stato Potenza – Foggia che si avvia verso il progetto di avvio dell’iter ideativo, burocratico e –chissà- attuativo. A parlarcene è Nino Sangerardi con la pazienza e i dettagli che contrassegnano i suoi servizi. Tra le tante cita l’importante tappa del   2 agosto 2012. Quando a  Roma  venne siglato  il Contratto istituzionale di sviluppo—firmato da Ministro per la Coesione Territoriale e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e presidenti di Regione Campania, Regione Puglia, Regione Basilicata,Ferrovie dello Stato Italiano,Rete Ferroviaria Italia spa– per la creazione della direttrice ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto Progetto definitivo del Sottoprogetto n.2 relativo al tratto Potenza-Foggia. Il resto è dimenticanza d’oggi.

 

Ferrovia Potenza-Foggia, quel tratto a scartamento burocratico senza fine

 

Nino Sangerardi

 

Al principio di luglio 2018 la Giunta regionale pugliese concede l’assenso al rilascio dell’Autorizzazione paesaggistica per lo svecchiamento della tratta ferroviaria Potenza-Foggia. Provvedimento in deroga che riguarda gli interventi di elettrificazione, rettifiche di tracciato,consolidamento della sede,sistema di controllo marcia treno con encoder da segnale.Quest’ultimi ideati da Rete Ferroviaria Italia spa e da realizzare tramite Italferr spa.

Il lasciapassare politico-burocratico contempla anche diverse prescrizioni stabilite  dalla Soprintendenza Archeologica e Belle Arti di Foggia e Barletta Andria Trani.

Per esempio:  “gli alberi e le essenze che andranno a piantumarsi siano di tipo locale,è fatto carico alla società proponente di verificare il reale attaccamento delle essenze piantumate con controlli periodici,prima di procedere con qualsiasi intervento sui ponti e viadotti sia presentato un progetto dettagliato da sottoporre ad approvazione da parte di codesta Soprintendenza Archeologica”.

In generale le opere di ammodernamento dei binari,tra l’altro, devono salvaguardare e valorizzare i paesaggi e le figure territoriali di lunga durata,conservare gli equilibri idrogeologici dei bacini idrografici,ripristinare le condizioni originarie e naturali dei corridoi fluviali.

Il territorio pugliese interessato dal disegno ferroviario comprende i Monti Dauni,la Valle dell’Ofanto,le Marane di Ascoli Satriano,la Piana foggiana della Riforma,i Comuni di Candela,Ordina,Foggia,Rocchetta Sant’Antonio.

Quando avranno inizio i lavori sul percorso Potenza-Foggia,probabilmente utili a far uscire queste aree appulo-lucane dal vetusto sottosviluppo pre capitalistico? Non è dato sapere.

Possiamo dire invece che  risale al 18 aprile 1994 il Decreto del Presidente della Repubblica n.383 il cui articolo numero 3 ha per oggetto l’intesa Stato-Regioni sulle nuove infrastrutture ferroviarie da costruire nelle lande economicamente depresse del Sud Italia.

E solo in data  2 agosto 2012  in quel di Roma  sopraggiunge il Contratto istituzionale di sviluppo—firmato da Ministro per la Coesione Territoriale e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e presidenti di Regione Campania, Regione Puglia, Regione Basilicata,Ferrovie dello Stato Italiano,Rete Ferroviaria Italia spa– per la creazione della direttrice ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto Progetto definitivo del Sottoprogetto n.2 relativo al tratto Potenza-Foggia.

Stante questa antimoderna procedura in fatto di elementari servizi pubblici(vedi il raddoppio dei 46 chilometri di strada che da Altamura portano a Bari, iniziati ben 12 anni fa e,fine luglio 2018, non ancora ultimati),ovvio che gli imprenditori seri e i laureati non aggrappati all’elemosina concessa dalla piccola borghesia di sottogoverno appulo-lucana scelgono di fuggire in Alta Italia e,soprattutto, da cinque anni in qua verso Francia,Spagna e Inghilterra.

Carlo Levi nel 1972 scriveva parole incredibilmente attuali : “ Il costo umano dell’emigrazione è immenso,sia come somma di sofferenze individuali,di perdita di salute di vita,di valori insostituibili,sia come morte e deserti di intere regioni,come decadenza e corruzione e desolazione dei paesi e città di emigrazione,spopolati e inesistenti,dove al di là di una certa soglia ogni vita reale si perde,e i vecchi e gli incapaci stanno seduti sui muretti delle piazze in attesa di nulla…”.