Dove va la Politica agricola comunitaria? Se lo sono chiesti i partecipanti a un incontro promoosso a Matera dal neo sindacato Liberiagricoltori. E il tema è di quelli caldi, perchè l’Unione europea, bene o male, va a filo dritto. Ma occorre trattare e puntare i piedi, se è il caso. Non mancano perplessità e interrogativi, come commenta l’assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia, che dice le cose come stanno e chi dovrà metterci le mani. “Il primo problema -dice Luca Braia-da affrontare nella nuova programmazione è quello di evitare il taglio sui fondi europei , tra il primo e il secondo pilastro (premio diretto Agea e Psr ), l’Unione europea taglierebbe alla Basilicata il 3 per cento sull’importo complessivo. Sarebbero tante risorse per l’agricoltura e questo va evitato.L’ altra, da attenzionare, è la nazionalizzazione della programmazione che si prefigge l’obiettivo di togliere un po’ di potere alle Regioni e centralizzare la governance, per evitare i ritardi che si accumulano . L’ Unione europea, pertanto, vorrebbe dare al Governo nazionale un coordinamento maggiore. Per questo siamo preoccupati. Poi c’è il tema che la nuova Politica agricola comunitaria , e su questo siamo d’accordo, punti di più su giovani, innovazione e ricerca”. Va posta attenzione ai temi ambientali e della sostenibilità- ” Dobbiamo stare attenti sul come affrontare questo tema di come affrontare la sosteniblità -prosegue Braia- su quanto effettivamente si realizza sull’ambiente, una dimensione ex post dell’incentivo alla sostenibilità che -chiaramente – introduce adempimenti ed elementi di verifica abbastanza impegnativi. E’ evidente che questa nuova Pac non darà i risultati a breve, perchè toccherà al nuovo parlamento occuparsene. Per cui penso a un logico slittamento della appplicazione della nuova Politica agricoltura comunitaria. Bene le riforme, con i dovuti aggiustamenti, ma nessun taglio ai finanziamenti, tutela delle esperienze regionali, maggiore coordinamento con i governi nazionali e poi, e questo è prioritario, tutela del reddito”. Un tema che è risuonato durante il convegno organizzato da Liberagricoltori. ” Occorre trovare -conclude l’assessore- una formula che tuteli produttori, studiando meccanismi ad hoc per raggiungere questo obiettivo . La nuova Pac dovrebbe mettere insieme, per esempio, risorse per un fondo di sostegno, non solo per le calamità, ma di solidarietà per stabilizzare il reddito e contribuire alla competitività della nostra agricoltura”. La palla al futuro parlamento europeo, alle commissioni che hanno tartassato – anche per l’assenza del BelPaese nei momenti cruciali- che hanno favorito altre situazioni. E il caso delle proteste di piazza, con i prezzi stracciati di latte e ortofrutta, sono la conferma delle tante disattenzioni, a volte strumentali, che hanno portato alla crisi del settore primario italiano e alla concorrenza- spesso subdola e a volte tollerata- di prodotti spacciati per made in Italy. Ma sapore e genuinità sono altra cosa…e il consumatore, prima o poi se ne accorge.