Fa male ammetterlo ma è così, come dimostrano i focolai e gli incendi grandi e piccoli lungo la fondovalle Bradanica ( ancora da completare dopo 30 anni di via Crucis a causa di ritardi, imprese fallite e sviste gestionali)che attraversa Puglia e Basilicata. Gli incendi si sprecano e sono un po’ la via del fuoco di una estate arroventata. A segnalarcelo Giovanni ”Gianni” Palumbo, una vita per l’ambiente e per la sostenibilità, che non si capacità per quello che ha visto passando da una regione all’altra, con la conta dei pinnacoli di fuoco e fumo. Cui Prodest? Ignoranza e malafede della congrega degli ”anti precese”, provocazioni di speculatori della forestazione-ricostruzione o protagonisti della piroimbecillità? Forse tutte e tre insieme con l’aggiunta di altro. Certo è che la pratica purificatoria (il 19 marzo di falò e fracchie) è passata da un pezzo e il degrado avanza. Giovanni, dopo aver constatato che in Molise e nel tratto beneventano campano, di fumo non ce n’è e neanche il profumo delle stoppie.., ci descrive questo viaggio lungo la via del fuoco ” Dal momento- scrive – che tre giorni prima, nel viaggio di andata, era capitata la stessa identica cosa”. Alcuni post di amare considerazioni, tornando l’altra sera da Campobasso e raggiungendo via via Gravina e Irsina. A meno che qualcuno, dalla devastata mente diabolica, non stia pensando a un attrattore turistico fatto di fuoco e fiamme come le ” Bradanicali” nel solco dei Baccanali, Saturnali, Lupercali e via festeggiando. La natura in quei caso era rispettata. Lungo la Bradanica,invece, viene oltraggiata e distrutta. Perchè?

IL RACCONTO ”FUOCO E FIAMME ” DI GIANNI PALUMBO

Strada statale n.655, Bradanica. Oltre 40 pinnacoli di fumo da Candela (Foggia) fino a Pomarico (Matera). Lavello, Rapolla, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, Irsina, Gravina di Puglia, Grassano, Matera, Miglionico, Pomarico … Già l’altro giorno, percorrendola al contrario, il numero di incendi era notevolissimo tra Basilicata e Puglia (completamente assenti nel tratto beneventano percorso, quindi campano, e molisano), del tutto insufficiente l’azione di chi è preposto al contrasto di tali azioni criminose, Canadair compresi!
Un territorio così rende perfettamente l’idea di un atteggiamento mafioso di una parte di cittadini che lo abitano. Perché anche la gestione del territorio racconta di modi di fare ed eventi gravi che danno, talvolta, l’idea di un’azione coordinata e decisa da circa 3 settimane da parte di un gruppo, evidentemente numeroso e ben organizzato di malavitosi che attenta a un territorio sempre più fragile. E così che si consuma buona parte del manto vegetale in area bradanica devastando e favorendo (come co-fattore) le numerose frane che da tempo memorabile imperversano periodicamente, mettendo a dura prova anche i centri urbani.


Dai disattenti bruciatori di stoppie, da cui derivano parte degli incendi, ai piromani veri e propri che decidono di incendiare i boschi direttamente dal loro interno, come è evidente questa sera/notte sotto le serre sabatane (Pomarico), sul versante che guarda verso Miglionico dove bruciano ettari di bosco di cerro e roverella! Il tutto accade nel mentre, come tutti i mesi di agosto, tra sagre ed eventi, si vive nell’illusione della valorizzazione dei territori!